Motomondiale 2017 GP Argentina: l’analisi di Termas de Rio Hondo

Anche il Gran Premio d’Argentina, seconda prova del Motomondiale 2017, è andata in archivio. E sebbene due prove su diciotto siano oggettivamente poche per trarre delle conclusioni fondate, possiamo dire che gli indizi comincino a formare delle prove concrete. Innanzitutto, in questo momento, Maverick Vinales è il punto di riferimento, in maniera indiscutibile aggiungo; e lo stesso vale per la Yamaha tra le moto. Quindi c’è Valentino Rossi che, al netto delle difficoltà (e anche delle critiche), estrae un altro coniglio dal cilindro e si impone come primo rivale del compagno di box. Gli altri? Marquez si stende nelle prime fasi, mentre era in fuga. Idem Lorenzo, ingiudicabile, mentre la Ducati fa un deciso passo indietro, al netto dello strike di cui è stato vittima Dovizioso, centrato dalla Aprilia di Aleix Espargaro. Nelle altre categorie, c’è il remake del Qatar, con i successi del nostro Morbidelli e di Mir. Ma andiamo a sviluppare i temi lasciatici in eredità dal weekend di Termas de Rio Hondo.

Il podio del Gran Premio d’Argentina 2017, classe MotoGP (foto da: setia1heri.com)

VINALES vs ROSSI: NUOVO DUELLO TUTTO IN CASA YAMAHA?

Come sottolineato in apertura, in quest’avvio di Motomondiale 2017 sembra profilarsi un altro dualismo tutto interno al box Yamaha, con Rossi contrapposto al giovane rampante Vinales. Al momento, indubbiamente, lo spagnolo, autentico one-man-show di quest’annata, è avanti a livello di prestazioni, mostrando un feeling perfetto con la nuova M1. Una situazione che ancora non può vantare il Dottore che, come a Losail, arranca in pratica fino al warm-up per poi risorgere quando conta. Il pesarese festeggia al meglio la gara #350 nel Motomondiale, cogliendo il podio #223 in carriera, ottenuto al termine di un bel duello con Cal Crutchlow e mostrando un passo gara insospettabile, tanto da giungere a +2.915 dal compagno di box. Una situazione che mi dà da pensare: credo che Vinales debba capitalizzare al massimo questo suo momento di supremazia, poichè se Rossi, pur con tutti i suoi problemi, riesce ad arrivargli così vicino, cosa accadrà quando avrà trovato la quadratura del cerchio? Per il bene dello spettacolo e del Motomondiale, la speranza è che ciò avvenga presto.

Da sinistra a destra, Rossi, Jarvis e Vinales. La Yamaha al top della MotoGP al momento (foto da: motogp.com)

MARQUEZ, LA PRESSIONE DI VINALES COMINCIA A FARSI SENTIRE

Il vero perdente di giornata. Marc Marquez torna di colpo quello del 2015, e finisce rovinosamente a terra dopo poco più di due giri, mentre era al comando e stava cercando di costruirsi un gap di sicurezza, in vista della prevedibile rimonta di Vinales. Ecco, è proprio il connazionale il problema. Nessuno, Marc in primis, si attendeva un impatto del genere sul campionato dell’ex Suzuki; una situazione che sta evidentemente mettendo molto sotto pressione il pilota di Cervera, alle prese già di suo con una Honda non perfetta, e adesso già a -37 dalla vetta dopo appena due gare. Fortuna per lui che la prossima è ad Austin, una pista che non lo ha mai visto sbagliare un colpo. E Pedrosa? Ancora una prestazione sottotono per il catalano, caduto mentre si trovava in lotta per la 4° posizione. Una domenica da dimenticare per la HRC.

Con la caduta di ieri, Marc Marquez ha gettato al vento punti molto pesanti in ottica iridata (foto da: motogp.com)

CRUTCHLOW, UNA CONFERMA QUANDO RESTA IN PIEDI. BRAVO BAUTISTA. ZARCO-FOLGER, CHE COPPIA IN TECH 3!

Il salvatore della Honda! E’ questa l’etichetta giusta per il Crutchlow ammirato a Termas de Rio Hondo. Bravo in condizioni difficili al sabato, l’inglese si conferma anche in gara, tenendo botta alla grande nel confronto con le due Yamaha ufficiali, al punto che, per qualche giro, è sembrato anche in grado di reggere il passo di Vinales. Alla fine deve arrendersi anche a Rossi, ma questo podio è la conferma che Cal, quando non si stende, può garantire grosse soddisfazioni a Lucio Cecchinello. Tanti applausi anche ad Alvaro Bautista e alla coppia rookie del team Tech 3, Zarco-Folger. Bautista porta la sua Ducati del team Aspar ad una fantastica 4° posizione finale, un risultato reso ancor più rilevante dal risicato gap con il gradino più basso del podio (+2.769 da Crutchlow). Applausi anche al duo del team satellite della Yamaha. Zarco conferma che i due titoli consecutivi della Moto2 non sono arrivati per caso, con una condotta di gara tutta cuore e grinta, che gli vale la top-5. Bravo anche il tedesco, che la spunta nel duello con un comunque positivo Petrucci (7°), arpionando una 6° posizione utilissima per il morale.

