Tennis, Us Open 2020: la dolce prima di Dominic Thiem, vince al tie break decisivo contro Zverev

Non poteva che finire così, con un tie break decisivo, un finale thrilling di un torneo straordinario, senza pubblico, senza rumori e, da una settimana, senza campioni slam, un evento che rimarrà nella storia, un evento che lancia nella storia un predestinato.

Dominic Thiem trionfa finalmente in un torneo dello slam e lo fa a New York, sotto le luci dell’Artur Ashe Stadium dove mai si era spinto, prima di questo surreale 2020, oltre i quarti di finale.

(Fonte: Profilo Twitter Ufficiale Us Open Tennis)

E lo fa dopo più di quattro ore, contro un amico, un altro predestinato, il tedesco Alexander Zverev (2-6 4-6 6-4 6-3 7-6) numero cinque del tabellone, rimontandogli due set ed un break di svantaggio, strappandogli il servizio nel quinto proprio quando stava per chiudere la pratica, emergendo in maniera veemente da una lunga serie di alti e bassi.

FINALMENTE THIEM, PREDESTINATO PER TALENTO

“Doveva andare così, la mia carriera è sempre stata come questo incontro, molti alti e bassi e impazzisco per come è andata a finire. Questo incontro meritava davvero più di un campione e sono sicuro che presto anche tu, Zverev, alzerai al cielo questo trofeo”.

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Doveva andare così, la pressione del favorito anche se quello sarebbe stato solo il primo slam, l’occasione di una vita, un torneo rimasto senza Djokovic, Nadal e Federer, un torneo che, per la prima volta dopo 4 anni, ha incoronato campione qualcuno che non fosse uno di questi tre, doveva andare così per Thiem ma non è stata una passeggiata.

LA SINTESI DELLA PARTITA

L’inizio è shock, in meno di un’ora l’austriaco, già due volte finalista slam a Parigi e quest’anno a Melbourne, si ritrova sotto 6-2 5-1 contro uno che, come lui, nel destino ha gli eventi più brillanti, ma che, in realtà, è soltanto la prima occasione in cui si ritrova da protagonista in una finale così.

(Fonte: Profilo Twitter Ufficiale Us Open Tennis)

Un primo tentativo di reazione arriva ma è stentato e, soprattutto è tardi, 6-4 il secondo per Zverev che prova la fuga, con un break, anche nel terzo ma, finalmente, nella disputa entra anche Thiem, contro break e ritorno in parità e, da questo momento, l’incontro svolta, aumenta l’aggressività, si innalza la fiducia, gli “alti” prendono il posto dei “bassi”.

Thiem vince terzo e quarto set ma è ancora una volta lui a trovarsi per primo sotto nel parziale decisivo, nell’ultimo capitolo di una splendida ed inedita finale, la nuova generazione che prova a farsi spazio in un mondo del tennis mai così tanto elitario, e Zverev, adesso, è 5-3 al servizio per il match.

“Doveva andare così” e infatti, senza nemmeno far rendere conto al tedesco della chance avuta, Thiem ribalta la situazione, tre giochi consecutivi ed è lui al servizio per chiudere la pratica, ma i “bassi” tornano a bussare alla porta, Zverev risponde bene e trascina la contesa al tie break decisivo, si va all-in.

Nell’aria frenetica di New York che o ti esalta o ti spezza le gambe, l’impressione è vivida fin dall’inizio del tie break nonostante tutto: questa è la sera di Thiem, la sua occasione, scivolano via due match point ma un diritto vincente gliene offre un terzo, quello giusto, quello dell’errore di Zverev, quello che lo proietta senza più remore tra i grandi di questo sport.

SECONDO SLAM AUSTRIACO, IL PRIMO DOPO 25 ANNI

“Questo è un titolo slam, è la cosa più grande che puoi ottenere nel tennis, è una soddisfazione enorme”, il primo probabilmente di una lunga serie, il primo per un tennista austriaco dal 1995, dai tempi di Thomas Muster al Roland Garros, e in assoluto a New York, il primo nella storia di Flushing Meadows terminato al tie break del quinto e decisivo set.

(Fonte: Profilo Twitter Ufficiale ATP Tour)

Non mancheranno altre occasione per Zverev, altro talento destinato a brillare per numerosi anni ma ieri era la sera giusta nel destino di Thiem, quella magica per ritagliarsi il suo spazio, meritato, tra le stelle di questo sport, ieri “doveva andare così”, lo sapeva anche lui ed oggi, risvegliandosi con il trofeo accanto, non potrà esserne più orgoglioso.

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Marco Pardini

Informazioni sull'autore
Appassionato di sport e delle storie dello sport, mi emoziono con il calcio e con il tennis ma, seppur tifoso, provo sempre a non eccedere talvolta mordendomi la lingua. Bianconero dalla nascita, per alcuni un pregio, per altri no.
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