Roma, salta Friedkin? Ecco il piano triennale di Pallotta

Se il texano non dovesse arrivare l’attuale presidente cercherebbe di cambiare rotta

Una nuova puntata si aggiunge alla telenovela della cessione della Roma. Negli ultimi giorni sembrano esserci state importanti novità. Ieri sera Sky Sport ha rilanciato la notizia che la trattativa per il passaggio del testimone da James Pallotta a Dan Friedkin fosse definitivamente sfumata.

TUTTO POSSIBILE – Pallotta ha subito chiarito la situazione specificando che “l’affare è sempre possibile”. La possibilità che la cessione non avvenga non è cosa campata in aria. Dovesse accadere ciò sarebbe un brutto colpo per la tifoseria schierata contro il presidente. Sarebbe però anche un imprevisto non da poco per Pallotta. Se Dan non arrivasse, che fare? Cercare altri acquirenti? Certo, ma nel frattempo bisogna mandare avanti la baracca. Ecco quindi che, sempre secondo l’emittente satellitare, il finanziere bostoniano stia pensando ad un piano triennale.

CONTRO TENDENZA- Piano che partirà, come noto, dalla ricapitalizzazione di 150 milioni. Lo step successivo è (o meglio, potrebbe essere) qualcosa di incredibile se pensiamo alle operazioni passate: tenere i big. Le cessioni ci saranno, è ovvio, ma l’obiettivo primario sarà quello di tenere tutti i grandi dello spogliatoio: da Kolarov a Dzeko, da Zaniolo a Pellegrini fino ad arrivare ai difficili riscatti di Smalling e Mkhitaryan.

SENZA SCONTI – Proprio quando tutto sembrava vicino alla conclusione della cessione della Roma, è arrivata la frenata. Frenata prima causata da alcuni rallentamenti legali/burocratici verso fine febbraio-marzo ( il famoso periodo degli incontri a New York, con tanto di foto di portoni vari) e poi dal coronavirus. Dan Friedkin vuole però la Roma, ma non più alle condizioni di Pallotta (e soci). Si era trovato un accordo per circa 800 milioni di euro. Capita la gravità dell’epidemia, il magnate texano, non avendo certezze sul futuro della Roma vuole uno sconto di (almeno) 100 milioni. Scelta legittima, sia ben chiaro, ma che non fa saltare, altrettanto giustamente, Pallotta e soci dalla sedia. Ogni discorso di buona riuscita dell’affare è ora rimandato alla fine di aprile. Non è da escludere anche un ulteriore slittamento verso l’estate o inizio settembre.