Nations League: cos’è, a cosa serve, come funziona, format, leghe, gironi e squadre

Sarà un Giugno ricco di calcio grazie alla Nations League. Il trofeo che vedrà protagonista l’Italia è arrivato alla terza edizione sostituendosi, definitivamente, alle amichevoli con un sistema di promozione e retrocessione stile “campionato”. Ecco tutto ciò che c’è da sapere sul format, sulla competizioni, gironi e squadre.

Romania-Norvegia

I campionati sono finiti e con l’inedito Mondiale messo in calendario, per la prima volta nella storia, in inverno, i primi mesi d’estate rischiavano di essere totalmente senza calcio giocato.

Nonostante ciò, è venuta in soccorso la Nations League, arrivata alla terza edizione, che ha regolato il proprio calendario in modo tale da coprire quasi tutto il mese di Giugno con partite che coinvolgono tutte le nazioni europee in un format sempre più in evoluzione.

L’idea della UEFA ha ottenuto i consensi di tutti e sembra piacere. La fase embrionale sembra ormai passata e il “trofeo” sta prendendo sempre più forma con un sistema fatto di Leghe, retrocessioni, promozioni e vincitori finali.

Sarà la prima tappa della rifondazione dell’Italia che dovrà, dunque, ripartire da qui, sperando di aggiungere il proprio nome a quelli di Portogallo e Francia, campioni delle precedenti edizioni.

Cos’è la Nations League e perché è nata

Ma cos’è la Nations League?

Non è altro che una competizione creata “ad hoc” per le nazionali del continente presidiato dalla UEFA che sostituisce totalmente, senza ovviamente eliminarle, le amichevoli tra selezioni.

Nasce tutto a causa dello scarso appeal di molte amichevoli che venivano organizzate e che spesso venivano criticate per l’esito fin troppo scontato o perché non permetteva ai big di giocare in modo serio e prepararsi nel migliore dei modi.

Ecco perché, tramite il sistema di Leghe che andremo a spiegare, la nascita di questa competizione non solo mette in palio un trofeo interessante da vincere, ma rende anche più agonistiche e belle da vedere le sfide tra Nazionali.

Basti vedere l’Italia che quest’anno affronterà Germania, Inghilterra e Ungheria dando vita a sfide di enorme appeal.

Tutto nasce in base a ranking e merito sportivo: dunque le squadre di livello più basso, sfidano squadre di pari divisione; mentre le big si affrontano tra di loro.

Format e funzionamento delle leghe della Nations League

Qualcosa, riguardo il format e il funzionamento, è già stato accennato, ma vediamo nel dettaglio come si sviluppa la Nations League.

La competizione UEFA nasce a immagine e somiglianza delle grandi competizioni internazionali sia per club, che per selezioni, prendendo spunto sia dai campionati, che dalle Coppe.

Tutto si sviluppa in Leghe e Gironi che permetteranno alle big di non sottovalutare le sfide con la Nazionale, cercando di evitare, quanto possibile, che i giocatori più importanti possano declinare la convocazione perché non appagati dalle sfide.

Le Leghe sono 4: A, B, C e D e si comportano esattamente come le divisioni dalla A alla D nostrane, a differenza che tutto viene sviluppato in Gironi (4 gironi da 4 per le Leghe A, B e C, 2 gironi, uno da 4 e uno da 3 per la Lega D).

Partiamo dalla Lega A: nei 4 gironi, le squadre che otterranno il primo posto potranno accedere alla “Final Four” per la lotta al titolo, mentre la seconda e terza “festeggeranno” la permanenza nella massima divisione. Le ultime classificate, invece, retrocedono in Lega B.

In Lega B, dunque, le prime di ogni girone possono festeggiare la promozione in Lega A, mentre le ultime retrocedono in Lega C con seconde e terze “salve”.

Analoga la situazione in Lega C, tranne per le retrocesse che saranno solo le peggiori due, mentre la Lega D (due promosse) non registra retrocessioni.

Chi partecipa alla Nations League? Come si vince?

Sono 55 le nazionali, tutte riconosciute dalla UEFA, a partecipare alla Nations League: 16 in ognuna delle prime tre leghe e 7 in Lega D.

Viste le poche edizioni, le squadre sono state scelte, inizialmente, tramite il ranking per nazionali ma il regolamento permetterà a questa competizione di evolversi e svolgersi nella maniera più meritocratica possibile.

Ovviamente, sono solo le squadre di Lega A a contendersi la vittoria finale. Le prime 4 classificate giocano la “Final Four” che, tenendo conto di come si sono svolte lo scorso anno, dovrebbero essere sviluppate in una singola sede (lo scorso anno Milano) con lo svolgimento di due semifinali.

La finale deciderà la vincitrice del torneo.