Roma-Lazio 1-1, voti e analisi: Under funambolo, Smalling giganteggia. Dzeko segna ma non si ripete

Squadra bella ma poco cattiva. 

Derby delle papere o derby dei rimpianti? Entrambi. Come all’andata, Roma e Lazio escono dall’Olimpico ( gremito con 60.000 spettatori) con un punto per uno.

Sicuramente è il derby delle papere per tutte e due. I gol sono arrivati solamente grazie all’apporto decisivo dei due portieri. C’è poco da dire. 

SIAMO ANCORA QUA- Derby dei rimpianti, però, per la Roma. La partita, il primo tempo sopratutto, è stato l’emblema del gioco di Fonseca. Ma anche la dimostrazione del problema principale della Roma: la sterilità. 

Sarà retorico e ripetitivo, ma è la verità. Il derby lo doveva vincere la Roma. Se non fosse stata per la solita pochezza, freddezza, cattiveria, chiamatela come volete, sotto-porta. Per fare un gol, senza che ricordiamo come sia arrivato, sono serviti ben 22 tiri. Di questi, però, solo 3 nello specchio della porta. 

Pagelle

PAU LOPEZ 4- Spettatore non pagante per i primi 40 minuti, poi arriva l’angolo e commette la frittata, (quasi) decisiva per il risultato.

SANTON 6,5- Anche per lui primi quaranta minuti perfetti. Recupera, dribbla, si fa vedere e gestisce palloni anche velenosi. Poi, stessa cosa di Lopez, arriva il corner. E ci mette del suo. Riprende come se nulla fosse. Di Florenzi, neanche l’ombra ha fatto mancare. (Dall’83’ Kolarov S.V.)

MANCINI 6,5- Bada ad Immobile come un veterano. Bene anche davanti. La sponda ( non sfruttata) per Veretout ne è la prova.

SMALLING 7- Si carica ( e i tifosi con lui) per la chiusura in scivolata ad inizio gara su Immobile. Si immola su Correa. Gestisce bene la difesa. Pericoloso talvolta anche in avanti.

SPINAZZOLA 7- Schierato per lo spauracchio Lazzari, costringe il biancoceleste a rimanere guardingo nella propria metà. Corre e mette cross su cross di una precisione che manca da un po’.

VERETOUT 6,5- In apertura dei due tempi non riesce a buttarla dentro. Compensa con la consueta carica. Recuperi preziosi, spegne spesso Savic. (Dall’89’ PASTORE s.v.)

CRISTANTE 6,5- Gara, come spesso gli capita, ordinata e attenta condita dall’assist per Dzeko.

UNDER 7- Incubo di Lulic. Lo salta, lui e tutta la difesa laziale, con disarmante facilità. Vicino al raddoppio, sembra quel Cencio che i tifosi hanno imparato ad amare. Funambolo.

PELLEGRINI 6,5- Cerca il gol dell’immediato raddoppio con un tiro a giro di rara fattura. Danza col pallone muovendosi egregiamente tra le linee.

KLUIVERT 6,5- Corre, corre e ancora corre. Impreciso nelle decisioni finali, mette in atto il richiamo del Mister e rientra. Si elegge a trequartista aggiunto. (dall’80’ PEROTTI S.V)

DZEKO 6,5- Torna a segnare in un derby dopo il digiuno di quattro anni. Spreca (minimo) tre palle gol. Quando si abbassa è sempre lui.

FONSECA 7- Il coraggio non gli fa difetto. Mette in panchina Kolarov e Florenzi e si prende i meriti anche degli scettici. Lo aveva detto in conferenza: “aspettiamo la partita per vedere se la Lazio sia veramente più forte”. La (presunta) superiorità non si è mai vista. Nel primo tempo avrà gongolato di sicuro, era per lui il sogno. C’è però da curare il grande tallone d’Achille: mancano i giusti gol per quanto si crea. 

 

 

 

 

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Roberto Gentili

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