NBA 2018/19, Recap 17 Dicembre: Bene Warriors e Bucks. Thunder e Spurs travolgenti. Clippers ancora ko

Tra le otto partite disputate la scorsa notte, precedenza va data ai Golden State Warriors, vincenti alla Oracle Arena sui Memphis Grizzlies. Una vittoria tranquilla, senza troppi patemi, caratterizzata dal traguardo raggiunto da Stephen Curry (20+7 rimbalzi): il #30 è diventato il quinto Warrior nella storia (dopo Wilt Chamberlain, Rick Barry, Paul Arizin e Chris Mullin) a toccare quota 15.000 punti in carriera. Anche Klay Thompson (16) ha qualcosa da festeggiare, precisamente quota 11.000 punti in carriera. Tornando alla partita, Durant (23) ne è stato il top-scorer, oltre a superare Larry Bird nella classifica degli scorer all-time; per gli ospiti, il migliore è stato l’ex Casspi (20+6 rimbalzi).

Contro i Memphis Grizzlies, serata ricca di stats da aggiornare nei Golden State Warriors. Stephen Curry (in foto) tocca quota 15.000 punti in carriera, mentre Klay Thompson supera la barriera degli 11.000 punti. Intanto Kevin Durant supera un certo Larry Bird, sempre come punti segnati in carriera (foto da: twitter.com)

Rimaniamo nella Western Conference. Tutto facile per gli Oklahoma City Thunder che, alla Chesapeake Energy Arena, abbattono i Chicago Bulls, trascinati da George (24+8 rimbalzi), Adams (19+8 rimbalzi) e dalla 111.esima tripla doppia in carriera di Westbrook (13+16 rimbalzi+11 assist e 5 rubate). Markkanen (16+15 rimbalzi) e Portis (16) si salvano nei Bulls. Bene anche gli Houston Rockets che, di scena al Toyota Center contro gli Utah Jazz, portano a casa la 4° W di fila. Un Harden in stato di grazia (47+6 rimbalzi+5 assist e 5 rubate) trascina praticamente da solo i suoi, mentre Mitchell (23+8 rimbalzi) e Gobert (18+13 rimbalzi) non bastano agli ospiti.

Importante vittoria anche per i Portland Trail Blazers, corsari allo Staples Center contro dei Los Angeles Clippers alla 4° sconfitta consecutiva. Decisivo il solito Lillard (39+6 assist), supportato da McCollum (27) e Nurkic (20+7 assist); Tobias Harris (39+11 rimbalzi), Gilgeous-Alexander (24) e Gallinari (22+5 rimbalzi e 6/16 al tiro) non evitano il ko alla squadra di coach Rivers. Pesanti stop per Sacramento Kings e Philadelphia 76ers, entrambi travolti in trasferta. I californiani (Hield il migliore (21)) cadono al Target Center contro i Minnesota Timberwolves, i quali mandano in doppia cifra ben 9 giocatori (Wiggins (17) il top-scorer). I Sixers (Simmons (16+6 rimbalzi e 6 assist) unico a salvarsi), a loro volta, vengono spazzati via dai San Antonio Spurs all’AT&T Center, sotto i colpi di Gay (21+6 rimbalzi), DeRozan (20+7 assist e 6 rimbalzi) ed Aldrige (20+10 rimbalzi).

Ad Est, significativa vittoria esterna dei Milwaukee Bucks, che espugnano la Little Caesars Arena di Detroit e si portano ad 1.5 partite dai Raptors. Antetokounmpo è il solito trascinatore (32+12 rimbalzi), aiutato fattivamente soprattutto da Middleton (22+6 assist); ai Pistons non sono sufficienti Bullock (24), Stanley Johnson (20+6 rimbalzi) e la tripla doppia di Griffin (19+11 assist e 10 rimbalzi). Infine, da segnalare la terza W consecutiva dei Phoenix Suns, corsari al Madison Square Garden di New York contro i Knicks. Spiccano le prestazioni di Booker (38+7 rimbalzi), Warren (26) ed Ayton (21+13 rimbalzi). Mudiay (32+6 rimbalzi ed altrettanti assist) non basta ai newyorkesi.

Di seguito, il riepilogo della notte:

MILWAUKEE BUCKS (20-9) @ DETROIT PISTONS (14-14) 107-104

PHOENIX SUNS (7-24) @ NEW YORK KNICKS (9-23) 128-110

UTAH JAZZ (14-17) @ HOUSTON ROCKETS (15-14) 97-102

SACRAMENTO KINGS (16-14) @ MINNESOTA TIMBERWOLVES (14-16) 105-132

CHICAGO BULLS (7-24) @ OKLAHOMA CITY THUNDER (19-10) 96-121

PHILADELPHIA 76ERS (20-12) @ SAN ANTONIO SPURS (16-15) 96-123

MEMPHIS GRIZZLIES (16-14) @ GOLDEN STATE WARRIORS (21-10) 93-110

PORTLAND TRAIL BLAZERS (17-13) @ LOS ANGELES CLIPPERS (17-13) 131-127

*Tra parentesi, i record delle varie squadre.

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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