Pirlo nuovo CT della Nazionale? La scelta di Maldini divide l’Italia

Pirlo nuovo CT della Nazionale? La scelta di Maldini divide l’Italia

Nuovo CT Italia, Andrea Pirlo avanza nella short list di Maldini e Leonardo, ma la scelta divide tifosi, commentatori e Serie A. Malagò prepara l’annuncio.

La nuova Italia non ha ancora un commissario tecnico, ma ha già una frattura. Il nome che sta facendo più rumore è quello di Andrea Pirlo, indicato come candidato forte per la panchina azzurra nella short list che Giovanni Malagò, Paolo Maldini e Leonardo stanno costruendo in queste ore. Una scelta che avrebbe il sapore della svolta tecnica, ma anche del rischio massimo: ripartire dopo l’ennesima ferita mondiale affidando la Nazionale a un allenatore ancora divisivo.

Il quadro è chiaro. Malagò ha spiegato che la scelta del nuovo CT verrà fatta lavorando con Maldini e Leonardo su una short list, con annuncio possibile dopo aver trovato un accordo completo su profilo, struttura e dettagli del nuovo progetto azzurro. La decisione potrebbe slittare alla prossima settimana, proprio perché non si tratta solo di scegliere un allenatore, ma di ridisegnare l’intero Club Italia.

Pirlo avanza, ma non convince tutti

Il nome di Pirlo è quello che divide di più. Secondo SportMediaset, l’ex centrocampista della Juventus sarebbe uno dei profili graditi a Maldini, ma la sua candidatura ha già spaccato tifosi e commentatori. Il sondaggio pubblicato da SportMediaset racconta bene il clima: su oltre 30mila voti, Pirlo avrebbe raccolto appena il 2% delle preferenze tra i tifosi, lontanissimo da nomi come Guardiola, Ancelotti, Conte, Mancini e Pioli.

È un dato politico, prima ancora che tecnico. Pirlo resta un nome enorme per storia, classe e immaginario, ma da allenatore non ha ancora costruito un percorso abbastanza solido da mettere tutti d’accordo. Ha vinto con la Juventus, ma non ha mai davvero cancellato l’idea di essere arrivato troppo presto su una panchina troppo grande. Ora rischia di succedere la stessa cosa con la Nazionale.

Maldini spinge, Malagò non vuole forzare

La partita interna è delicata. Maldini, appena entrato nella nuova struttura federale come figura tecnica centrale, vede in Pirlo un profilo moderno, meno legato ai nomi tradizionali e più coerente con una rifondazione. La nuova FIGC, infatti, non cerca soltanto un CT: cerca un’idea, un metodo, un sistema capace di rimettere in piedi un movimento che ha perso troppe occasioni negli ultimi anni.

Reuters ha raccontato il nuovo incarico di Maldini come direttore tecnico della FIGC, con contratto fino al 2028 e Leonardo come consigliere, dentro una struttura nata per rilanciare l’Italia dopo una nuova delusione mondiale. La scelta del CT è il primo vero banco di prova del nuovo corso.

Malagò però non sembra intenzionato a firmare una scelta senza piena condivisione. Il Fatto Quotidiano ha riportato le tensioni sul nome di Pirlo, con Maldini favorevole e Malagò più prudente: senza accordo interno, il rischio sarebbe partire già con una Nazionale spaccata al vertice.

La Serie A avrebbe preferito Conte

Il nome che molti club avrebbero visto meglio è Antonio Conte. La Lega Serie A, secondo SportMediaset, sarebbe stata più orientata verso un profilo di maggiore esperienza, capace di incidere subito sul gruppo, ricostruire identità e restituire durezza competitiva alla Nazionale.

Conte rappresenterebbe la scelta più sicura: conosce l’ambiente azzurro, ha già guidato l’Italia, ha un metodo riconoscibile e una capacità quasi immediata di dare struttura. Ma proprio per questo sarebbe anche una scelta meno rivoluzionaria. Pirlo, al contrario, sarebbe una scommessa culturale: meno garanzie oggi, più margine per costruire un’identità nuova domani.

Il problema è che la Nazionale italiana non arriva da una fase normale. Arriva da anni di scosse, fallimenti e ricostruzioni incompiute. In questo contesto, scegliere Pirlo significa accettare una quota enorme di rischio.

Mancini, Pioli, Conte e Guardiola: gli altri nomi della short list

Nella short list non c’è solo Pirlo. I nomi circolati sono pesanti: Roberto Mancini, Antonio Conte, Stefano Pioli e perfino la suggestione Pep Guardiola. Malagò non ha chiuso pubblicamente le porte a nessuno, ma ha fatto capire che il profilo dovrà essere condiviso con Maldini e Leonardo.

