Spezia-Roma 2-2, voti e pagelle: “Fonseca saluta con la Conference League”

Finisce in pareggio la pirotecnica ultima uscita di Spezia e Roma in questo campionato. La squadra di Italiano domina per un tempo, poi la Roma reagisce e conquista la qualificazione in Conference League.

Spezia-Roma 2-2 (Verde, Pobega; El Shaarawy, Mkhitaryan)

Pazza, caotica e pericolosa, questi sono stati gli aggettivi che possono perfettamente spiegare quest’ultimo confronto stagionale tra Italiano e Fonseca e che possono, tranquillamente, essere utilizzati per descrivere la stagione di ambedue le squadre.

Il “canto del cigno”, uno sicuro, l’altro più che probabile, dei due allenatori è un saggio agonistico di grande livello in una partita che ha equamente diviso meriti e risultato.

Nel primo tempo, la squadra di Italiano ricorda perché, per lunghi tratti del campionato, veniva definita come una delle liete sorprese dell’annata calcistica e le tinte di questi 45 minuti sono ampiamente bianconere.

Lo Spezia sfrutta una Roma imprecisa e svogliata, dimostrando qualità e grande agonismo specie nelle figure di Pobega e Nzola che dominano nei rispettivi reparti. Salgono in cattedra anche l’argentino Estevez, brillante in ogni giocata, e l’ex giallorosso Daniele Verde che ha il merito di aprire i conti.

Il 2-0 di fine primo tempo è il giusto merito ad una squadra che ha sovrapposto le idee e la coralità all’esborso economico riuscendo a costruire una rosa sulla carta poco più che modesta, ma valorizzata dagli ideali del proprio mister.

Nella ripresa le tinte cambiano e diventano giallorosse con la squadra di Fonseca magicamente risvegliata dalla voglia di conquistare una Conference League che stava sfuggendo di mano.

Non poteva, Fonseca, andarsene con l’ennesimo obiettivo fallito e dopo essersi affidato alla buona sorte e alle parate del giovane Fuzato, ritrova una Roma piacevole da vedere e pungente nelle opportunità che la partita ha offerto.

El Shaarawy accorcia le distanze, Cristante si divora un gol già fatto e Mkhitaryan, assistito da Dzeko, chiude la sua straordinaria stagione con il gol che qualifica la Roma alla prima edizione della UEFA Conference League.

Con il 2-2 finale, Spezia e Roma salutano il campionato e, molto probabilmente, anche i due allenatori oggi protagonisti. Italiano è atteso al prossimo salto di qualità, mentre Fonseca, già sollevato dall’incarico, aspetta la Fiorentina.

Le pagelle dello Spezia

Rafael 6,5: Non ha colpe sui gol subiti e nel secondo tempo si dimostra provvidenziale su varie sortite giallorosse.

Vignali 6,5: El Shaarawy è un cliente scomodo e non è facile arginarlo. Nonostante ciò, il difensore si dimostra solido e intelligente chiudendo ottimamente tutti gli spazi.

Capradossi 6,5: Si dimostra ben preparato contro la sua ex squadra. Gioca con grande personalità e argina in ogni modo possibile un Mayoral spento. Promosso a pieni voti.

Terzi 5,5: Bene su Mayoral e Pedro, meno bene sul primo gol subito quando la sua respinta favorisce il Faraone giallorosso per il gol che riapre il match. Da quel momento la partita diviene difficoltosa per lui.

S.Bastoni 6: Partita ordinata e senza sbavature per il difensore di Italiano. Nel primo tempo argina bene gli inserimenti dei trequartisti giallorossi, mentre nel secondo sembra calare leggermente di concentrazione. La prestazione resta positiva.(dal 68’ Ramos 6: Prova anche a spingersi in avanti. Entra bene)

Estevez 7: Quanta corsa, quanta qualità e, soprattutto, quanta grinta per l’argentino che gioca un match ineccepibile. Risulta pericoloso in fase offensiva ma, soprattutto, non lascia respiro ai centrocampisti giallorossi.

Agoume 6: Partita sapientemente gestita dall’ex Inter che “pulisce” una grande quantità di palloni. Si limita a giocate semplici, ma efficaci. (dal 71’ Maggiore 6: Non sfigura)

Pobega 7: Bastano 45 minuti, ad uno dei migliori prospetti offerti da questo campionato, per imporsi tra i migliori in campo. Il gol è la ciliegina sulla torta in una partita che lo ha visto dominare a centrocampo nei confronti degli avversari giallorossi. Il futuro è suo. (dal 46’ M.Ricci 5,5: Troppi errori palla al piede. Confuso).

