Ufficiale: Ozil dice addio alla Germania

Con un durissimo comunicato rilasciato sul web, Mesut Ozil ha annunciato di aver lasciato la nazionale tedesca. Non si tratta di un abbandono dovuto a motivi fisici o alla volontà di dedicarsi interamente all’Arsenal, ma per motivi ancora più gravi. Per spiegare bene cosa sia accaduto, dobbiamo fare un piccolo viaggio nel tempo e tornare al maggio di quest’anno: Ozil, insieme a Ilkay Gundogan del Manchester City e Cenk Tosun dell’Everton, ha incontrato il presidente della Turchia Recep Erdogan, da tempo in rotta di collisione con la comunità internazionale per il suo crescente autoritarismo (ma contemporaneamente ben foraggiato dalla UE affinché non faccia uscire i migranti dal suo Paese e quindi trattato al pari del fu Gheddafi).

mesut-ozil-closeup

L’incontro dei tre giocatori con il presidente turco, che ha anche ricevuto tre magliette firmate dei club di appartenenza, ma soprattutto la foto che ritrae Ozil ed Erdogan, aveva fatto insorgere tutta la Germania e la stessa Angela Merkel aveva chiesto prudenza affinché non ci fossero fraintendimenti di natura politica. Tutto questo perché la Germania conta ben 1,2 milioni circa di turchi, moltissimi dei quali nati lì e in possesso dei pieni diritti civili e politici.

I bersagli principali dello sfogo di Ozil è il presidente della federcalcio teutonica Reinhard Grindel e i media, accusati di aver fomentato l’odio nei suoi confronti in quanto turco e di non aver detto nulla quando Lothar Matthaus incontro il presidente russo Vladimir Putin, nemmeno lui indifferente a manie di grandeur e ben poco democratico. “Doppio standard” dice Ozil nei confronti della stampa tedesca, accusata di averlo attaccato subito dopo l’eliminazione dai mondiali non per motivi tecnici, ma in quanto musulmano e turco. E accusa anche la destra tedesca di fare politica anti-islamica e anti-immigrazione usando quella foto.

Gli insulti razzisti piovuti sul suo capo da scalmanati imbecilli che magari lo osannavano in altre occasioni (“quando si perde sono turco, quando si vince sono tedesco” ha detto il centrocampista) hanno fatto sì che la nazionale di Loew perdesse uno dei suoi talenti migliori dopo anni di grandi risultati. Un vero peccato.

Un evento scambiato per politico, ma in realtà di tutt’altra natura (era un evento benefico ed Erdogan aveva invitato i giocatori, per cui non andarci sarebbe stato quantomeno inopportuno), ha quindi posto fine alla storia di Ozil con la nazionale tedesca dopo 92 partite, 23 gol e un mondiale vinto.

Ludovico Maiorana

Informazioni sull'autore
Sono Ludovico Maiorana, ho 34 anni e sono di Barcellona Pozzo di Gotto. Sono laureato in Scienze Storiche e scrivo per Stadiosport.it.
Tutti i post di Ludovico Maiorana