Mancini sarebbe il ritorno emotivo, l’uomo dell’Europeo vinto ma anche del ciclo finito male. Pioli porterebbe equilibrio, gestione e abitudine al lavoro con i giovani. Conte sarebbe la soluzione muscolare. Guardiola resta la suggestione quasi impossibile, più utile a misurare l’ambizione che a fotografare una trattativa reale.

Pirlo è il nome più sorprendente perché non è né la scelta popolare né quella più prudente. È il candidato che avrebbe senso solo dentro una rivoluzione vera, con Maldini e Leonardo a proteggerne il percorso.

Perché Pirlo può essere scelto davvero

La candidatura di Pirlo ha una logica. La Nazionale non ha bisogno solo di risultati immediati, ma di un nuovo linguaggio tecnico. Maldini potrebbe immaginare un CT capace di lavorare su possesso, qualità, costruzione dal basso e crescita dei giovani. Pirlo, per cultura calcistica, è più vicino a questa idea rispetto ad allenatori più pragmatici.

C’è poi un altro elemento: la struttura. Se Maldini e Leonardo avranno un ruolo forte nel Club Italia, il CT non sarà lasciato solo. Pirlo potrebbe essere inserito dentro un sistema tecnico più ampio, con una direzione federale forte alle spalle. In questo scenario, la sua minore esperienza verrebbe bilanciata da una governance più presente.

È una scelta da progetto, non da emergenza. Ed è proprio qui che nasce il dubbio: l’Italia ha il tempo e la pazienza per aspettare un progetto?

I rischi: consenso basso e partenza in salita

Il problema principale è il consenso. Pirlo partirebbe con una parte dell’ambiente già scettica. Tifosi freddi, commentatori divisi, Serie A non convinta. Per una Nazionale che deve ricostruire entusiasmo, non è un dettaglio.

Un CT della Nazionale non deve solo allenare. Deve rappresentare, comunicare, assorbire pressioni, scegliere giocatori, gestire club, federazione, opinione pubblica. Pirlo ha carisma naturale, ma non ha ancora dimostrato di saper reggere una macchina così complessa per un ciclo lungo.

Il rischio è che ogni convocazione diventi un processo. Ogni pareggio, una conferma dei dubbi iniziali. Ogni scelta tattica, un referendum sulla sua legittimità.

La vera partita: chi comanda il nuovo Club Italia

La scelta del CT dirà soprattutto una cosa: quanto potere reale avrà Maldini. Se passerà Pirlo, sarà il segnale di una svolta forte voluta dall’area tecnica. Se invece la FIGC virerà su Conte, Mancini o Pioli, sarà il segnale di un compromesso più istituzionale, forse più rassicurante per club e ambiente.

La nomina di Maldini ha già cambiato il peso politico del Club Italia. L’ex Milan non è stato chiamato per fare presenza, ma per incidere sulla direzione tecnica. Leonardo, da consigliere, aggiunge esperienza internazionale e visione manageriale. Ora però arriva il momento in cui le idee devono diventare una scelta.

Quando arriva l’annuncio

Le tempistiche non sono ancora definitive. Malagò ha parlato di una short list da definire con Maldini e Leonardo e non ha escluso che l’annuncio possa arrivare la prossima settimana, dopo aver messo “i puntini sulle i” sui vari aspetti dell’accordo.

Questo significa che la decisione non è soltanto sul nome. Bisogna definire staff, durata del contratto, poteri del CT, rapporto con Club Italia, calendario delle prime convocazioni e linea tecnica per le nazionali giovanili. La nuova Italia non vuole ripartire con un semplice cambio di panchina. Vuole cambiare struttura.

Il verdetto: Pirlo è la scelta più rischiosa, ma anche la più politica

Pirlo nuovo CT sarebbe una scelta che divide, ma non casuale. Sarebbe il manifesto del nuovo corso Maldini: meno compromesso con il passato, più scommessa su una cultura tecnica diversa. Ma sarebbe anche una decisione pericolosa, perché l’Italia non può permettersi un’altra ripartenza bruciata dopo pochi mesi.

Conte darebbe solidità. Mancini darebbe memoria. Pioli darebbe equilibrio. Pirlo darebbe una storia da scrivere quasi da zero.

Ed è proprio per questo che il suo nome spacca tutto. Perché non è una scelta comoda. È una scelta che obbligherebbe la FIGC a difenderlo, Maldini a esporsi e Malagò a prendersi il peso di una Nazionale ricostruita attorno a un’idea più che a una garanzia.

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