Volley, scoppia il “caso” Antropova a Scandicci

La giovane opposta non è stata messa a referto durante la gara vinta contro Trento. Ufficialmente per un virus intestinale, ma le ragioni sarebbero da ricercare in una vicenda burocratica.

Scoppia il caso Ekaterina Antropova in quel di Scandicci. L’opposta, ex Sassuolo, sta confermando anche in A1 le buone cose fatte vedere in cadetteria, avendo messo a segno già a segno 24 punti nelle tre partite finora disputate. Eppure la giocatrice non risultava a referto durante l’ultima vittoria ottenuta in campionato contro la Delta despar Trentino.

Ufficialmente, la società ha motivato tale decisione con un virus intestinale che avrebbe impedito all’atleta di scendere in campo. In realtà, si apprende da un articolo pubblicato sul sito della Gazzetta dello Sport, le ragioni dell’assenza di Antropova sarebbero da ricercare in motivi burocratici.

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Caso Antropova: la giocatrice è italiana o russa?

Partiamo dall’inizio: Antropova, nata in Finlandia e cresciuta in Russia fino all’età di 14 anni, è stata tesserata per la prima volta dalla società “Sassuolo Warriors” nel 2018, dopo che il pressidente Carmelo Borruto aveva ricevuto il nullaosta dalla FIPAV per inserire in lista la classe 2003 come giocatrice italiana.

Affinché Antropova potesse essere iscritta nelle liste come giocatrice italiana, ha spiegato Borruto in un’intervista a Sport Mediaset, “Abbiamo dovuto affrontare un lungo iter burocratico. La ragazza ha dovuto dimostrare di avere residenza in Italia e motivare i motivi della sua presenza. Noi chiedemmo l’autorizzazione alla Federazione russa la quale produsse un documento in originale nel quale certificava che la giocatrice non fosse mai stata tesserata, e lo stesso documento fu inoltrato alla FIPAV. Antropova è sportivamente italiana dal 2018″, assicura Borruto.

Ma, allora, dov’è sorto il problema? Al momento di sottoporre alla CEV la lista delle giocatrici che Scandicci utilizzerà nel corso della prossima Challenge Cup. Stando ai dati in possesso della Federazione europea, Antropova sarebbe stata inserita nella lista di preconvocate stilata dalla Russia per i Campionati Europei under 16 del 2017. Manifestazione alla quale, però, Ekaterina non ha mai preso parte ufficialmente, venendo esclusa dall’elenco delle 12 convocate definitive.

La CEV ha chiesto comunque a Scandicci di produrre ulteriore documentazione che attesti l’italianità sportiva della giovane.

Un altro motivo di disputa, evidenziato da un documento proveniente dalla Russia, riguarda il tesseramento della stessa Antropova da parte di una scuola di Sanpietroburgo. Tesseramento, dunque, finalizzato prima che l’opposta si trasferisse in Italia.

Qualora queste circostanze risultassero verificate, per Scandicci si aprirebbe uno scenario complicato. Secondo le norme federali, infatti, ogni squadra di A1 deve disporre contemporaneamente nel proprio schieramento (si intende 6+1), di almeno tre giocatrici italiane, nonché un massimo di sei straniere iscritte a referto.

Antropova, inserita in lista come italiana, ha preso parte alle sfide contro Casalmaggiore, Bergamo e Cuneo dove, a prescindere dal numero di italiane presenti in campo, le giocatrici straniere a referto risultano già nel numero di sei (Milanova, Castillo, Lippmann, Orthmann, Natalia e Bia).

L’aver utilizzato Antropova, qualora venisse accertata la sua non italianità, potrebbe comportare sanzioni per la squadra toscana? Si presume di no in quanto la legge non può essere retroattiva e, come ribadito anche da Sandra Leoncini, membro del cda del club, Antropova è stata ingaggiata dal Sassuolo come atleta italiana.

I problemi si presenterebbero in ottica futura, in quanto la sua utilizzabilità sarebbe sottoposta ai vincoli precedentemente esposti. Un’eventualità che Barbolini, grande estimatore della giocatrice, vorrebbe evitare, per non privarsi di altre giocatrici in ruoli essenziali.

La vicenda è intricata e conoscerà sicuramente sviluppi sicuri. Intanto da Scandicci assicurano che la diciottenne, contro Trento, sia stata tenuta a riposo per scopi cautelativi, e di volerla riabbracciare al più presto.

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