MotoGP Le Mans 2017: l’analisi della gara

Un gran premio dalle tante, tantissime emozioni, il Gran Premio di Francia di oggi, con le condizioni di Nicky Hayden nella mente. Maverick Vinales la spunta in un duello all’arma bianca con un ritrovato Valentino Rossi e si riporta in vetta al campionato. Il Dottore, autore di una gara da applausi, getta al vento punti fondamentali in classifica, sbagliando due volte nell’ultimo giro, ma non può essere biasimato per averci provato. Ringraziano un fantastico Zarco e un Pedrosa adesso primo inseguitore di MV in classifica. Male Marquez, anche lui nella ghiaia. Nelle altre categorie, splendida doppietta italiana in Moto2, con Morbidelli davanti a Bagnaia; in Moto3, invece, la spunta Mir, mentre Fenati cade.

Il podio del Gran Premio di Francia 2017, classe MotoGP (foto da: motogp.com)

VALENTINO ROSSI, IL CORAGGIO DI OSARE

Cominciamo la nostra analisi da Valentino Rossi, e non potrebbe essere altrimenti. Una prova, quella del Dottore, che si scinde tra la delusione per il risultato mancato e la soddisfazione per un Campione ancora in grado di giocarsela nonostante l’incedere implacabile nel tempo. Rossi, dopo una partenza guardinga passa subito Marquez e si mette a seguire a breve distanza il duo Zarco-Vinales, che detta il passo. Con il passare dei giri, Vale mostra un gran passo, in tutto pari a Vinales e leggermente migliore di Zarco, raggiunto e passato quando alla bandiera scacchi mancano sei giri. Il pilota Yamaha, nell’arco di un paio di giri, mangia il gap nel frattempo costruito dal compagno di box, fino al meraviglioso sorpasso alla staccata della Dunlop Chicane, in avvio di terzultimo passaggio. Rossi prova a staccare Vinales, che però resta attaccato con le unghie e con i denti. E arriviamo all’ultimo giro: Vale ‘rovina’ tutto prima arrivando lungo alla Garage Vert, lasciando la leadership allo spagnolo; quindi, nel disperato tentativo di garantirsi una chance all’ultima staccata, ecco la scivolata alla ‘S’ du Garage Bleu.

MOTOGP LE MANS 2017: LA BATTAGLIA VINALES vs ROSSI

https://youtu.be/J9Ek32zHcQA

 

Tirando le somme, il primo zero di Rossi ha un peso specifico indubbio in ottica Mondiale, trovandosi adesso a -23 da Vinales (85 a 62), superato anche da Pedrosa (68). Un’occasione enorme gettata al vento, nel miglior weekend vissuto finora. Ma siamo proprio sicuri che Valentino vada criticato e basta per come sono andate le cose? Certo, ragionando a bocce ferme e dall’esterno vien facile dire che, dopo il primo errore, il pilota di Tavullia avrebbe dovuto accodarsi ed accontentarsi, garantendosi 20 punti pesanti per la classifica. Ma non sarebbe stato giusto, soprattutto in una giornata così per Valentino, mai così a suo agio in sella alla M1 2017. D’altronde, non si diventa 9 volte Campioni del Mondo accontentandosi solamente. Ci sono occasioni in cui ciò è obbligatorio (e Rossi lo sa benissimo); altre volte, invece, bisogna attaccare. E quest’oggi così andava fatto. E bisogna dire grazie a Valentino, un FENOMENO che a 38 anni suonati è capace ancora di regalarci simili emozioni, di trovare motivazioni per migliorarsi, adattarsi alle più svariate condizioni e mettersi nella situazione di poter dare ancora paga a ragazzini con cui la differenza d’età è abbondantemente in doppia cifra. Se oggi avesse vinto, il suo successo, oltre ad interrompere il digiuno che dura da Barcellona 2016, avrebbe avuto i connotati dell’epicità. Nonostante tutto, però, Rossi è epico lo stesso, per tutto quello che riesce a fare. E segnatevelo, se è davvero riuscito a trovare il bandolo della matassa, Valentino sarà sicuro protagonista da qui a Valencia, per la gioia di tutti gli appassionati.

