Ufficiale: Tévez annuncia il ritiro

L’ultimo grido dell’Apache: Carlos Tévez annuncia il ritiro a un anno dall’ultima partita giocata: “Ho perso mio padre e non ho più stimoli”. Ora diventerà allenatore.

L’Apache depone le armi: a un anno esatto dall’ultima partita giocata con la maglia del Boca Juniors, Carlos Tévez annuncia il proprio ritiro dal calcio giocato. Lo fa nel corso di un’intervista rilasciata ad America Tv, nella quale ha spiegato i motivi che lo hanno spinto a prendere questa decisione:

o ricevuto diverse offerte per continuare, anche dagli Stati Uniti – ha spiegato Carlitos – ma ho scelto di dire basta perché ho dato davvero tutto. L’ultima stagione in cui ho giocato è stata dura, ma almeno sono stato accanto a mio padre. Ora che lui, il mio tifoso numero uno, è venuto a mancare, ho perso ogni stimolo per continuare. Voglio godermi la mia famiglia, negli ultimi mesi ci sono stati dei cambiamenti importanti”.

Carlos Tevez
Carlos Tevéz con la maglia della Juventus

Tévez, interrogato dall’intervistatore, ha dunque svelato quelli che sono i suoi piani futuri: “Diventerò allenatore – ha detto l’Apache – Porto avanti un progetto, da quattro-cinque mesi, con mio fratello e “El Chapa”, Carlos Retegui (allenatore di hockey sul prato, due volte vicecampione olimpico con la Nazionale femminile argentina ndr)”.

Carlos Tévez: Brasile, Inghilterra, Italia, Cina e un doppio ritorno in Argentina. Il viaggio dell’Apache

Depone, così, le armi uno dei giocatori più iconici dei primi anni 2000: tre volte calciatore sudamericano dell’anno (2003, 2004 e 2005), Carlos Tévez è stato un vero idolo per tutti gli argentini. Un mito capace di eclissare, in patria, anche la “Pulga” Leo Messi.

Merito di uno spirito pugnace, una tempra da trascinatore di popolo. Carlos Tévez ha sempre dato l’anima, qualunque maglia abbia indossato. Il suo viaggio circolare, partito dalle giovanili del Boca Juniors, è proseguito in Brasile, al Corinthias, e poi in Inghilterra dove, dopo una prima stagione al West Ham, Carlos ha abbracciato entrambe le anime di Manchester.

Una Champions League con lo United, tre Premier League, l’ultima con brivido, grazie al gol del connazionale Aguero contro il QPR.

E poi l’Italia: lui, con Higuaìn, a risollevare le sorti di un campionato finito alla periferia del calcio che conta. Due Scudetti con la Juventus, e una finale di Champions, prima di dire addio all’Europa per quello che sembrava un ultimo, nostalgico, ritorno in Argentina.

Un ritorno durato solo pochi mesi. Già a febbraio 2016, Tévez accetta la corte dello Shanghai Shenhua. Troppo forte la voglia di fare nuove esperienze di vita, di approcciare una cultura completamente altra rispetto alla propria. Un calcio in evoluzione che, sebbene distante anni luce dai modelli di football americano ed europeo, aveva lanciato segnali di crescita ingaggiando proprio una stella del suo calibro (destinato a diventare il calciatore più pagato al mondo).

Un’esperienza da tenere nello scrigno delle proprie vicende biografiche, ma che sicuramente non si è rivelata soddisfacente sotto il profilo professionale. I problemi di sovrappeso non gli permisero di esprimersi al meglio, né giovarono al rapporto con i dirigenti dello Shanghai, convinti di aver ingaggiato un flop.

Una certa insofferenza e incompatibilità a un calcio che percepiva troppo rudimentale, convincono Tévez a chiudere il proprio cerchio lì dove tutto era iniziato: la “Bombonera”, lo stadio che l’Apache ha calcato per l’ultima volta il 27 maggio 2021, in una gara di Copa Libertadores contro i The Strongest.

Ora è giunto il momento di voltare pagina. Tévez si siederà in panchina, pronto a trasmettere ai giocatori la propria grinta, a considerarli uomini, prima che calciatori.