Verde 7: Sembra averci preso gusto a colpire la sua ex squadra. Spinge molto bene sulla fascia ma ha anche grande capacità di inserimento e si accentra volentieri per rendersi pericoloso. Prova positiva, fa tanto bene, oltre il gol. (dal 68’ Agudelo 6: Valore aggiunto in attacco).

Nzola 7: Il colosso dell’attacco dello Spezia giganteggia nei confronti della difesa giallorossa. Nel primo gol è lesto a percepire l’errore di Darboe, mentre nel secondo è precisissimo ad offrire a Pobega il gol. Fisicamente sembra devastante ma ciò che colpisce è la grande mobilità e corsa che offre ai suoi compagni.

Gyasi 6: Non brilla quanto i suoi compagni, ma è utilissimo per inserimenti e superiorità numerica. Deve migliorare sulla personalità.

Italiano 7: Sia per oggi, che per la stagione. Salvare una rosa povera tecnicamente parlando è un’impresa non da poco. L’allenatore ha dato idee e personalità ad una neopromossa e i risultati si sono visti. Sulla partita nulla da dire, meritava di chiudere con i tre punti.

Le pagelle della Roma

Fuzato 7: Salva a più riprese la Roma e si dimostra un portiere dal futuro radioso.

Karsdorp 5,5: Oggi l’olandese fatica nel trovare spazi per la sua ben nota corsa. In fase difensiva sembra molto impreciso, ma nel secondo tempo ritrova confidenza con il ruolo.

Mancini 6: Primo tempo leggermente sotto ritmo, poi nel secondo torna ad essere il leader indiscusso della fase difensiva.

Kumbulla 5: Chiude male una stagione altamente sottotono. Deve ringraziare Fuzato se alcuni dei suoi appoggi e chiusure sbagliate non rendono il passivo molto più pesante.

Santon 5: Partita totalmente fumosa dell’ex Inter che si dimostra incapace di reagire alle avanzate dello Spezia. Anche in fase offensiva non brilla e merita la sostituzione dopo soli 45 minuti. (dal 46’ Reynolds 5: Uguale, se non peggio, di Santon. La strada per adattarsi alla Serie A è lunghissima).

Cristante 6: Si divora clamorosamente il gol del pareggio, ma alla fine ciò non incide sulla qualificazione europea della Roma. Gioca una partita molto buona e conferma quello che di buono ha fatto in questa annata.

Darboe 5: Il primo gol dello Spezia è totalmente colpa sua. Pecca di eccesso di confidenza e si lascia trascinare dalla prestazione negativa dei suoi compagni sbagliando molti appoggi e molti scontri fisici. (dal 61’ Villar 6: Gioca semplice e dona idee alla squadra)

Pedro 5,5: Primo tempo da dimenticare per lo spagnolo che viene facilmente disinnescato dagli avversari, ma nel secondo la musica cambia. Ad inizio ripresa mostra colpi importanti che trascinano la Roma alla possibile rimonta, peccato che la sua partita sia fin troppo discontinua e i compagni non lo aiutano. (dal 71’ Pastore 6,5: Molto bene. Entra con lo spirito giusto e mostra colpi da grande campione. Vedremo l’estate cosa gli riserverà, ma messo nelle giuste condizioni può ancora dire la sua).

Mkhitaryan 6,5: Il migliore della stagione giallorossa, segna il gol più pesante del campionato, ovvero quello che manda la Roma in Conference League. Nel primo tempo l’armeno sembra un oggetto estraneo alla partita, ma nel secondo sale in cattedra

El Shaarawy 6,5: Il migliore, nonché, il più pericoloso dei suoi. Il Faraone è sembrato per lunghi tratti l’unico baluardo di una fase offensiva sterile e il gol arriva proprio grazie ad un caparbio inserimento, figlio di chi non voleva mollare all’evidenza di una partita giocata male. Sarà un valore aggiunto per la Roma di Mourinho.

Borja Mayoral 5: Non chiude bene un campionato, tutto sommato, positivo. Oggi lo spagnolo è l’ombra di se stesso e si faticano a ricordare azioni potenzialmente pericolose che passano dai suoi piedi se non un lieve pericolo ad inizio secondo tempo. (dal 61’ Dzeko 6,5: Entra e offre l’assist di sponda a Mkhitaryan. Il solito decisivo Dzeko).

Fonseca 6: Non la prestazione che si aspettava di vedere dai suoi, soprattutto nel primo tempo, ma alla fine la qualificazione in Conference League è conquistata e può almeno lasciare la Roma con questo magro obiettivo centrato.

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