MAVERICK VINALES, SCATTO MONDIALE

Il pilota spagnolo torna sul gradino più alto del podio, riconquistando al contempo anche la vetta della classifica iridata. Un Vinales davvero consistente, quello ammirato oggi sul circuito Bugatti di Le Mans, velocissimo e anche un pò fortunato, che probabilmente riconquista i galloni di favorito #1 nella corsa al titolo 2017. Ma ha dovuto sudare il buon Maverick. Prima per avere la meglio su un ostico Johann Zarco, mai domo anche dopo aver subito il sorpasso al giro 7; poi, chiaramente, per sconfiggere il suo team-mate. Vinales è stato bravo a non andare nel panico dopo esser stato passato in quel modo da Rossi, girando fortissimo per restargli attaccato. Vero, il suo lungo alla esse Chemin aux Bœufs nel corso del penultimo passaggio ha creato qualche polemica, su un presunto guadagno (che non c’è stato). La verità è che entrambi, Valentino e Maverick, erano al massimo delle loro possibilità. Lo spagnolo, con la sua indubbia pressione, ha indotto Rossi a sbagliare, riuscendo anche a far segnare il miglior giro della gara nell’ultima tornata. Senza l’errore di Valentino, probabilmente Vinales sarebbe rimasto dietro, ma ci avrebbe sicuramente provato almeno una volta. Alla fine della fiera, quindi, lo spagnolo ha meritato tutto, e la vittoria e la vetta della classifica.

Maverick Vinales tallonato da Valentino Rossi. I due della Yamaha hanno dato spettacolo a Le Mans (foto da: motogp.com)

JOHANN ZARCO, PROFETA IN PATRIA

Ormai il buon Johann non è più una sorpresa. Al pilota francese non tremano i polsi davanti alla grande pressione di avere praticamente un circuito (e una nazione) che spinge e fa il tifo per te, regalando agli appassionati un’altra grande prestazione, coronata dal primo podio in MotoGP. Bravo ed aggressivo al via, Zarco fa sognare gli appassionati d’Oltralpe conducendo i primi giri, fino al sorpasso di Vinales in avvio di 7° passaggio. Pur con doppia gomma morbida, il francese riesce a non perdere contatto dallo spagnolo, tenendo dietro al contempo Rossi. Solo nel finale i suoi pneumatici calano e, una volta passato da Rossi, il pilota del Tech 3 tira i remi in barca, cogliendo un 2° posto pienamente meritato. A chi si chiedeva se i suoi due titoli consecutivi in Moto2 fossero un caso o peggio, un risultato frutto di un campionato non granchè competitivo, penso che abbia avuto una risposta più che convincente in quest’inizio di stagione. Ah, tanto per gradire, Zarco in classifica è 5°, a -30 da Vinales e a -13 da Pedrosa.

Nelle primissime fasi della gara, Johann Zarco è riuscito anche a condurre il gruppo (foto da: motogp.com)

HONDA: PEDROSA RIDE, MARQUEZ CADE

Gara a due facce in casa Honda. Da una parte abbiamo Dani Pedrosa, fortunato a cogliere il gradino più basso del podio grazie alle cadute di Marquez e Rossi, ma bravissimo nel corso di una gara tutta ritmo e sorpassi. Scattato dalla 13° casella, Dani recupera velocemente posizioni, fino ad incontrare la coppia Crutchlow-Dovizioso, che gli provoca qualche problema in più. Una volta superati i due, Pedrosa, a suon di giri record recupera il gap che lo separa da Marquez; guadagnata la 4° posizione, però, il ritmo non è abbastanza per avvicinare Zarco. La caduta di Valentino gli regala un podio che issa il catalano in 2° posizione in classifica, a -17 da Vinales, protagonista forse inatteso, ma non per questo meno gradito.

Un 3° posto in gara che vale il 2° in classifica generale. Non male per Dani Pedrosa (foto da: motorbikemag.es)

Decisamente negativo il bilancio di Marc Marquez, caduto a 10 giri dalla fine mentre era 4° e tallonato da un Pedrosa più veloce. Partenza a parte, il Campione in carica non è mai parso veramente in grado di andare all’assalto delle tre Yamaha, con un passo di qualche decimo più lento. La scivolata alla staccata della Dunlop Chicane, oltre a costituire il secondo stop in cinque gare, lo fa precipitare a -27 da Vinales. Questo weekend ha comportato un ulteriore ribaltamento della scena: se fino a venerdì le Honda sembravano aver anche acquisito del margine sulle Yamaha, da sabato le M1 sono tornate ad essere più performanti. Vedremo al Mugello come si evolverà la situazione.

