Tennis, ATP Master 1000 Montecarlo: Fognini da urlo, liquida Nadal e vola in finale

Non ci sono parole per descrivere quanto fatto da Fabio Fognini in questo sabato primaverile nella regale Montecarlo; non ci sono parole per descrivere un’impresa non fuori dalla sua portata ma incredibile per il valore e i connotati.

Fabio Fognini centra per la prima volta in carriera la finale di un torneo ATP Master 1000 e lo fa a modo suo, strapazzando il campione di undici edizioni del torneo, mattatore assoluto della terra rossa, re indiscusso a Montecarlo, Rafael Nadal.

(Fonte: Profilo Twitter Ufficiale Rolex MC Masters)

Una partita di quasi 100 minuti di gioco condensabile in un’unica semplice parola, “perfetta”, perché Fabio non ha sbagliato praticamente nulla, dal primo all’ultimo quindici, giocando a ritmi serrati, incontenibili anche per il maestro della superficie, quello contro cui aveva già vinto in passato, ma contro cui è impossibile partire favoriti.

E invece Fognini ha rovesciato ogni pronostico brillando come ancora non aveva fatto in questo 2019 ricco, fin qui, solo di sconfitte opache e nervose che non lasciavano intravedere segnali di speranza, i lampi di quel tennis che l’avevano condotto ad un passo dai primi dieci giocatori del mondo lo scorso anno.

Ma come per magia, Montecarlo ha spazzato via con un incantesimo tutto l’alone negativo dei primi mesi dell’anno molto probabilmente in quell’interminabile game, al primo turno, che se perso avrebbe portato l’azzurro ad un passo dal baratro contro Andrey Rublev sotto di un set e potenziale 5-1 nel secondo.

Ecco, lì, come per magia, il corso degli eventi è cambiato improvvisamente in modo talmente meraviglioso ed imprevedibile da condurre Fabio in un vero e proprio sogno, nella sinfonia più soave della sua carriera.

Ma l’inganno, come in tutte le favole, è sempre in agguato ed ora Fognini sarà intrepidamente atteso dalla fatidica prova del nove, quell’occasione che non è possibile sapere quante volte la vita metterà ancora lì alla portata, vicinissima da afferrare e da conquistare.

Dopo l’enorme impresa contro Nadal, Fabio dovrà compierne una ancora più brillante ma ancora più complessa, quella di non rendere vano lo sforzo precedente, nella finalissima contro Dusan Lajovic, come lui esordiente in una finale di questo livello e, addirittura, alla caccia del primo titolo della carriera.

Il tennista serbo, dopo aver piegato negli ottavi il campione di Indian Wells Dominic Thiem, si è fatto largo nella parte alta del tabellone gestendo con sconosciuta freddezza ed esperienza il nervosismo del favorito Daniil Medvedev, artefice della prestigiosa affermazione sul numero uno del mondo Novak Djokovic nel turno precedente.

Lajovic, ritrovatosi in un amen sotto per 1-5 come se avesse pagato lo scotto iniziale del debuttante, senza scoraggiarsi ha impiantato il seme dell’insicurezza al giovane avversario che, in preda alla rabbia per il forte vento e per un gioco sempre più falloso e titubante, si è lentamente sciolto spalancando la strada per la finale al serbo.

Un’occasione unica per entrambi, un treno che è impossibile pronosticare quante volte ancora passerà, una corsa da prendere al volo per evitare di lasciare Montecarlo tra rimorsi e rimpianti, una finale totalmente inattesa dove anche l’Italia finalmente sarà protagonista e che solo pochi giorni fa sembrava un irraggiungibile miraggio.

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Marco Pardini

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Appassionato di sport e delle storie dello sport, mi emoziono con il calcio e con il tennis ma, seppur tifoso, provo sempre a non eccedere talvolta mordendomi la lingua. Bianconero dalla nascita, per alcuni un pregio, per altri no.
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