Tennis, Australian Open 2021: nel cuore della quarantena, allenamenti tra campo e alberghi, non senza polemiche

Se il buongiorno si vede dal mattino l’Australian Open 2021 porterà con sé ancora dichiarazioni, commenti e, perché no, polemiche, tuttavia la macchina per mettere in moto il primo slam dell’anno non si sta di certo fermando.

La situazione attuale è piuttosto chiara: tre dei voli che portavano i tennisti in Australia hanno registrato, all’arrivo, casi di positività al Covid-19 e, come conseguenza, lo stato di “quarantena ristretta” per tutti i passeggeri coinvolti, per un totale di 72 giocatori.

(Fonte: Profilo Twitter ufficiale Fabio Fognini)

“Quarantena ristretta” significa che, per due settimane, più o meno fino agli ultimi giorni del mese di gennaio, nessuno di questi soggetti potrà uscire dalla propria stanza d’albergo con l’impossibilità, quindi, di potere accedere ai campi da gioco e alle palestre, non il migliore dei modi per preparare un torneo di questa caratura.

Così, nelle ultime ore non sono mancati commenti piccati per questa condizione, per qualcuno estrema, e repliche altrettanto fredde da parte di organizzazione ed autorità competenti che hanno sottolineato come questo tipo di gestione fosse ben nota agli atleti, rei di aver approvato questo protocollo.

Sui social, in questi giorni, i vari atleti stanno mostrando lo svolgersi dei loro “quarantine days” tra allenamenti in albergo grazie a cyclette e tapis-roulant o semplici workout a corpo libero, o, per i più fortunati, ore di gioco già sui campi di Melbourne.

Non mancano poi dissensi sulla qualità del cibo offerto dagli alberghi (“non adatto ad atleti di questo livello”) che stridono con i ringraziamenti da parte di altri per la numerosa frutta consegnata loro dall’organizzazione di questa lunga tournée, Tennis Australia.

Si passa poi dai messaggi distensivi di Victoria Azarenka che chiede collaborazione, rispetto e solidarietà, alle scuse di Alize Cornet per aver ritenuto inizialmente “folle” il trattamento ricevuto, e ancora, dalla calma glaciale di Kei Nishikori al “sentirsi come in una prigione” di Roberto Bautista Agut in un video-confessione privato registrato e pubblicato “a sua insaputa”.

Senza dimenticare il malessere per il trattamento differenziato e privilegiato riservato ai primi tre giocatori e alle prime tre giocatrici del mondo, più Serena Williams come guest star, che godono di una diversa collocazione, di ben altri agi, in un altro tipo di soggiorno, fuori dagli alberghi, nella località di Adelaide.

Fino ad arrivare ad immagini divertenti come i “tentativi di gioco”, con tanto di pallina e racchetta per non perdere la confidenza con i propri colpi, contro pareti e materassi, o ripetuti problemi con ospiti indesiderati, vedi i due topi trovati da Yulia Putintseva sul balcone di due differenti stanze.

Insomma, la preparazione più strana di sempre per un major, con contenuti nuovi ogni giorno quasi come fosse un reality show, nell’attesa-speranza che l’ultima parola sia del campo e che lo spettacolo, in un modo o nell’altro, possa presto iniziare.

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Marco Pardini

Informazioni sull'autore
Appassionato di sport e delle storie dello sport, mi emoziono con il calcio e con il tennis ma, seppur tifoso, provo sempre a non eccedere talvolta mordendomi la lingua. Bianconero dalla nascita, per alcuni un pregio, per altri no.
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