NBA 2018/19, Recap 5 Gennaio: Curry trascina gli Warriors. Raptors corsari a Milwaukee. Ok Nuggets e Sixers

Otto le partite vissute nella notte NBA. Riflettori puntati sul Fiserv Forum di Milwaukee, per l’incrocio tra le prime due squadre della Lega, oltre che della Eastern Conference, ovvero Bucks e Raptors. Dopo un primo tempo a lungo condotto dai padroni di casa ma chiuso sul 56-57, Toronto prova l’allungo nel terzo quarto (82-69 a 3’45” dall’ultima pausa); Milwaukee risponde e passa avanti un’ultima volta con una bomba di Giannis a 8’12” dalla fine (95-96). Il 15-2 che i Raptors rifilano agli avversari nei successivi 3′ (110-98 con 5’12” da giocare) chiude di fatto il match. Ottima la prova del quintetto titolare di coach Nurse, con Leonard (30+6 rimbalzi+6 assist e 5 rubate), Siakam (30), Ibaka (25+9 rimbalzi) e VanVleet (21+8 assist) in evidenza. Il solito Antetokoumpo (43+18 rimbalzi) non evita il ko ai Bucks.

Non è bastato ai Bucks un Antetokounmpo da 43 e 18 rimbalzi per avere la meglio dei Raptors nello scontro al vertice della Eastern Conference (foto da: youtube.com)

I Denver Nuggets si confermano in vetta alla Western Conference, battendo al Pepsi Center gli Charlotte Hornets, per la loro 5° W di fila. Un successo messo in cassaforte nel quarto conclusivo, e che porta la firma inconfondibile del Joker, Nikola Jokic (39+12 rimbalzi e 6 assist); Walker (20), Biyombo (16+12 rimbalzi) e Williams (16+6 rimbalzi) i migliori per gli ospiti. Si ferma invece a 6 la striscia positiva degli Houston Rockets, ko al Moda Center di Portland contro i Trail Blazers. Padroni di casa che, sospinti dal trio formato da Nurkic (25+15 rimbalzi), McCollum (24) e Lillard (17+12 assist), prendono il largo sul finire del secondo quarto (46-59 al 24′), per poi non farsi più raggiungere dagli avversari. James Harden (38+7 assist) vede interrompersi la striscia di partite consecutive con 40 o più punti (5), ma prosegue nell’altra dei 30 o più punti (12); per i texani, positivi ma non utili ad evitare la sconfitta anche Capela (13+21 rimbalzi) e Rivers (21).

Vittoria esterna molto sofferta e nel segno di Steph Curry (42 e 10/20 da tre) per i Golden State Warriors, di scena al Golden 1 Center di Sacramento contro degli ostici Kings, in un match a suo modo storico, essendo stato il primo nel quale entrambe le squadre in campo hanno totalizzato almeno 20 triple a testa (41 totali, altro record assoluto per una singola partita). Dopo un ottimo avvio (43-29 al 12′), i Campioni in carica subiscono il rientro della franchigia di coach Joerger, che chiude il terzo quarto avanti 96-103. Nel quarto periodo la rimonta Warriors è guidata dal due volte MVP, capace di mettere a referto 20 punti, 14 dei quali negli ultimi 5′ di gioco. Danno il loro contributo anche Durant (29+9 assist) e Thompson (20), mentre vani risultano gli sforzi in particolare di Hield (32) e di Jackson (28) per i padroni di casa.

Vittoria importante per i Philadelphia 76ers che, al Wells Fargo Center, la spuntano sui Dallas Mavericks, consolidando il 4° posto ad Est. Padroni di casa che in pratica la chiudono con un gran finale di terzo quarto (70-87 al 36′), nonostante un disperato quanto inutile tentativo di recupero negli ultimi minuti dei Mavs. Spiccano Embiid (25+12 rimbalzi e 5 assist), Simmons (20+14 rimbalzi ed 11 assist) e Redick (20 con 8/14 dal campo); per i texani, il top-scorer è Matthews (18). In scioltezza i San Antonio Spurs, a segno all’AT&T Center contro i Memphis Grizzlies, centrando la 4° vittoria di seguito. Spurs abbondantemente avanti già alla pausa lunga (44-64), per poi controllare in tranquillità il secondo tempo. White (19) ed Aldridge (18+7 assist) sono i migliori per la squadra di coach Popovich, con un discreto contributo anche di Belinelli (9+4 rimbalzi). Negli ospiti, al 5° ko di fila, il solo Conley (21) non è sufficiente.

Corsari gli Utah Jazz, che espugnano il parquet della Little Caesars Arena di Detroit e si avvicinano alla zona Playoff ad Ovest, ora distante una partita e mezza. I ragazzi di coach Snyder reagiscono ad un avvio difficile (13-31 Pistons al 12′) con un ottimo secondo quarto, per poi operare l’aggancio all’alba del quarto conclusivo (80-80 a 10’36” dal termine). Utah riesce poi ad allungare sul +11 (99-88 con 3’51” da giocare); è la fase che decide la partita in favore degli ospiti, sospinti da Mitchell (26) e da Rubio (18). Ai locali non basta un Griffin ultimo ad arrendersi (34+10 rimbalzi). Chiudiamo con il match della Quicken Loans Arena di Cleveland tra Cavaliers e New Orleans Pelicans. Un match con ben poca storia, come denota il +35 finale in favore degli ospiti, con Randle (22+12 rimbalzi ed 8 assist), Holiday (22) e Davis (20+10 rimbalzi e 4 rubate) a mettersi in luce. Per i Cavs, peggior squadra della Lega al momento, si salva Clarkson (23).

Di seguito, il riepilogo della notte:

CHARLOTTE HORNETS (18-20) @ DENVER NUGGETS (26-11) 110-123

UTAH JAZZ (20-20) @ DETROIT PISTONS (17-20) 110-105

DALLAS MAVERICKS (18-21) @ PHILADELPHIA 76ERS (26-14) 100-106

NEW ORLEANS PELICANS (18-22) @ CLEVELAND CAVALIERS (8-32) 133-98

TORONTO RAPTORS (29-12) @ MILWAUKEE BUCKS (27-11) 123-116

MEMPHIS GRIZZLIES (18-21) @ SAN ANTONIO SPURS (23-17) 88-108

HOUSTON ROCKETS (22-16) @ PORTLAND TRAIL BLAZERS (23-17) 101-110

GOLDEN STATE WARRIORS (26-14) @ SACRAMENTO KINGS (19-20) 127-123

*Tra parentesi, i record delle varie squadre.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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