Primo podio stagionale per Cal Crutchlow (foto da: motogp.com)

 

DUCATI, COSI’ NON VA

Giornata da dimenticare assolutamente anche in casa Ducati. Vero, ad un primo impatto, potrebbe ascriversi la domenica negativa del team di Borgo Panigale ad una buona dose di sfortuna, con Lorenzo subito out, dopo aver tamponato Iannone (e fortunatissimo nel venir scansato dalle altre moto mentre attraversava la pista), e soprattutto con Dovizioso, ancora in versione Paperino calamita per la sfiga, materializzatasi stavolta nell’Aprilia di Aleix Espargarò, che lo centra dopo esser caduto alla staccata di curva 5. Un remake del 2016 (anche come risultati delle prime due gare) che però non deve distogliere dalla realtà, che ci ha mostrato una GP17, almeno quella in mano ai due piloti ufficiali, in costante affanno in Argentina, oltre che lontana dalle posizioni di vertice in gara. Austin sarà il banco di prova ideale per archiviare Termas come un incidente di percorso e non come un preoccupante campanello d’allarme.

LA SFORTUNATA CARAMBOLA TRA ALEIX ESPARGARO ED ANDREA DOVIZIOSO

https://youtu.be/rSRkUGEXYRU

 

GLI ALTRI: APRILIA RIMANDATA, SUZUKI EVANESCENTE. PRIMI PUNTI PER KTM

Domenica da cancellare anche per Aprilia e Suzuki. Detto di Aleix Espargaro, che ha visto sfumare con la sua caduta un altro ottimo risultato, Sam Lowes continua a remare sul fondo dello schieramento, fino al ritiro (giro 14). Dalle parti di Hamamatsu, invece, schiuma rabbia Andrea Iannone, che ha visto la sua gara di rimonta frustrata da un drive through per partenza anticipata alquanto discutibile (io, per esempio, dai replay proprio non l’ho vista), chiudendo la gara 16° ed ultimo, ancora con 0 punti dopo due gare. Rins, invece, si è ritirato dopo una scivolata. Da sottolineare le prime, piccole gioie per la KTM che, sfruttando le molte cadute, porta sia Pol Espargaro che Bradley Smith in zona punti (rispettivamente 14° e 15°). Merita una menzione anche Scott Redding che, 8° al traguardo, si ritrova addirittura 4° in classifica generale. In conclusione, buona prova anche per Miller e Abraham, che completano la top-10, e per il trio Baz-Rabat-Barbera, a punti anche loro giungendo dall’11° alla 13° posizione.

Le KTM di Pol Espargaro e Bradley Smith. In Argentina, la Casa austriaca ha conquistato i suoi primi punti in MotoGP (foto da: motogp.com)

MOTO2: MORBIDELLI SI CONFERMA ANCHE IN ARGENTINA

Franco Morbidelli si è definitivamente sbloccato. Il pilota romano ha vinto anche a Termas de Rio Hondo, prevalendo nel duello tutto interno al team Marc VDS con Alex Marquez, poi finito a terra nel corso dell’ultimo giro (21° al traguardo). Morbidelli ha preceduto così un ottimo Miguel Oliveira, capace di portare sul podio una KTM subito competitiva, e Thomas Luthi, lontano ma sempre consistente, primo inseguitore in classifica del nostro portacolori (36 a 50). In generale, i nostri hanno fatto molto bene, visti anche i piazzamenti dei vari Baldassarri (4°), Corsi (6°) e Bagnaia (7°), con lo spagnolo Vierge in mezzo (5°). Con l’italo-tedesco Cortese 8°, degna di nota è la rimonta del Campione 2016 della Moto3 Brad Binder, capace di risalire dalla 24° alla 9° posizione, davanti al malese Syahrin (10°). Per quanto riguarda gli altri italiani, Luca Marini giunge a punti (12°), mentre deve rammaricarsi Mattia Pasini (20°), caduto nel corso del secondo passaggio mentre era 3°. Fuori dai punti anche Stefano Manzi (23°) e Axel Bassani (25°); ritirato Andrea Locatelli.

Dopo la vittoria di Losail, Franco Morbidelli si è ripetuto anche a Termas de Rio Hondo (foto da: grenzecho.net)

MOTO3: MIR ANCORA AL TOP, CON LO STESSO PODIO DI LOSAIL. ITALIANI ANCORA BOCCIATI

Podio fotocopia rispetto al Qatar nella ‘Entry Class‘. Lo spagnolo Joan Mir fa il bis, precedendo sotto la bandiera scacchi ancora lo scozzese John McPhee e l’altro iberico Jorge Martin; 4° il tedesco Oettl. Male gli italiani, con il solo Andrea Migno (5°) capace di restare con i primi. Alle sue spalle, invece, giungono l’italo-belga Loi, Romano Fenati (7°) e i nipponici Suzuki e Toba, inframmezzati dallo spagnolo Guevara. Lontani gli altri azzurri: a punti giunge il solo Tony Arbolino (14°), mentre Nicolò Bulega, inizialmente 13°, viene penalizzato di due secondi, finendo 16°. Seguono Marco Bezzecchi (19°), Manuel Pagliani (21°) e un ancora deludente Enea Bastianini (27°), finito a terra nel corso del 13° giro, quasi in contemporanea con Fabio Di Giannantonio, toccatosi proprio con Bulega. Out anche Niccolò Antonelli e Lorenzo Dalla Porta.

Come Vinales e Morbidelli, anche Joan Mir ha fatto il bis in Argentina (foto da: elespanol.com)

Prossimo appuntamento tra due settimane, per il Gran Premio delle Americhe ad Austin, Texas.

 

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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