Sampdoria-Milan 2-0: rossoneri dominati tatticamente e atleticamente

La squadra di Giampaolo ha impartito una dura lezione al Milan, sovrastato sotto ogni punto di vista dai padroni di casa. Montella avrà ancora molto da lavorare, avendo in mano una squadra che, ogni qual volta affronta un avversario collaudato e organizzato, va in affanno terribilmente. 

E’ stata una domenica veramente da dimenticare per il Milan che, al “Marassi, ha trovato la Sampdoria più bella della stagione. Gli uomini di Giampaolo hanno dato vita alla partita perfetta, disponendosi compatti e rocciosi in difesa, attuando un pressing asfissiante sui play-maker rossoneri, ripartendo agilmente e attaccando costantemente l’area di rigore avversaria con almeno 6 uomini.

Biglia è stato subito intrappolato nella gabbia che Giampaolo gli ha costruito intorno, Kessie (forse il peggiore in campo) è stato sistematicamente arginato, Bonaventura e Suso hanno avuto pochi palloni, e sporchi, a disposizione. L’unica arma a disposizione del Milan, allora, ecco che diventa il lancio lungo di Bonucci a scavalcare il pressing indemoniato della Samp, ma anche questa possibilità è stata vanificata dall’ottima linea difensiva blucerchiata che, puntualmente, formava una linea perfetta, tracciabile quasi con un righello, che mandava sistematicamente in fuorigioco i ricevitori rossoneri. Giampaolo ha praticamente insegnato a 4 calciatori a pensare con un’unica testa.

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Tutti i costruttori del gioco rossonero sono entrati in netta difficoltà, ma Montella non ha saputo risollevare le sorti di una squadra che ha concluso miracolosamente il primo tempo sul punteggio di 0-0, ma che aveva palesemente bisogno di una scossa nell’intervallo. Era evidente che serviva cambiare qualcosa e modificare il possibile. Il trio difensivo rossonero, Romagnoli-Bonucci-Zapata, ha retto l’urto degli avversari fin quando ha potuto, certo barcollando non poco, ma respingendo le folate offensive doriane e dovendo contrastare sempre non soltanto i 3 attaccanti avversari (Zapata-Quagliarella più l’ottimo Ramirez), ma anche i pericolosissimi inserimenti dei centrocampisti. Il Milan, però, non è una squadra costruita per stare arroccata nella propria area di rigore e, quando schiacciata, entra in netta difficoltà. 

La scelta di inserire Zapata al posto di Musacchio, può aver senso finchè il Milan attacca e tiene il pallino del gioco, concedendo il contropiede agli avversari ed avendo dunque bisogno di un difensore veloce e potente fisicamente come il colombiano, che ha comunque tenuto botta ad un tir come il cugino Duvan, per poi aver dei cali di concentrazione gravissimi, mettendo lo zampino in entrambi i gol avversari.

Proprio da un disimpegno errato di Zapata, infatti, nasce il gol dell’1-0 e proprio grazie ad un suo scivolone arriva il definitivo 2-0, che suona come una sentenza dura ed inequivocabile: il Milan è stato mattato dall’inizio alla fine, sotto il piano atletico (anche una belva come Kessie ha perso ogni duello, anche contro un piccoletto come Torreira, uno dei migliori in campo) e sotto il piano tattico, imbrigliato dalle idee spumeggianti di Giampaolo e dal gioco fluido e tambureggiante dei suoi uomini. La squadra è stata allestita in fretta e molti automatismi sono ancora da rodare, non c’è da fare drammi ma non bisogna sottovalutare nulla. Testa bassa e lavorare.