Mondiali di ciclismo su pista 2021: l’Italia chiude terza con 10 medaglie

La stagione ciclistica si è chiusa nel migliore dei modi con un’altra grande prestazione complessiva da parte dei nazionali azzurri ai mondiali di ciclismo su pista. 10 le medaglie conquistate nel velodromo di Roubaix, che ci consentono di salire sul gradino più basso del podio.

Il 2021 sarà sicuramente ricordato come uno degli anni più floridi dello sport tricolore. L’Italia, dopo aver fatto registrare il record di medaglie olimpiche (40), aver conquistato quattro titoli continentali in tre diversi sport a squadre (volley, calcio e softball), continua a confermarsi ai vertici nelle performances atletiche.

Le ultime gioie in ordine di tempo sono arrivate dai Mondiali di ciclismo su pista, svoltisi dal 20 al 24 ottobre in Francia, all’interno dello storico velodromo di Roubaix, che solo qualche settimana fa era stata teatro della vittoria di Sonny Colbrelli nella Classica del Nord per eccellenza (Parigi-Roubaix), ennesima gemma da incastonare in questo 2021 che farà storia.

La Nazionale coordinata dai CT Marco Villa e Dino Savoldi, ha dominato la scena sin dal primo giorno di gare. È stato il Mondiale delle prime volte, come quella del pluridecorato Elia Viviani capace, con la vittoria nella gara ad eliminazione, di conquistare il primo titolo iridato su pista, l’ultimo che mancava al suo prestigioso palmares, nel quale può vantare anche due medaglie olimpiche.

Ma è stato anche il Mondiale delle conferme. Quella del quartetto maschile dell’inseguimento: Ganna, Milan, Consonni, Bertazzo e Lamon (riserva), che, superando Francia e Inghilterra, hanno bissato l’oro ottenuto alle Olimpiadi di Tokyo, dove avevano sancito anche il record del mondo nella specialità (3’42″032), davanti ai fenomeni danesi.

Se il quartetto maschile partiva con i favori del pronostico, è stato il settore femminile della velocità a stupire tutti: Chiara Consonni, Martina Fidanza, Elisa Balsamo, Martina Alzini e Letizia Paternoster, nel ruolo di riserva, hanno conquistato l’argento dietro alle campionesse olimpiche tedesche, precedendo il forte quartetto britannico capitanato da Katie Archibald.

Un Elia Viviani che esce da questa rassegna con due medaglie al collo, avendo conquistato anche il bronzo nell’Omnium, dopo una rimonta prodigiosa sul portoghese Leitao. La specialità più dura del ciclismo su pista ha incoronato bronzo anche Elisa Balsamo. La campionessa del mondo su strada, nulla ha potuto contro un’icona come la summenzionata Archibald e contro la belga Kopecky.

Milan e Ganna si sono confermati anche nella prova individuale, dove hanno portato in dote un argento e un bronzo, arrendendosi solo al britannico Lambie.

Una rassegna ricca di soddisfazioni, inaugurata dall’oro di Martina Fidanza nello scratch. La giovane trentina si è così confermata dopo la vittoria europea di Plodviv del 2020 e il titolo juniores a Montichiari nel 2017.

Gioia anche per Letizia Paternoster, uno dei volti più noti della spedizione azzurra, ha resistito fino all’ultimo alla concorrenza di Lotte Kopecky e Jennifer Valente.

Chiude il cerchio la medaglia d’argento conquistata dalla coppia Consonni-Scartezzini nella madison maschile, al cospetto dell’imbattibile coppia danese Hansen-Morkov già campioni olimpici e mondiali in carica. Amarezza per la coppia Paternoster-Barbieri, che al femminile si è dovuta arrendere ai piedi del podio.

Ma forse è giusto così: un mondiale perfetto merita cifra tonda. Sono 10 le medaglie conquistate dalla squadra azzurra, le stesse dell’Olanda, che però ha vinto più ori, e una in meno della Germania, padrona assoluta del ranking.

Per l’Italia si tratta del record di medaglie nella rassegna iridata, nonché del miglior piazzamento nel ranking dal 1997, quando ai Mondiali di Perth (Australia) fummo secondi.

Sintomo che il movimento è tornato a crescere, con un bilanciamento quasi perfetto tra settore maschile e femminile (6 a 4 le medaglie).

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