MotoGP Jerez 2019, Analisi Gara – Marquez dominatore in Andalusia

Il weekend andaluso di Jerez de la Frontera è andato agli archivi con un Marc Marquez assoluto protagonista, vincente in maniera netta ed inequivocabile, riuscendo anche a riprendersi la vetta della classifica. Convincono ancora Alex Rins e la Suzuki, davanti ad un Maverick Vinales che si ritrova dopo un avvio di stagione difficile, riuscendo ad essere il migliore degli yamahisti. Non brillano invece i ducatisti, pur se Andrea Dovizioso limiti i danni, sfiorando il podio; Valentino Rossi, a sua volta, fa una buona rimonta ma paga l’esser partito troppo indietro. Il duo Petronas SRT raccoglie molto meno di quanto preventivato, dopo l’uno-due in qualifica. Chi continua a faticare maledettamente è Jorge Lorenzo, ancora lontano parente anche di quello visto lo scorso anno per lunghi tratti in Ducati. Nelle altre categorie è festa italiana: Lorenzo Baldassarri vince in Moto2; commozione in Moto3, dove il team SIC58 piazza una splendida doppietta, con Niccolò Antonelli davanti a Tatsuki Suzuki, con Celestino Vietti 3°.

Podio tutto spagnolo in MotoGP a Jerez, con Marc Marquez, Alex Rins e Maverick Vinales (foto da: twitter.com/motogp)

HONDA, MARQUEZ VINCE DA CANNIBALE. LORENZO ANCORA DISPERSO

L’esito a sorpresa di Austin, con una scivolata improvvida che gli aveva negato l’ennesima vittoria texana, aveva instillato qualche dubbio. Anche le qualifiche di Jerez, a dirla tutta, con qualche sbavatura di troppo nella fase topica della Q2, non erano state granché convincenti per Marc Marquez. Il fenomeno di Cervera, quindi, ci ha tenuto a ricordare a tutti chi sia il grande favorito anche di questo 2019, piazzandosi al comando della gara sin dal via, fiaccando giro dopo giro la resistenza degli inseguitori, regalandosi quindi una seconda metà di gara di assoluta tranquillità, in attesa soltanto della bandiera scacchi. Una vittoria (la 72.esima in carriera, 46.esima in MotoGP) che vale anche la vetta nel Mondiale con 70 punti, uno in più di Alex Rins e tre su Andrea Dovizioso, che sa tanto di avviso (l’ennesimo) ai naviganti. La RC213V non sarà la moto migliore, ma ha il migliore in assoluto in sella. E sarà durissima scalzarlo dal trono.

Marc Marquez festeggia sul podio di Jerez la seconda vittoria di questo 2019 (foto da: motogp.com)

L’altra metà del box HRC, invece, piange lacrime amare. Anche in un weekend sulla carta amico, cominciato anche più che discretamente, Jorge Lorenzo scompare una volta di più dai radar, chiudendo mestamente in 12.esima posizione, beccando oltre 18″ dal compagno di squadra. Il maiorchino, tra infortuni e problemi di adattamento vari, sta faticando maledettamente, come dimostrato dai soli 11 punti incamerati finora. Serve un cambio di rotta molto deciso il prima possibile. Chiudiamo il capitolo Honda con i due LCR. Non molta gloria, a dir la verità, per Cal Crutchlow e Takaaki Nakagami: il britannico, mai visto nelle prime posizioni, deve accontentarsi dell’8° posto; il nipponico, invece, qualcosa in più per cui sorridere ce l’ha, avendo ottenuto il quarto arrivo nei primi 10 consecutivo (9°), a soli 222 millesimi dal compagno di box, tra l’altro preceduto in classifica (29 a 27). Degna di menzione, infine, la buona prova di Stefan Bradl che, da wild card, disputa un weekend più che dignitoso, chiudendo la gara 10°.

SUZUKI, RINS ORMAI E’ UNA REALTA’

Alex Rins e la Suzuki sono la grandi rivelazioni di questo avvio di 2019. Il 23enne di Barcellona sta proseguendo nel suo processo di crescita, cominciato nella passata stagione, raggiungendo ormai vette di consapevolezza ed autorità da grande pilota. Coadiuvato da una GSX-RR che sembra cucita addosso al giovane spagnolo; una moto, quella della Casa di Hamamatsu, che si conferma gentile con le Michelin e molto efficace sia in ingresso che in percorrenza di curva, pur peccando ancora in velocità di punta, come avuto modo di vedere domenica in alcuni duelli, soprattutto contro le Ducati. Un Rins che probabilmente deve migliorare in qualifica, dato che il 9° tempo di sabato e il tempo impiegato a risalire la china gli hanno sicuramente impedito di poter provare a dare del fastidio a Marquez. Ciò detto, il secondo podio di fila e il 2° posto in classifica a -1 dal titolato connazionale valgono gli applausi di critica e tifosi. Gara no per Joan Mir, che cade a 5 giri dalla fine, rimediando il terzo ‘0’ consecutivo.

