MotoGP Giappone 2019, Analisi Gara – Marquez insaziabile ed imprendibile

Nella sua vincente ripetitività, Marc Marquez non si accontenta dell’ottavo titolo mondiale vinto e festeggiato due settimane fa a Buriram, Thailandia, e mette il suo inconfondibile sigillo anche a casa Honda, in quel di Motegi. In Giappone, ancora una volta, Marc fa quel che gli pare, dominando dal via e precedendo il generoso Fabio Quartararo e un bravo Andrea Dovizioso, che coglie un podio prezioso. Segue Maverick Vinales, mentre al fotofinish Cal Crutchlow agguanta la 5° posizione davanti a Franco Morbidelli e ad Alex Rins. A proposito di Yamaha, non ha fine la crisi di Valentino Rossi, finito a terra nel finale al culmine dell’ennesima gara opaca. In Moto2 vince ancora Luca Marini, mentre Alex Marquez finisce 6° ma si avvicina al titolo. Giornata importantissima in Moto3: Lorenzo Dalla Porta vince e mette praticamente in tasca il campionato, viste le cadute di Aron Canet e di Tony Arbolino.

L’impennata di Marc Marquez, subito dopo tagliato il traguardo di Motegi. In Giappone, lo spagnolo ha ottenuto il successo #10 nel 2019, il #80 in carriera (foto da: motogp.com)

HONDA, MARQUEZ CANNIBALE: VITTORIA E TITOLO COSTRUTTORI

Che si può aggiungere su Marc Marquez? Sinceramente, aggettivi e quant’altro sul nativo di Cervera sono, oltre che finiti, finanche inutili, nei riguardi di un Campione mai sazio, il cui unico obiettivo, sempre, comunque ed in ogni situazione, è vincere. A Motegi, Marquez prima toglie la ‘macchia’ della pole sul circuito giapponese, che gli era sempre sfuggita da quando corre in MotoGP; oggi, quindi, fa una delle cose che gli riesce meglio, ovvero partire a razzo, creare subito un gap nei primi giri, controllare e fiaccare alla lunga gli inseguitori, fino all’arrivo in solitaria. La decima vittoria stagionale (80.esima in carriera, 54.esima nella classe regina) consegna alla Honda il 25.esimo titolo Costruttori della sua storia, completando una festa alla quale partecipa solo nominalmente Jorge Lorenzo, anche oggi disperso nei bassifondi (17° a 40″ dal compagno di box). Guardando proprio la classifica Costruttori, si evince come la Honda abbia vinto ottenendo finora 356 punti, 350 dei quali portati dal #93… Praticamente Marquez ha corso da solo.

La festa di Marc Marquez e di tutti gli uomini del box HRC. A Motegi, la Honda ha ottenuto la matematica del titolo Costruttori (foto da: twitter.com/Michelin_Sport)

YAMAHA: QUARTARARO FA IL POSSIBILE. ROSSI SEMPRE PEGGIO

Ci ha provato Fabio Quartararo. Con tutte le sue forze, il rookie transalpino del team Petronas ha tentato di tenere il passo di Marc Marquez, provando a chiudere quel buco di un secondo circa aperto immediatamente dal #93; e almeno per metà gara Fabio ha il merito di tenere impegnato il dominatore spagnolo, che non può alzare il ritmo pena il ricongiungimento dello scomodo nizzardo. Poi, però, la soft al posteriore presenta evidentemente il conto, e il gap in un paio di tornate supera i 2″; Quartararo comunque non molla mai completamente la presa e, ex post, ciò si rivela decisivo nel finale, nel contenere di un soffio la rimonta di Dovizioso. Questo 2° posto (sesto podio in stagione) vale al francese un meritatissimo titolo di Rookie of the Year, trampolino forse verso qualcosa di più importante, già a partire dal prossimo anno (Marquez e Yamaha permettendo ovviamente).

Fabio Quartararo in posa per un selfie, indossando la canotta celebrativa del titolo di Rookie dell’anno 2019 della classe MotoGP (foto da: twitter.com)

Deluso sicuramente Maverick Vinales che, come troppo spesso gli è capitato, non brilla nella prima parte di gara, svegliandosi poi troppo tardi; lo spagnolo perde contatto dai primi sin dalla fase iniziale e, nel finale, deve arrendersi nel duello con Dovizioso, che gli prende il gradino più basso del podio. Piccola consolazione l’aggancio a Rins al 3° posto nella generale (entrambi a 176 punti). Franco Morbidelli bissa il risultato di Buriram (6°) al termine di una gara a due volti: nella prima, il romano occupa anche la 3° posizione; nella seconda, il calo degli pneumatici lo porta a dover alzare bandiera bianca prima con il Dovi poi con Vinales e, proprio sul traguardo, a subire il sorpasso beffardo di Crutchlow. Ancora una domenica amarissima per Valentino Rossi: il Dottore soffre una partenza negativa, fatica a rimontare e, a 4 giri dalla fine, ecco la caduta che pone fine alla sua gara. Una prestazione incolore, che aumenta i dubbi e gli interrogativi sul futuro del 9 volte Campione del Mondo, da oggi superato in classifica anche da Quartararo.

