Alex Zanardi, prognosi resta riservata, indagini continuano

Alex Zanardi è ancora con un quadro clinico complicato ma se la prognosi rimane riservata le indagini invece vanno avanti. La procura di Siena, infatti, sta cercando di fare luce sulle condizioni che hanno contribuito all’avvenimento di quell’incidente che è avvenuto in curva sulla statale 146 in provincia di Pienza, fra un autotreno ed Alex Zanardi. Lo sportivo si trovava lì in handbike perchè stava disputando una gara di beneficienza.

Fonte: Pinterest

Incidente Zanardi: continuano le indagini

Il mondo intero è lì, con il cuore sospeso, affianco ad Alex Zanardi nella lunga e logorante attesa sperando che ce la faccia ancora una volta, come quel giorno di diciannove anni fa. La procura di Siena, invece, sta cercando di fare chiarezza sulle condizioni che hanno permesso che avvenisse un simile incidente. Si tratta di sfortuna o di un errore? E nell’ultimo caso, un errore da parte di chi?

Inizialmente, nella giornata di oggi, si pensava che la colpa fosse da addebitare a Zanardi, in quanto l’ex pilota di Formula 1 sarebbe stato distratto dalla guida della sua handbike perchè concentrato a riprendere il panorama con il telefonino. L’ipotesi però è stata smentita ma nel frattempo il telefono di Zanardi rimane nelle mani delle autorità.

Un altro interrogative sorge sulla sicurezza. Zanardi, infatti, stava competendo in una gara di beneficienza corsa per ‘Obiettivo Tricolore’, una gara aperta a tutti coloro che sono in carrozzina sportiva o handbike. Però c’è da chiedersi come sia possibile che la gara si disputasse con l’altra corsia di marcia aperta. Il sindaco di Siena ha affermato che non c’erano comunicazioni di gara.

L’altro e ultimo punto rimane l’autista del mezzo pesante. Il quale, però, ha affermato di non aver potuto fare nulla per evitare lo scontro.

Se lo è trovato quasi di fronte all’uscita della curva e meno male che è riuscito a dare una sterzata e a buttarsi verso il limitare della corsia. Così l’impatto è stato sul fianco altrimenti sarebbe stato un urto frontale con conseguenze ancora più deleterie- ha detto Massimiliano Arcioni, l’avvocato difensore dell’autista.

Il mio assistito – aggiunge poi il legale – è molto provato e trattandosi di un personaggio così straordinario ha subito ancora di più psicologicamente l’accaduto. Ha rilasciato subito dichiarazioni spontanee al sostituto procuratore poco dopo l’incidente. Poi è stato portato in stato di choc al pronto soccorso. Confermo – aggiunge Arcioni – che è risultato negativo agli esami tossicologici e all’alcoltest. Inoltre la velocità del camion in quel punto, fatto di tornanti, era molto, molto contenuta».

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Silvia Giorgi

Informazioni sull'autore
Classe 1990, mi sono laureata in Lingue a Bari (ne parlo 4) e appassionata di sport da sempre (ho fatto equitazione per un bel po'). Sin da bambina ho sempre avuto il sogno di diventare una giornalista sportiva. Gli sport che amo di più sono equitazione, pattinaggio su ghiaccio e il motorsport a 360 gradi. Il mio preferito? La Formula 1, ovviamente.
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