I festeggiamenti nel box Suzuki, dopo il 2° posto ottenuto da Alex Rins nella gara di domenica a Jerez (foto da: motogp.com)

YAMAHA, GUIZZO VINALES. RAMMARICO ROSSI E PETRONAS SRT

Alla fine, i ‘valori’ sono tornati al loro posto per la Yamaha. Le qualifiche di sabato hanno destato grande sorpresa, con il bravissimo Fabio Quartararo a centrare una pole inattesa (più giovane poleman dal 1974), davanti al compagno di squadra Franco Morbidelli, per una doppietta da sogno per il nuovissimo team Petronas SRT. Ben peggio erano andate le M1 ufficiali, con Maverick Vinales faticosamente 5° e Valentino Rossi addirittura out in Q1, costretto alla 13° posizione di partenza. La domenica, come detto, la situazione è tornata a favore del team ufficiale. C’è da dire che la gara di Quartararo è stata molto sfortunata, dovendo ritirarsi ai -12 mentre era 2°, per un problema alla leva del cambio. Franco Morbidelli, dal canto suo, dopo aver disputato un’ottima prima fase di gara, è man mano arretrato, chiudendo comunque con un buon 7° posto.

Primo podio del 2019 per Maverick Vinales, 3° nel Gran Premio di Spagna (foto da: motogp.com)

Tornando ai piloti ufficiali, Maverick Vinales ha vissuto una domenica un pò diversa rispetto alle ultime alle quali ci aveva abituato, partendo infatti bene ed installandosi nelle prime posizioni sin dai primi giri. Nonostante ciò, il #12 non è sembrato avere lo spunto per poter fare qualcosa di veramente importante, cedendo il passo a Rins e salendo in zona podio praticamente per i problemi di Quartararo, anche se gli va dato atto di essersi difeso molto bene nel finale dall’assalto di Dovizioso. Valentino Rossi ha contenuto i danni, cogliendo un 6° posto che, visto l’avvio lento di gara, non è da buttare, permettendogli anche di restare vicino in classifica (4° a -9 da Marquez). Valentino ha chiaramente pagato le qualifiche deficitarie, anche perché il passo avuto da un terzo della gara in poi gli avrebbe permesso sicuramente di battagliare per il podio.

DUCATI, DOVIZIOSO LIMITA I DANNI. MA SERVE DI PIU’

Un weekend non dei più brillanti in Spagna per la Ducati. Vero che Jerez non è mai stata benevola nei confronti della Casa di Borgo Panigale negli ultimi anni; ma le premesse, dopo le prove libere, sembravano poter essere diverse. Invece, dopo un sabato non da lasciare agli annali (il Dovi 4° e Petrucci 7°), anche in gara le due GP19 ufficiali hanno abbastanza assistito agli eventi in modo abbastanza passivo. Solo nel finale Dovizioso ha provato ad andare all’attacco di Vinales per il 3° posto, non riuscendoci, mentre Petrucci giunge 5°. Una Ducati che finora, Qatar a parte, ha faticato ad esprimere il proprio potenziale. Chiare le parole di Andrea a fine gara, sottolineando che mentre quando a Marquez le cose vadano male arriva comunque sul podio, quando succede lo stesso a lui ed alla Ducati i risultati sono ben diversi. La classifica sorride abbastanza, dato che il nativo di Forlimpopoli è a -3 dalla vetta. Ma serve ben altro per poter contendere sul serio il titolo allo spagnolo. Restando in Ducati, gara da dimenticare per il team Pramac, che vede entrambi i suoi piloti, Jack Miller e Francesco Bagnaia, finire ko per delle cadute.

Le due Ducati di Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci braccano la Yamaha di Maverick Vinales, nel finale della gara di Jerez. In Andalusia, i due di Borgo Panigale si sono dovuti accontentare delle posizioni subito fuori dal podio (foto da: motogp.com)

GLI ALTRI: ALEIX ESPARGARO SFIORA LA TOP-10. LE KTM UFFICIALI A PUNTI

L’Aprilia giunge in zona punti (11°) grazie ad Aleix Espargaro, protagonista di una buona prestazione, battagliando anche con moto attualmente più performanti della sua RS-GP. La Casa di Noale ha visto il tester Bradley Smith chiudere 17°, mentre non ha potuto contare su uno sfortunato Andrea Iannone, infortunatosi ad una caviglia in seguito ad una brutta caduta nelle PL4. Chiudono nei punti e lontano dai migliori le due KTM ufficiali di Pol Espargaro (13°) e Johann Zarco (14°), mentre la Ducati Avintia Racing di Tito Rabat ha chiuso la zona punti (15°), davanti al compagno di box Karel Abraham (16°). Hanno chiuso la classifica le due KTM Tech 3 di Miguel Oliveira (18°) e di Hafizh Syahrin (19°).

