Mondo del calcio in lutto: morto Mario Corso

Si è spento all’età di 78 anni Mario Corso, meglio conosciuto come Mariolino. Legò, indissolubilmente, il suo nome a quello della Grande Inter. Formazione che tra il 1963 e il 1966 fu capace di conquistare tre campionati nazionali, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali.

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Una formazione dell’Inter 1964-1965. In piedi, da sinistra: Sarti, Guarneri, Facchetti, Tagnin, Burgnich e Picchi. Accasciati, da sinistra: Jair, Mazzola, Suarez, Corso e Milani.

Corso era apprezzato per il suo stile leggiadro e la sua grande abilità nel calciare le punizioni. Il suo tiro era velenosissimo e ribattezzato a foglia morta.

Nacque a Verona il 25 agosto 1941. All’età di 16 anni venne scoperto dall’Inter del presidente Angelo Moratti, ai tempi il giovane Mario militava nell’Associazione Calcio Audace, società del veronese. Fece il suo debutto in neroazzurro, a soli 16 anni e 322 giorni, in una partita di Coppa Italia in cui riuscì, per giunta, a porre la sua firma con una rete. Rete che gli permise di diventare il più giovane marcatore interista di tutti i tempi. 

Nelle sedici stagioni in cui vestì la maglia dell’Inter riuscì a vincere quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Celebre il suo goal all’Independiente, nel terzo incontro tra le due compagini, che permise alla squadra milanese di diventare il primo club italiano a sollevare la Coppa Intercontinentale. Nonostante le sue prodezze in campo, il rapporto con il tecnico Helenio Herrera non era dei migliori. Il “mago”, infatti, ogni anno arrivava a chiederne la cessione. Cessione che veniva prontamente respinta dal presidente Moratti, di cui, Corso, era grande pupillo. 

Nell’estate del 1973, in concomitanza con il ritorno di Herrera sulla panchina dell’Inter, terminò la sua esperienza in neroazzurro e fece approdo al Genoa. Nella squadra del grifone riuscì a disputare solo due stagioni; nel 1975, infatti, si ritirò a seguito di un grave infortunio. 

Mariolino Corso disputò anche 23 partite con la nazionale di calcio. Nonostante la sua esperienza con la maglia azzurra fu avara di soddisfazioni, rimasero celebri le parole di Gyula Mándi (ct di Israele) dopo il match Israele 0 – Italia 2 del 15 ottobre 1961, valevole per le qualificazioni al campionato del mondo 1962. Il tecnico di Israele, dopo la doppietta rifilata da Corso, dichiarò: “Siamo stati bravi ma ci ha battuto il piede sinistro di Dio”.

L’Inter con un tweet ha voluto ricordare uno dei più grandi campioni della storia neroazzurra: “É scomparso Mario Corso, interista, campione eterno dotato di infinita classe. Con il suo sinistro ha incantato il mondo in una squadra che ha segnato un’epoca. I pensieri e l’affetto di tutti noi vanno alla famiglia in questo momento difficile #FCIM”

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