SuperLega: ecco perché è nata

Ecco il torneo che rischia di cambiare radicalmente il sistema calcistico mondiale.

Da ieri non si parla d’altro. La tanto attesa (e temuta) SuperLega è divenuta realtà e da Agosto 2021, coinvolgerà 20 delle squadre più importanti di tutto il panorama calcistico mondiale.

Quella annunciata dai 12 club fondatori, è una autentica rivoluzione calcistica che rischia di incidere pesantemente sull’organigramma calcistico creato dalla UEFA e che, fino ad oggi, è sembrata l’unica via percorribile per dare lustro ed uguaglianza ai club dei paesi partecipanti.

Il rischio è quello, però, di ritrovarci davanti ad un circolo privato, escluso da tutto e da tutti, dove oltre alla gloria personale gireranno miliardi di euro che sono anche il fulcro fondamentale dell’ufficialità del format più competitivo che il calcio abbia mai conosciuto.

Da un lato, quindi, ci ritroveremo a commentare un numero enorme di big match, ma dall’altro questa decisione inciderà sui campionati d’Europa, sulla Champions e sulle altre Coppe presenti nell’itinerario della UEFA.

Cos’è la SuperLega e perché è nata

La SuperLega è una nuova competizione che trae ispirazione dal livello di competitività e di sfida già riconosciuto dalla Champions League, ma con un formato molto più simile a quello di un “classico” campionato con girone all’italiana.

Potremmo quasi definirlo un “campionato dei campioni” che si contrappone, anche come partite settimanali, alla classica “Coppa dei Campioni“. Infatti, non essendo incluso nel regolamento un possibile provvedimento UEFA sull’esclusione delle squadre dai campionati, la competizione verrà giocata in settimana e creerà interesse e spettacolo grazie all’alto tasso di formazioni competitive.

Inevitabilmente, la buona riuscita della proposta “SuperLega” ha ragioni puramente capitalistiche ed economiche.

Le squadre partecipanti, infatti, avranno a disposizione un’ingente somma di denaro come “contributo” per aiutare le società in epoca Covid e per la creazione di super squadre ancora più competitive.

Chi ha permesso al progetto di funzionare e di realizzarsi è il colosso JP Morgan, multinazionale americana di servizi finanziari operante a New York che stanzierà 3,5 miliardi di euro per la competizione, dando la possibilità ai club partecipanti di ottenere 490 milioni di euro solo per aver accettato la competizione.

Considerando che i club partecipanti saranno delle società già molto importanti e ben note al mercato economico mondiale, è palese che stiamo parlando di un campionato fondato su criteri economici e volto a portare avanti lo strapotere (già evidente) delle superpotenze.

Fondatori e partecipanti SuperLega: chi ha detto si?

I promotori del progetto SuperLega sono soprattutto 3: Florentino Perez (capo del Real Madrid), Andrea Agnelli (presidente della Juventus) e la famiglia Glazer (proprietari del Manchester United).

Queste tre figure hanno avviato i contatti per la nascita del torneo ed hanno subito ricevuto consensi positivi da molti club europei che, accodandosi al progetto iniziale, hanno comunemente scelto di dare vita alla SuperLega.

Sono 12 i club fondatori che prenderanno parte ad una competizione che comprenderà 20 squadre.

Le squadre fondatrici, palesatesi grazie al comunicato fatto uscire nella tarda serata di ieri, sono AC Milan, Arsenal, Atletico Madrid, Chelsea, Barcelona, Inter, Juventus, Liverpool, Manchester City, Manchester United, Real Madrid, Tottenham.

A queste si aggiungeranno 3 club aggiuntivi che saranno dichiarati “fondatori del format” al pari delle prime 12.

Il tutto sarà completato da 5 squadre che verranno inserite ad invito per arrivare al totale di 20 squadre.

Fino ad ora, le squadre francesi (quindi anche il PSG) e le squadre tedesche (come Bayern, Borussia) hanno espresso assoluta fedeltà alla UEFA, rifiutandosi di presenziare al torneo, dunque non verranno prese in considerazione.

Formato della SuperLega e quando si giocherà

Le partecipanti al torneo saranno 20 e verranno disposte in due gruppi da 10 squadre.

Si giocherà con il solito format “andata e ritorno” in cui ogni squadra dovrà fare 18 partite per determinare le posizioni di classifica.

Le prime 4 di ogni girone verranno inserite nel tabellone finale in cui, sempre con andata e ritorno, le squadre si sfideranno seguendo un modello simile ai playoff NBA (ovvero 1 vs 4; 2 vs 3), fino alla finale che decreterà la squadra vincitrice.

Saranno, per la vincente, 25 le partite totali e la spedizione avrà inizio ad Agosto 2021.

L’inizio di una nuova era o la fine degli ideali calcistici pre-capitalismo?

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