DUCATI: DOVIZIOSO SALVA IL BILANCIO DEL TEAM ITALIANO

Non fosse stato per il Dovi, la Ducati sarebbe stata alle prese con un Gran Premio del Giappone estremamente deludente. Danilo Petrucci prosegue nel suo momento di grossa difficoltà, e finisce lontano dai big in 9° posizione, scendendo anche in 5° posizione nella generale, incalzato adesso anche da Quartararo, a -6 (169 a 163). Gara da dimenticare anche per il team Pramac: Jack Miller brilla nella prima fase, occupando autorevolmente la 3° posizione; poi, intorno a metà Gran Premio, arriva il crollo improvviso, che porta l’australiano addirittura fino alla 10° posizione; Francesco Bagnaia, chiude nei punti (13°), ma praticamente a mezzo minuto dalla vetta. E passiamo ad Andrea Dovizioso, autore della solita gara condotta con maestria ed attenzione. Il forlivese, scattato dalla 7° piazzola, controlla nella prima parte e viene fuori alla distanza, battagliando a lungo con Vinales e, davvero per poco, non riuscendo a prendere Quartararo, che gli finisce davanti per poco più di 4 decimi. In classifica, il Dovi mette in cassaforte il 2° posto in classifica, con 55 punti di margine sul duo Rins-Vinales.

Andrea Dovizioso in posa sul podio di Motegi, insieme a Marc Marquez e a Fabio Quartararo (foto da: motogp.com)

SUZUKI: RINS E MIR NON BRILLANO A MOTEGI

La gara di casa non giova alla Suzuki, che fatica a trovare continuità, producendosi da non poche settimane in alti e bassi che non fanno bene alla classifica. Il duo di Hamamatsu corregge solo in parte delle Qualifiche non propriamente esaltanti, con Alex Rins e Joan Mir a chiudere la classifica della Q2, schierandosi quindi in quarta fila. In gara, i due spagnoli non hanno avuto vita facile nel risalire la china, sfruttando più che altro i problemi dei vari Petrucci, Miller e Rossi. Nel finale, comunque, Rins per poco non riesce ad entrare in top-5, finendo 7° a soli 166 millesimi dal 5° posto di Crutchlow. Un Rins raggiunto al 3° posto della generale da Vinales, come visto poc’anzi (176). Sufficienza per il rookie con il #8, quantomeno per essere riuscito a chiudere vicino (1.3 secondi circa) al più esperto compagno di squadra.

Joan Mir (Suzuki), seguito sullo sfondo da Danilo Petrucci (Ducati) e da Valentino Rossi (Yamaha) (foto da: motogp.com)

GLI ALTRI: OK CRUTCHLOW, KTM ED APRILIA FUORI DALLA TOP-10

Torna a farsi vedere nelle prime posizioni Cal Crutchlow. Il britannico del team LCR agguanta in volata, beffando Morbidelli e Rins, una 5° posizione che può far molto bene al morale, tornando in top-5 per la prima volta da Brno. Combattivo come al solito, il nativo di Coventry ha perso un pò di tempo nelle prime fasi, uscendo però alla distanza fino a chiudere sull’italiano del team Petronas, beffandolo come detto sulla linea d’arrivo. Non da ricordare il Gran Premio del Giappone per KTM ed Aprilia. La Casa di Mattinghofen manca la top-10, con Pol Espargaro che chiude 11° ad oltre 25″ dalla vetta e a 6.5″ dal 10° posto di Miller; lo spagnolo ha preceduto Miguel Oliveira (KTM Tech 3), mentre l’altro pilota ufficiale KTM, Mika Kallio, ha terminato la propria gara in 14° posizione. Subito dietro il finlandese ecco Aleix Espargaro, unica Aprilia a vedere la bandiera scacchi, visto il problema tecnico che ha spedito fuori pista lo sfortunato Andrea Iannone. Gara di casa amara per Takaaki Nakagami (16°): il nipponico si opererà ad una spalla la prossima settimana, tornando nel 2020; al suo posto nelle ultime tre gare ci sarà Johann Zarco. Tornando all’ordine d’arrivo, dalla 18° alla 20° posizione chiudono le due Ducati Avintia di Karel Abraham e di Tito Rabat, e la Suzuki di Sylvain Guintoli.