GLI ALTRI: PUNTI PESANTI PER DOVIZIOSO E CRUTCHLOW, LORENZO DI RIMONTA. CRISI IANNONE

Buona gara per Andrea Dovizioso, ai piedi del podio e bravo a spuntarla nell’aspro duello con un Cal Crutchlow non abbastanza veloce da potersi giocare il podio, ma quantomeno arrivato al traguardo. Un Dovi che, nonostante il momento non eccelso vissuto dalla Ducati, in classifica è 6°, appena un punto dietro Zarco, 4 dietro Marquez e 8 dietro Rossi. Domenica positiva anche per Jorge Lorenzo (6°). Il maiorchino era chiamato a risalire dalla 16° piazzola di partenza, ed è riuscito a rimontare, pur beccando 24 secondi dal connazionale Vinales. In top-10 troviamo anche, nell’ordine, Jonas Folger (7°), Jack Miller (8°), un buon risultato dopo il grande spavento della PL4, Loris Baz (9°) e Andrea Iannone (10°). Il pilota della Suzuki sta attraversando un momento difficile, come evidenziato anche dai 48.3 secondi beccati dall’abruzzese.

Andrea Dovizioso (Ducati) in lotta con Cal Crutchlow (Honda LCR). Spuntandola sull’inglese, il Dovi si è assicurato il 4° posto al traguardo (foto da: motogp.com)

I ritiri in gara comportano che sotto la bandiera scacchi siano arrivati giusto 15 piloti. A completare la zona punti, quindi, abbiamo Tito Rabat (11°), le due KTM di Pol Espargaro (12°) e Bradley Smith (13°), l’Aprilia di Sam Lowes (14°, primi punti in carriera in MotoGP) e Sylvain Guintoli, su Suzuki. Parlavamo dei ritiri. Oltre a Rossi e Marquez, altri 6 piloti hanno dovuto abbandonare la contesa. Di questi, ben 5 per problemi meccanici, ovvero Barbera, Abraham, Redding, Petrucci ed Aleix Espargaro. Alvaro Bautista, invece, si è steso nel corso del primo giro.

MOTO2, GRANDE ITALIA A LE MANS. MORBIDELLI PRECEDE BAGNAIA

L’Italmoto ha di che sorridere grazie alla ‘Middle Class‘. Dopo la battuta d’arresto patita a Jerez, riprende la marcia di Franco Morbidelli, che ottiene la vittoria #4 in 5 gare e allunga in classifica. Una gara, quella di Morbidelli, caratterizzata da un acceso duello nei primi giri con Luthi, poi comunque 3°, e da un duello a suon di giri veloci nella seconda parte, con un sempre più convincente Francesco Bagnaia. Con Alex Marquez 4°, è positiva la domenica anche di altri italiani, ovvero Mattia Pasini (5°) e Simone Corsi (8°); fuori dai punti Andrea Locatelli (19°) e Axel Bassani (24°), mentre sono caduti Luca Marini, Stefano Manzi e Lorenzo Baldassarri. Male Miguel Oliveira, solo 17°. In classifica generale, Morbidelli comanda con 100 punti, +20 su Luthi e +38 su Alex Marquez.

Franco Morbidelli (#21) e Pecco Bagnaia (#42), rispettivamente 1° e 2° a Le Mans in classe Moto2 (foto da: motogp.com)

MOTO3, DAL CAOS SPUNTA MIR. FENATI A TERRA

Doppietta spagnola nella ‘Entry Class‘, con Joan Mir che ottiene la terza vittoria stagionale, precedendo Aròn Canet e il nostro Fabio Di Giannantonio. La gara ha visto una sospensione di mezz’ora a causa di una maxi caduta all’inizio del secondo giro, quando la bellezza di 15 piloti (tra i quali i nostri Fenati, Bulega, Bastianini, Antonelli e Migno, oltre allo stesso Mir e a Martin) sono scivolati sull’olio perso dalla Peugeot di Kornfeil all’altezza della Chapelle, in seguito ad un altro incidente avvenuto nel primo passaggio, che aveva visto coinvolto anche Dalla Porta. Alla ripartenza (con griglia uguale alle qualifiche e 16 giri da compiere), Fenati va al comando, salvo poi cadere a 9 giri dalla fine, lasciando la vittoria a Mir su un piatto d’argento. Con gli spagnoli Ramirez e Guevara a completare la top-5, in zona punti troviamo Bastianini (6°), Migno (8°), Dalla Porta (14°) e Bezzecchi (15°). Fuori dai primi 15 un dolorante Bulega (17°), Pagliani (18°) ed Arbolino (22°). Caduto, oltre a Fenati, anche Antonelli. La classifica vede Mir consolidare la sua leadership con 99 punti, +34 su Fenati, +36 su Canet e +40 su Martin.

La felicità di Joan Mir, vincitore nella classe Moto3 a Le Mans (foto da: motogp.com)

Prossimo appuntamento al Mugello, con l’attesissimo Gran Premio d’Italia, in programma nel weekend tra il 2 ed il 4 Giugno.

 

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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