SPAL-Milan 0-4: rossoneri cinici e spietati, ferraresi piegati da una squadra che cresce sempre più

Analisi tattica SPAL-Milan 0-4: la squadra di Gattuso piega la resistenza dei padroni di casa e confermano tutti i miglioramenti visti negli ultimi mesi. Squadra corta, compatta e finalmente cinica sotto porta, sapendo soffrire nei momenti cruciali e chiudendo la partita alla prima occasione

L’inizio aggressivo del Milan mette subito in crisi la difesa della SPAL, che pure aveva preparato la gara con una squadra che avrebbe, in teoria, dovuto stare barricata in difesa per poi ripartire velocemente in contropiede, giocando una partita simile a quella impostata dal Verona che riuscì a mettere in crisi i rossoneri difendendosi ordinatamente e colpendo ben 3 volte in ripartenza. Conferma ne è il modulo coperto della squadra di Semplici, che opta per una difesa a 3, che si trasforma a 5 in fase di non possesso, ed Antenucci unica punta supportato dal solo Kurtic. 

Analisi tattica SPAL-Milan 0-4
Fonte: pagina Facebook ufficiale A.C. Milan

Il gol immediato di Cutrone ha cambiato inevitabilmente lo spartito della gara, con la SPAL che ha dovuto cestinare ogni piano preparato in settimana. Eppure i padroni di casa ci hanno provato e le ripartenze di Lazzari hanno creato qualche problema agli avversari, ma oltre il brivido causato a Donnarumma con il calcio da fermo di Viviani è stato l’unico reale sussulto d’orgoglio della banda-Semplici. 

Gattuso si agita e sbraita, chiede a Cutrone di tenere alta la squadra ed i suoi movimenti alle spalle dei difensori attaccando la profondità mandano in crisi la difesa a 3 biancoblù. Il Milan nella ripresa entra in campo con il piglio giusto, non rischia praticamente  nulla e, sfruttando un errore di Meret che respinge male un tiro di Suso, raddoppia con il soluto Cutrone “tarantolato” che insacca sulla respinta. 

Sulla gara offensiva della SPAL cala praticamente il sipario e gli ospiti sono liberi di arrotondare il punteggio prima con Biglia, che ancora una volta si fa apprezzare più in fase di interdizione (pressing feroce, recupero palla ai danni di Viviani e colpo da biliardo a battere Meret) che in fase di impostazione e poi con Borini, che insacca rabbiosamente dopo un ottima manovra di Montolivo, che trova il corridoio giusto per il compagno. 

Ormai è inutile nasconderlo: qualcosa nella mente e nelle gambe dei rossoneri è cambiato e con una marcia così spedita si può veramente sognare in grande, senza nominare nessun obiettivo, ma senza precluderne assolutamente alcuno. 

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