Sinner Re di Wimbledon: 5° Slam in carriera e record storico

Jannik Sinner è ancora il re di Wimbledon. L’azzurro batte Alexander Zverev in finale con il punteggio di 6-7(7), 7-6(2), 6-3, 6-4 e conquista per il secondo anno consecutivo il titolo più prestigioso del tennis mondiale. Una vittoria pesantissima, arrivata dopo 3 ore e 46 minuti di battaglia secondo SuperTennis, in una finale molto più complicata di quanto raccontassero i pronostici della vigilia.

Sinner ha perso il primo set, ha rischiato di vedere la partita scivolare nella direzione del tedesco, poi ha cambiato passo nel tie-break del secondo parziale e da lì ha preso il controllo della finale. Zverev ha giocato una grande partita al servizio, ha spinto con il dritto e ha tolto ritmo all’azzurro per quasi due set, ma alla distanza è emersa la superiorità del numero 1 del mondo.

Per Sinner è il quinto titolo Slam in carriera, il secondo Wimbledon consecutivo e il 30° titolo ATP. SuperTennis sottolinea anche un altro dato enorme: Jannik diventa il decimo giocatore dell’Era Open capace di vincere due volte di fila ai Championships, entrando in un gruppo che comprende campioni come Bjorn Borg, John McEnroe, Boris Becker, Pete Sampras, Roger Federer, Novak Djokovic e Carlos Alcaraz.

Sinner-Zverev, Cronaca della finale: primo set al tedesco, poi la svolta

La finale è iniziata nel modo più difficile per Sinner. Zverev ha servito con grande continuità, ha trovato punti diretti nei momenti importanti e ha retto lo scambio da fondo più di quanto fosse riuscito negli ultimi confronti contro l’azzurro. Il primo set si è deciso al tie-break, vinto dal tedesco 9-7 dopo una lunga battaglia di nervi.

Per Sinner è stato il primo vero momento delicato del match. Zverev, reduce dal successo al Roland Garros, sembrava più leggero mentalmente rispetto alle finali Slam del passato e ha approfittato di una partenza non perfetta dell’italiano. Ma proprio lì è arrivata la reazione da campione.

Nel secondo set entrambi hanno continuato a tenere il servizio con grande solidità. Zverev si è aggrappato alla prima, Sinner ha iniziato a leggere meglio le traiettorie e a mettere più pressione in risposta. Anche il secondo parziale è arrivato al tie-break, ma questa volta non c’è stata storia: Jannik ha alzato il livello, ha trovato risposte profonde, ha preso subito il controllo e ha chiuso 7-2.

È stato il punto di svolta della finale. Dopo oltre due ore di equilibrio totale, Sinner ha rimesso in parità il match e ha spostato completamente l’inerzia.

Nel terzo set si è vista la differenza tra un grande giocatore e un campione dominante. Sinner ha cominciato a rispondere meglio, ha tolto sicurezze alla seconda di Zverev e ha aumentato la profondità con il rovescio. Il tedesco, fino a quel momento quasi inattaccabile nei turni di battuta, ha iniziato a concedere qualcosa.

Il break decisivo è arrivato nell’ottavo game. Zverev ha perso lucidità, ha sbagliato con il dritto e Sinner ha sfruttato immediatamente l’occasione. SuperTennis racconta un punto simbolico: Jannik è caduto durante lo scambio, si è rialzato e ha comunque vinto il punto, segno di una presenza mentale e fisica impressionante.

Il parziale è finito 6-3 per Sinner. Da quel momento la finale ha cambiato volto. Zverev ha continuato a lottare, ma l’azzurro sembrava ormai più fresco, più lucido e soprattutto più pericoloso in risposta.

Nel quarto set Zverev ha provato a restare aggrappato al servizio, ma Sinner ha ormai trovato la chiave. L’azzurro ha tenuto i propri turni con grande freddezza, ha gestito anche i momenti delicati e ha aspettato l’occasione giusta.

Il break è arrivato sul 3-3. Zverev ha provato a salvarsi con il servizio, ma Sinner ha letto meglio la prima, ha messo i piedi dentro il campo e ha chiuso il punto decisivo con un dritto vincente. Da lì il match è entrato nelle mani dell’italiano.

