Roma-Gent 1-0, voti e analisi: Perez prende per mano la Roma. Pellegrini, batti un colpo

Lo spagnolo è il migliore. Pellegrini non c’è più. Sarà per il problema al piede? Pau Lopez mette i brividi ma c’è

Solo il risultato. La gara di andata dei sedicesimi di Europa League tra Roma e Gent se la aggiudicano i giallorossi. A regalare il primo successo del 2020 a Fonseca ci ha pensato Carles Perez. Lo spagnolo, alla prima da titolare in giallorosso, non sbaglia e firma un successo importante. Importante perché garantisce alla Roma un vantaggio per il ritorno della settimana prossima alla Ghelmanco Arena, chiamata a rapporto da Jess Thorup, allenatore dei “Bufali”. Vantaggio che, però, è praticamente irrisorio. Il risultato infatti calza decisamente poco o nulla con una prestazione che è stata ancora una volta brutta. Una squadra che in campo è disorganizzata, che manca di idee e, in quelle poche che ha o che vengono, si dimostra totalmente confusa. Non ci aspettava che quella dell’Olimpico (praticamente deserto, 25.000 gli spettatori) potesse essere la gara che ridava linfa ad una squadra vistosamente malata sotto vari punti di vista, ma almeno era lecito aspettarsi una prestazione più dignitosa, specialmente se come avversario hai davanti una squadra più che modesta quale è quella belga. Squadra modesta, vero, ma che se fosse uscita con un pareggio ( o una addirittura una vittoria) non si sarebbe gridato allo scandalo.

Gli ospiti, spinti da 2000 e passa tifosi, sono andati vicini al gol più e più volte, ma vuoi per carenze tecniche (vero, Depoitre?) o per questioni di tempismo e bravura di Pau Lopez, la rete non è arrivata. Ad onor del vero anche la Roma è andata vicina al raddoppio in diverse occasioni. È mancata però la giusta sincronizzazione o semplicemente la fortuna, come in occasione del palo di Smalling, ma è da riconoscere anche la bravura di Kaminski sul tiro a colpo sicuro di testa di Kolarov. Entrambe ora dovranno ripartire dagli ultimi minuti. La Roma per capire come cambiare atteggiamento e passare il turno per evitare di aggiungere un’altra nota negativa alla stagione, il Gent, invece, per cercare di realizzare un’impresa che appare tutto fuorché impossibile.

SALVATE IL SOLDATO PELLEGRINI- Come se già non bastasse la prestazione opaca, ad impreziosire di ansia e turbamenti sono arrivati i fischi all’indirizzo di Pellegrini, uno dei giocatori che meno sta brillando. Anzi, si è proprio spento. Al momento del cambio dopo l’ennesima prestazione opaca, il trequartista giallorosso è stato fischiato dalla Curva. Fischi che inevitabilmente vanno a scalfire l’animo di un giocatore che, come detto da Fonseca, già sente da lui una grande responsabilità per il momento che si sta vivendo. Ora sta al classe ’96 mostrare carattere, imprescindibile per essere ritenuto un leader della Roma. A fine partita, inoltre, Pellegrini è stato avvistato mentre si intratteneva in un fitto colloquio con Giampiero Pocetta, il suo agente. Che anche l’ultimo erede di quella tradizione di romani e romanisti stia per fare le valigie?

PAGELLE

PAU LOPEZ 6- Fa tremare i tifosi con i soliti errori con i piedi. In due-tre occasioni regala addirittura palla agli avversarsi rischiando di compromettere il risultato. Compensa però con due buoni interventi posizionandosi correttamente in porta, luogo a lui più congeniale.

SPINAZZOLA 5– Buon avvio con frequenti discese, poi vanifica il tutto con un vistoso calo che induce Fonseca a sostituirlo. (Dal 69′ Santon 6– Approccia benissimo la gara e confeziona un assist al bacio per Kolarov)

FAZIO 5,5- Titolare (forse) un po’ a sorpresa, l’argentino impone il fisico per sopperire alla velocità di Depoitre. In un’occasione se lo fa sfuggire rischiando di farla pagare cara.

SMALLING 6,5- Nei primi 20′ si spinge molto in avanti. Quando è richiamato indietro alterna momenti di grande lucidità a piccoli annebbiamenti. Nel secondo tempo va vicino al 2-0.

KOLAROV 5- Perde qualche pallone di troppo, anche banalmente, con appoggi di sufficienza. Spinge a rilento, ma lo fa abbastanza bene. Mette in area un paio di palloni taglienti dei suoi, non sfruttati. Il bel colpo di testa per il possibile raddoppio viene respinto da Kaminski.

CRISTANTE 5,5- Sembra un elastico: si abbassa e si rialza, come al solito. Discreta gestione del pallone, a volte però si inceppa.

VERETOUT 6- Corre ed aggredisce tutti, soprattutto David. Si propone sempre, normale conseguenza il calo della ripresa.

PEREZ 7- Aveva bisogno di sentire la fiducia di Fonseca. Il portoghese gliel’ha concessa e lo spagnolo l’ha ripagato segnando un gol pesante. È il più brillante sia davanti che dietro, come quando recupera un pallone velenose al limite dell’area.

PELLEGRINI 5- Non riesce a scrollarsi di dosso le scorie della mediocrità. Anche in Europa rimane in panne giocando di sufficienza. (Dal 79′ Mkhitaryan sv.)

PEROTTI 5,5- Spazia bene nel primo tempo, ma ormai è prevedibile per tutti, anche per se stesso. Il calo della ripresa e un dribbling a rilento, gli costano la sostituzione. (Dal 82′ Kluivert sv.)

DZEKO 6- Scattante nel servire l’assist a Perez. Per il resto fa la solita partita: si abbassa e smista per gli esterni, questa volta però trova lo spagnolo a dargli qualche gioia in più.

FONSECA 5,5- Massimo risultato con il minimo sforzo. Al ritorno dovrà inventarsi qualcosa di più.