Milan, non solo Wu e Mr. Bee: anche Al Maktum e fondo Fosun interessate se salta closing Sino Europe Sports-Fininvest

Giorni decisivi per il futuro societario del Milan, ma Sonny Wu, insieme a Sal Galatioto e Nicholas Gancikoff, Mr. Bee Taechaubol, il fondo Fosun e Al Maktum sono pronti a presentare le proprie offerte, qualora saltasse l’accordo tra Fininvest e Sino Europe Sports 

Il closing infinito, una barzelletta, una brutta figura. Sono stati tantissimi gli aggettivi con i quali si è appellato il closing tra Fininvest e Sino Europe Sports, una trattativa che pare non abbia mai la possibilità di mettere la parola fine, nonostante due caparre da 100 milioni di euro ciascuna e le rassicurazione da parte del presidente Silvio Berlusconi.

Ma più trascorre il tempo, più cresce il pericolo che l’accordo tra le parti possa saltare. Molto dipenderà dalla cordata cinese guidata da Yonghong Li, che dovrà sborsare una terza caparra di altri 100 milioni di euro entro venerdì 10 marzo, l’ultimo ultimatum da parte della holding della famiglia Berlusconi, pronta ad incassare altri soldi oltre i primi 200 milioni di euro, pur di vendere il Milan.

E’ importante ricordare che questi soldi, appunto le prime due caparre, sono stati una garanzia, una sorta di rassicurazione voluta fortemente da Fininvest nella trattativa per la cessione del club a Sino Europe Sports, che sembra ancora convinta ed ottimista di chiudere un’operazione totale di circa 1 miliardo di euro, contando anche gli altri 320 milioni di euro per l’acquisto della società, i 200 milioni di euro per il ripianamento dei debiti con le banche, i 100 milioni di euro di gestione di questa stagione e altri 350 milioni di euro da investire sul mercato.

Il motivo di questo continuo slittamento del closing sembra essere legato non solo alle tante famose autorizzazioni bloccate dalla Cina dopo la nuova politica da parte della SAFE, ma soprattutto a causa dello sfilamento di uno, la China Construction Bank, se non addirittura due, investitori, per una mancanza di circa 170-180 milioni di euro, oltre, ovviamente, al rifiuto da parte di Fininvest di fronte alla proposta di Li come unico vero azionista, appoggiato da alcuni finanziatori, tra i quali, ovviamente, Haixia Capital e Huarong International Asset Management

Ma la holding di Berlusconi sembra propensa a dare ancora tempo a Li, forse anche perché ricominciare da zero non sarebbe affatto facile, senza dimenticare i continui bilanci in rosso del Milan, che inficiano ovviamente negativamente su Fininvest, che non ha più voglia di sborsare soldi a vuoto per i rossoneri e con l’intenzione di cedere il club per puntare tutto sulla rinascita di Mediaset

In questi giorni, i rappresentati legali e gli advisor delle due parti sono a lavoro per trovare l’accordo su un nuovo contratto, che avrà altre condizioni, altre tempistiche e, soprattutto, altre clausole, probabilmente legate al futuro della società. Poi, a raggiungimento accordo, si attenderanno i 100 milioni della terza caparra, ovviamente accreditati entro venerdì 10 marzo, e solo dopo il nuovo contratto sarà ritenuto valido.

E’ ovvio che, qualora non dovessero concretizzarsi queste condizioni, la trattativa con Sino Europe Sports sarà definitivamente conclusa negativamente, i soldi delle prime due caparre non saranno rimborsabili e si procederà a trattare con nuovi profili. 

In tal senso, già sarebbero pervenute altre proposte. C’è ovviamente la cordata cinese di Sonny Wu, Sal Galatioto e Nicholas Gancikoff, pronta a tornare in auge con la GRS Capital, società creata ad hoc per l’acquisto del Milan e non ancora sciolta dopo la separazione dello scorso agosto con Li.

A seguire attentamente l’evolversi della trattativa c’è anche Mr. Bee Taechaubol, che qualche mese fa aveva spiegato pubblicamente come questa volta aveva trovato i soldi e come avrebbe ancora aspettato un’apertura da parte di Berlusconi per farsi di nuovo avanti.

Infine, non sono da escludere il fondo Fosun di Jorge Mendes, che aveva tentato un approccio con Fininvest già prima dell’estate, e, soprattutto, Mohammed bin Rashid Al Maktoum, lo sceicco e l’emiro di Dubai che aveva rifiutato di entrare nel Milan con una quota di minoranza negli anni scorsi, ma che potrebbe essere ora interessato in vista dell’EXPO del 2020 nella capitale degli Emirati Arabi Uniti

Benito Letizia

Informazioni sull'autore
Direttore di Stadiosport. Giornalista Pubblicista, Laureato in Lettere Moderne e Filologia Moderna presso l’Università Federico II di Napoli. "Il calcio è vita".
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