Napoli, buona la prima di Ancelotti: vecchie certezze e novità tattiche contro la Lazio

Il Napoli risponde alla critiche e confuta i dubbi degli scettici con una vittoria condita da una prestazione importante contro la Lazio, evidenziata non solo dalle certezze del calcio sarriano, ma anche da novità tattiche, come la capacità di cambiare modulo in corso di partita 

In tutte le griglie di pre campionato era assente il Napoli tra le prime due della classe. Questione di calciomercato, si diceva. Ma, più probabilmente, anche questione di cambio d’allenatore. Come sempre, a parlare è il campo. E, anche questa volta, all’esordio è arrivata una vittoria contro la Lazio, non una squadra qualsiasi. 

E’ stata una partita non certo facile per la squadra di Carlo Ancelotti, che ha avuto un approccio non proprio impeccabile. In verità, bisognerebbe anche elogiare l’ottimo inizio di partita degli uomini di Simone Inzaghi, grintosi nel pressing, compatti in zona difensiva e cinici in contropiede con i propri attaccanti. 

Il gol di Ciro Immobile, lanciato a porta da un lancio di Francesco Acerbi, sul quale hanno colpa Kalidou Koulibaly e, soprattutto, Raul Albiol, che ha seguito l’attaccante, insieme al senegalese e, se non bastasse, di Mario Rui, invece di coprire la zona centrale dell’area di rigore, come da primissime regole del manuale di tattica del calcio, poteva spezzare le gambe agli azzurri, ma non è stato così. 

Non solo è arrivata subito la reazione, sia d’orgoglio che di gioco, ma è apparso subito palese la mano di Ancelotti in una squadra che poggia ancora le basi sulle certezze tattiche di Maurizio Sarri, a partire da un possesso palla avvolgente, questo è vero, ma pur sempre più verticale o, meglio, verticalizzato più velocemente, soprattutto grazie ai lanci lunghi del portiere, non più obbligato a giocarla dal basso.

Milik festeggia con Insigne e Hamsik – Lazio-Napoli
Fonte: Twitter

Grande merito bisogna darlo ad un Arkadiusz Milik in grande forma. Avere una punta centrale cambia faccia e volto ad una squadra, dando maggiore presenza al centro dell’area di rigore, ma anche più opzioni di scelta nel gioco offensivo, non più incatenato a movimento tra gli spazi, ma liberato anche della giocata del singolo e ai cross in mezzo, l’arma in più contro la Lazio. 

Poi, ecco la grande differenza tra il nuovo e il vecchio Napoli: la capacità di cambiare in corso più moduli. Nel secondo tempo, con il proseguire della partita, c’è stato spazio per le letture tattiche di Ancelotti, capace di schierare la squadra con quattro moduli diversi e fare i cambi giusti al momento giusto per dare equilibrio alla squadra, capace finalmente di pensare anche a difendersi, ripartendo in contropiede, e non solo legati all’unico spartito della spettacolare semplicità sarriana. 

Insomma, c’è ancora qualcosa da migliore, come la condizione fisica di alcuni giocatori, Piotr Zielinski su tutti, così come l’amalgama e i movimenti della difesa, soprattutto sui calci piazzati. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, anche quest’anno il Napoli potrà divertire il pubblico divertendosi, magari festeggiando un titolo a fine stagione. 

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Benito Letizia

Informazioni sull'autore
Direttore di Stadiosport. Giornalista Pubblicista, Laureato in Lettere Moderne e Filologia Moderna presso l’Università Federico II di Napoli. "Il calcio è vita".
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