Un’istantanea della partenza della gara della MotoGP a Jerez, con i piloti che arrivano compatti in curva 1 (foto da: twitter.com/MotoGP)

MOTO2: TERZA PERLA DI BALDASSARRI

Terza vittoria in quattro gare per Lorenzo Baldassarri nella Middle Class. In una gara caratterizzata dalla bandiera rossa sventolata subito dopo il via, a causa del rovinoso volo di Remy Gardner, che ha coinvolto anche l’indonesiano Dimas Ekky Pratama, evitato quasi per miracolo dal nostro Marco Bezzecchi, il #7 ha dominato la gara, involandosi verso la vittoria dopo aver superato il compagno di squadra Augusto Fernandez e resistendo al ritorno di Jorge Navarro; i due spagnoli completano il podio, primo in carriera per Fernandez. Il Balda sale così a 75 punti, +17 su Thomas Luthi, 4° a Jerez, e +27 su Marcel Schrotter, appena 15°. Al 5° posto ha chiuso il sudafricano Brad Binder (prima KTM), davanti all’iberico Xavi Vierge, al giapponese Tetsuta Nagashima, ai nostri Luca Marini (8°) e  Nicolo Bulega (9°), poco incisivi, e all’altro spagnolo Iker Lecuona, che completa la top-10. A punti altri tre italiani, ovvero i rookie Enea Bastianini (11°) e Fabio Di Giannantonio (12°) e Andrea Locatelli (14°), oltre all’elvetico Dominique Aegerter (13°). Classificati anche Stefano Manzi (21°) e Bezzecchi (22°), caduti Simone Corsi e Mattia Pasini.

L’esultanza di Lorenzo Baldassarri, sempre più protagonista della Moto2 con tre vittorie in quattro gare (foto da: motogp.com)

MOTO3: ANTONELLI-SUZUKI, E’ FESTA SIC58 A 15 ANNI DALLA PRIMA VITTORIA DI MARCO

La gara d’apertura della domenica di Jerez ha assunto connotati nostalgici ed emozionanti. Su questa pista e sotto la pioggia, il 2 Maggio 2004 Marco Simoncelli ottenne la sua prima vittoria nel Motomondiale; 15 anni dopo, il team fondato in suo onore da papà Paolo centra una strepitosa doppietta, con Niccolò Antonelli vincitore (4° vittoria in carriera, prima dal Qatar 2016) davanti a Tatsuki Suzuki. Un risultato incredibile, che ha anche commosso praticamente tutti, nel paddock e non. Completa il podio un ottimo Celestino Vietti, che precede due spagnoli, ovvero il leader del campionato, Aron Canet, ed Albert Arenas. In 6° posizione è giunto un altro nipponico, Kaito Toba, davanti al ceco Jakub Kornfeil, a Lorenzo Dalla Porta (8°), ad Ai Ogura, altro pilota del Sol Levante, e ad Andrea Migno (10°). A punti anche il sudafricano Darryn Binder, il britannico John McPhee, ed altri due giapponesi, Kazuki Masaki ed Ayumu Sasaki, inframmezzati dallo spagnolo Alonso Lopez. Tornando ai nostri, chiudono fuori dai 15 Dennis Foggia (16°), Tony Arbolino (17°), Stefano Nepa (19°) e Riccardo Rossi (21°); out Romano Fenati. In ottica campionato, Canet guida con 58 punti, +1 su Antonelli, +13 su Masià, caduto dopo soli 3 giri, +17 su Toba e +18 su Dalla Porta.

Domenica speciale per il team SIC58 a Jerez. A 15 anni dalla prima vittoria di Marco Simoncelli, ottenuta proprio su questa pista, il team ottiene la prima vittoria in Moto3, con una splendida doppietta, firmata Nicolò Antonelli e Tatsuki Suzuki (foto da: twitter.com/TatsukiSuzuki24)

Il Motomondiale tornerà in pista nel weekend del 17-19 Maggio in quel di Le Mans, per il Gran Premio di Francia.

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
Tutti i post di Gianluca Zippo