Sul 5-4, Sinner ha servito per il titolo. Nel game finale ha mostrato tutto quello che lo ha portato al vertice: freddezza, qualità nei colpi di inizio gioco, capacità difensiva e coraggio nei momenti più pesanti. Il match point è arrivato con un vincente lungolinea che ha fatto esplodere il Centre Court.

I numeri del trionfo: quinto Slam e 100ª vittoria nei Major

Il successo contro Zverev consegna a Sinner numeri sempre più da leggenda. Il titolo di Wimbledon 2026 è il suo quinto Slam in carriera e arriva nel giorno della sua 100ª vittoria nei tornei Major, un traguardo simbolico che rafforza ulteriormente la sua dimensione storica.

C’è anche un dato tecnico impressionante: Sinner ha vinto il titolo senza concedere break né in semifinale contro Novak Djokovic né in finale contro Zverev. Secondo OptaAce, citato da SuperTennis, nessuno ci riusciva a Wimbledon dal Roger Federer del 2003.

È un numero che spiega più di tante parole la qualità del suo torneo. Sinner ha rischiato al primo turno contro Miomir Kecmanovic, poi è cresciuto partita dopo partita fino a diventare quasi intoccabile nei momenti decisivi. Contro Djokovic aveva dominato in tre set, contro Zverev ha dimostrato anche di saper soffrire.

Zverev lotta, ma Sinner resta il suo incubo

Per Zverev resta l’amarezza di una finale giocata ad alto livello ma persa contro il rivale peggiore possibile. Il tedesco ha fatto tutto quello che doveva fare per restare in partita: servizio pesante, tanti punti rapidi, dritto più aggressivo del solito e grande tenuta nei primi due set.

Non è bastato. Sinner ha confermato il dominio nel confronto diretto e ha dimostrato ancora una volta di avere le armi perfette per disinnescare il gioco del tedesco. Quando è riuscito a mettere più risposte in campo e ad allungare lo scambio, Zverev ha perso progressivamente campo e lucidità.

La finale racconta anche la nuova dimensione di Sinner: non solo dominatore quando tutto funziona, ma campione capace di cambiare partita in corsa. Ha perso un tie-break durissimo, ha rischiato di trovarsi sotto psicologicamente, poi ha reagito con una lucidità feroce.

Sinner nella storia di Wimbledon

Vincere Wimbledon una volta cambia una carriera. Vincere Wimbledon due volte di fila cambia una dimensione storica. Sinner non è più soltanto il campione italiano più forte di sempre: è ormai uno dei riferimenti assoluti del tennis mondiale contemporaneo.

La lista dei campioni capaci di difendere il titolo a Wimbledon è cortissima e piena di leggende. Sinner ci entra a 24 anni, da numero 1 del mondo, dopo aver battuto in semifinale Djokovic e in finale Zverev. Reuters conferma l’albo d’oro recente: dopo i titoli di Alcaraz nel 2023 e 2024, Sinner ha vinto Wimbledon nel 2025 e nel 2026, aprendo una nuova fase del torneo londinese.

È una vittoria che pesa anche per il modo in cui è arrivata. Non un dominio lineare, non una finale semplice, ma una rimonta costruita con pazienza, intelligenza e forza mentale. Zverev ha provato a sporcare il piano partita, a trascinare Sinner dentro una battaglia di servizio e tie-break. Jannik ha resistito, poi ha trovato il modo di prendersi il match.

Un trionfo che cambia la stagione di Sinner

Il 2026 di Sinner aveva bisogno di un grande sigillo Slam. Dopo una stagione già ricca di successi nel circuito, Wimbledon diventa il punto più alto dell’anno. Secondo Informat.ro, il successo arriva in una stagione in cui l’azzurro aveva già conquistato cinque titoli Masters 1000 nel 2026, ma il trionfo sull’erba londinese ha un peso completamente diverso.

Wimbledon è il torneo che più di tutti misura tradizione, prestigio e capacità di adattamento. Sinner lo ha vinto da favorito, da campione uscente e da giocatore da battere. Ha retto la pressione, ha superato un avversario in fiducia e ha trasformato una finale complicata in un’altra pagina di storia.

Il messaggio al circuito è chiarissimo: Sinner resta il numero 1 non solo per classifica, ma per continuità, mentalità e capacità di vincere quando conta. Zverev ha provato a ribaltare la narrazione, ma alla fine il Centre Court ha incoronato ancora Jannik.

Wimbledon resta suo. E il tennis italiano, ancora una volta, si inchina davanti al suo campione.

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