NBA 2017/18, recap 1° Dicembre: Warriors e Spurs in scioltezza. Spettacolo Mitchell a Salt Lake City

Nottata intensa in NBA, con otto partite in programma. All’Amway Center di Orlando, i Golden State Warriors continuano nella loro serie di trasferte consecutive (2° di 6), battendo i Magic con una prova superlativa alla voce ‘assist’, smazzandone ben 46 (record stagionale NBA). Sempre in vantaggio sin dalla palla a due, i californiani hanno potuto contare sulle solide prestazioni di Thompson (27), Durant (25+7 assist) e Curry (23+10 assist e 6 rimbalzi), con in più un ottimo Bell dalla panchina (16 con 8/10 dal campo). Per Orlando, invece, i migliori sono stati Gordon (29+7 rimbalzi) e Fournier (22). Cadono i Detroit Pistons, sconfitti alla Capital One Arena di Washington dai Wizards. I padroni di casa indirizzano la partita grazie ad un terzo periodo sontuoso (15-35), sospinti da Markieff Morris (23+7 rimbalzi) e dai 17 punti a testa del duo Porter Jr.-Satoransky. Tobias Harris (15) è stato il top-scorer per la franchigia di MoTown.

Stephen Curry, marcato stretto da Elfrid Payton (sullo sfondo Kevin Durant). Ad Orlando, Golden State ha dato sfoggio del suo eccelso gioco di squadra, collezionando la bellezza di 46 assist (foto da: bostonherald.com)

Approfittano del passo falso dei Pistons i Toronto Raptors, che battono gli Indiana Pacers all’Air Canada Center ed agganciano la squadra di coach Van Gundy al 3° posto nella Eastern Conference. Dopo tre quarti vissuti sull’equilibrio, la squadra di coach Casey piazza il break decisivo (5-18) nella prima parte di quarto periodo (98-112 a 6’17” dalla fine), aggiudicandosi la posta in palio. DeMar DeRozan ne mette 26 (pur con 9/21 dal campo), mentre fa bene Poeltl in uscita dalla panchina (18 e 6 rimbalzi, con 8/8 dal campo). Agli ospiti non basta Oladipo (36+7 rimbalzi e 6 assist). Importante successo per gli Oklahoma City Thunder che, alla Chesapeake Energy Arena, hanno la meglio sui Minnesota Timberwolves. A metà secondo quarto OKC guida di 21 (35-56), ma gli avversari, piano piano, riducono lo svantaggio fino al -3 (98-101 a 4’17” dal termine). I padroni di casa, però, mantengono il sangue freddo e la spuntano. Grandi protagonisti Paul George (36+9 assist) e Steven Adams (27+6 rimbalzi con 11/11 dal campo), mentre Westbrook sfiora la tripla doppia (15 (6/21 dal campo)+14 assist e 9 rimbalzi). Per gli ospiti, da segnalare i ventelli di Towns (23+9 rimbalzi), Wiggins (23) e Butler (22+7 assist).

Quarto successo di fila (8° nelle ultime 10) per i San Antonio Spurs, che espugnano il FedEx Forum, casa dei Memphis Grizzlies, sempre più alla deriva (10° ko di fila). Spurs praticamente sempre in controllo, chiudendo la pratica nel quarto periodo, quando la forbice si allarga fino al +25. In evidenza Aldridge (22+6 rimbalzi) e Gay (18); Per i Grizzlies si salva solo Marc Gasol (16+13 rimbalzi). All’AmericanAirlines Arena di Miami, invece, gli Heat battono gli Charlotte Hornets e riportano in parità il proprio record. Dopo un grande avvio ospite (16-1 dopo 5’31” di gioco), i floridiani rientrano già sul finale del secondo quarto, piazzando la stoccata risolutiva tra i -2’30” e i -46″ alla fine, con un parziale di 0-9 che taglia le gambe agli avversari. Gran partita per Josh Richardson, che realizza il proprio career-high (27 con 11/14 dal campo); positivo anche Waiters (19), con Marvin Williams (16+6 rimbalzi) miglior realizzatore di serata per gli Hornets.

Donovan Mitchell trascina Utah al successo contro New Orleans mettendo a referto ben 41 punti. Si tratta del primo rookie a realizzare così tanti punti in una singola partita nella storia dei Jazz e del primo rookie dal 2011-12 a superare i 40 punti (allora ci riuscì Blake Griffin) (foto da: bluewin.ch)

La sensazione di serata, però, arriva dalla Vivint Smart Home Arena di Salt Lake City, dove i Jazz ottengono la 5° vittoria consecutiva (6° nelle ultime 7) contro i New Orleans Pelicans, trascinati da un superlativo Donovan Mitchell (41 con 13/25 dal campo). Il rookie, prodotto di University of Louisville, si scatena nel quarto periodo, dove realizza 17 punti e spinge Utah alla rimonta, dopo esser finita sul -16 nei primi minuti del terzo quarto. Bene anche Burks (24) e Favors (18+11 rimbalzi). Tremano invece i Pelicans: se in campo si sono distinti Cousins (23+13 rimbalzi) e Moore (18), a tenere in apprensione la franchigia della Louisiana sono le condizioni di Anthony Davis (19+10 rimbalzi), uscito ad inizio quarto periodo per un infortunio all’inguine. In conclusione, eccoci allo United Center di Chicago, dove i Bulls hanno perso ancora (18° L in 21 partite), stavolta al cospetto dei Sacramento Kings. Un match molto combattuto, che ha visto gli ospiti acquisire un minimo margine di vantaggio negli ultimi 5′ di gioco, riuscendo a difenderlo fino all’ultimo. Bene Randolph (25+13 rimbalzi) e Bogdanovic (19) per i californiani; Jerian Grant (17+6 assist) è il migliore per i Bulls.

Di seguito, il riepilogo di quanto accaduto nella notte:

DETROIT PISTONS (14-7) @ WASHINGTON WIZARDS (12-10) 91-109

GOLDEN STATE WARRIORS (17-6) @ ORLANDO MAGIC (9-14) 133-112

INDIANA PACERS (12-11) @ TORONTO RAPTORS (14-7) 115-120

CHARLOTTE HORNETS (8-13) @ MIAMI HEAT (11-11) 100-105

SACRAMENTO KINGS (7-15) @ CHICAGO BULLS (3-18) 107-106

SAN ANTONIO SPURS (15-7) @ MEMPHIS GRIZZLIES (7-14) 95-79

MINNESOTA TIMBERWOLVES (13-10) @ OKLAHOMA CITY THUNDER (9-12) 107-111

NEW ORLEANS PELICANS (11-11) @ UTAH JAZZ (12-11) 108-114

*Tra parentesi, i record delle varie squadre.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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