Cal Crutchlow, ingarellato in sella alla sua RC213V, durante il Gran Premio del Giappone 2019 (foto da: motogp.com)

MOTO2: BIS DI MARINI. LUTHI E MARTIN SUL PODIO. MARQUEZ SALDO IN VETTA

Luca Marini sembra averci preso gusto. Dopo due terzi di stagione non all’altezza delle aspettative (ad eccezione dei podi in Italia (2°) ed Olanda (3°)), il fratellastro di Valentino Rossi, dopo Buriram, centra la seconda vittoria consecutiva (terza in carriera), partendo dalla pole e spuntandola nel duello che l’ha visto contrapposto allo svizzero Thomas Luthi, il quale ritrova un podio che mancava addirittura da Barcellona. Luthi, piazzatosi davanti allo spagnolo Jorge Martin (primo podio di categoria per il Campione Moto3 2018), fa un bel balzo in avanti in classifica (198), diventando il primo antagonista del leader Alex Marquez. Lo spagnolo ha chiuso al 6° posto, preceduto anche da Lorenzo Baldassarri (4°) e dal connazionale Jorge Navarro (5°), e si è portato a 234 punti, +36 sullo svizzero. Giornata no per quelli che erano, prima della prova odierna, i due contendenti più vicini, ovvero Augusto Fernandez, oggi 8° e finito a -42, e soprattutto Brad Binder, solo 12° e sceso in classifica al 5° posto, passato anche da Navarro. Torniamo a concentrarci sull’ordine d’arrivo: in 7° posizione ha concluso Enea Bastianini, mentre la top-10 è stata completata dal tedesco Marcel Schrotter e da Stefano Manzi (10°), con Fabio Di Giannantonio a seguire (11°). A punti anche il thailandese Somkiat Chantra, l’altro svizzero Dominique Aegerter ed Andrea Locatelli (15°). Out tutti gli altri italiani, ovvero Marco Bezzecchi, Niccolò Bulega e Mattia Pasini.

La felicità di Luca Marini, che festeggia la seconda vittoria consecutiva in Moto2 con gli uomini del suo box (foto da: motogp.com)

MOTO3: DALLA PORTA, CHE IPOTECA SUL TITOLO!

La seconda vittoria di questo 2019 potrebbe essere la più importante della giovane carriera di Lorenzo Dalla Porta, quella che gli spiana la strada verso il primo titolo mondiale. A Motegi, infatti, il pratese ‘si vendica’ di Buriram e regola lui, stavolta, lo spagnolo Albert Arenas (94 millesimi tra i due). Un successo dal peso specifico immenso, dato che proietta, con tre gare da disputare, il pilota del team Leopard a +47 su Aron Canet e a +68 su Tony Arbolino (229 a, rispettivamente, 182 e 161), con la prospettiva di poter chiudere i giochi già a Phillip Island la settimana prossima, nel caso l’italiano conquisti 4 punti in più dello spagnolo.

Lorenzo Dalla Porta alza al cielo il trofeo del vincitore del Gran Premio del Giappone 2019, classe Moto3. Il pilota italiano è ad un passo dal titolo nella Entry Class (foto da: motogp.com)

Sul podio con Dalla Porta ed Arenas ci sale anche un bravissimo Celestino Vietti (vi mancava da Barcellona), davanti al pilota di casa Tatsuki Suzuki e all’altro iberico Sergio Garcia. Lo scozzese John McPhee chiude 6° a 3.6″, mentre il terzetto spagnolo formato da Jaume Masià, Marcos Ramirez ed Alonso Lopez giunge con un gap tra i 7 e gli 8 secondi. Andrea Migno chiude la top-10, staccato però di 12″; a seguire, ecco il kazako Makar Yurchenko, Niccolò Antonelli (12°) e altri tre giapponesi, Ayumu Sasaki, Ai Ogura e Ryusei Yamanaka. Per quel che riguarda gli altri piloti italiani, piazzati fuori dai punti Stefano Nepa (16°), Riccardo Rossi (21°) e Dennis Foggia (23°); out, oltre ad Arbolino, anche Romano Fenati.

Il Triple-Header del Motomondiale prosegue il prossimo weekend con il Gran Premio d’Australia, al solito in programma a Phillip Island.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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