Milan eliminato dall’Europa League: ora resta solo il campionato

Non è bastato un commovente Milan, falcidiato ancora una volta dalle tante assenze, tra infortuni e squalifiche, per entrare tra le migliori otto di questa competizione. Ad avere la meglio, dopo 180 minuti, sono i diavoli di Manchester, che ottengono il massimo risultato con il minimo sforzo. Decide una rete di Paul Pogba al 48, l’ex Juventus appena entrato in campo firma il gol decisivo, su una clamorosa incertezza di Meitè. Cuore, garra e grinta non sono di certo mancati alla banda di Pioli, che escono a testa altissima contro una squadra in lotta per la vittoria del torneo. Adesso solo la Roma a tenere alto l’orgoglio italiano in Europa.

Partenza sprint dello United, poi sale il Milan

Buona partenza degli 11 guidati da Solskjaer, che lancia l’attacco leggero con Rashford a svariare sul fronte d’attacco e supportato alle sue spalle da Greenwood, James e Bruno Fernandes. È proprio dell’ex Udinese e Sampdoria il primo tentativo verso la porta difesa da Donnarumma al quarto d’ora, finito però di poco alto. Milan che fatica ad uscire e che conferma di andare in difficoltà ogni qualvolta il pressing avversario è asfissiante ed efficace. I Red Devils fanno correre la palla, verticalizzando spesso e cercando di sfondare sugli esterni. Pian piano però sale il baricentro rossonero, i reparti si compattano e la gestione del gioco si rende più interessante. Alla metà del primo tempo Calhanoglu ha un’occasione golosissima all’interno dell’area di rigore, ma si coordina male e cicca il pallone. Funziona bene la catena di destra formata da Saelemakers e Kalulu, il terzino spinge molto, offre cross interessanti e costringe lo United a barricarsi sulla difensiva, concedendo però poco nulla a un attacco che soffre moltissimo la presenza di una vera prima punta di peso. I primi 45’ si concludono con una bellissima conclusione balistica di Krunic dopo il gran cross sempre dalla destra di Saelemakers, che sibila il palo ed esce di pochissimo.

Meitè da horror, Pogba ringrazia

Primo cambio della partita: fuori un opaco Rashford ingabbiato con esperienza da Kjaer e Tomori, dentro colui che deciderà l’incontro, Paul Pogba. Dopo 3’ minuti dal suo ingresso sfrutta un gravissimo errore in disimpegno di Meitè, che tarda a spazzare il pallone finendo per servire l’ex centrocampista bianconero in area di rigore; doppia finta con il corpo e colpo da biliardo sul primo palo a sorprendere Donnarumma.

Il Milan non ci sta, entra Ibra e sfiora il pareggio

Prova a reagire il Milan, anche se la squadra rossonera non riesce più ad essere frizzante e vivace come nella prima frazione, con i minuti che nel frattempo scorrono inesorabilmente; Pioli se ne accorge sostituendo Kalulu per Dalot e un impalpabile Castillejo per Ibrahimovic, al rientro in campo dopo circa un mese. Si sveglia il vero Calhanoglu e inizia a pennellare traversoni interessanti per Kessie prima e Zlatan poi, ma un grande Henderson dice di no e sventa la più grande occasione costruita dai rossoneri al 74’. Negli ultimi minuti non succede più nulla, Milan sulle gambe e poco lucido mentalmente, tant’è che è l’uomo partita Pogba a sfiorare la doppietta di testa all’88’, dopo un gran terzo tempo degno dei migliori cestisti NBA. Dopo 5’ minuti di recupero, il triplice fischio del tedesco Brych condanna all’eliminazione Ibra e Co, dopo una meravigliosa partita di cuore e di sacrificio. Ma quando la dea bendata volge lo sguardo dall’altra parte, ci si lecca le ferite e si rimpiange tutto ciò che poteva essere ma che non è stato.

United che vince, Milan che esce: ora testa al campionato

Festeggia Manchester e festeggia l’Inghilterra, dove dopo le qualificazioni in Champions di Liverpool, City e Chelsea, porta anche Arsenal e United alle fasi successive dell’Europa League. Italia che piange un’altra eliminazione, probabilmente la più ingiusta tra tutte per quello che si è visto in campo. Ora serve dimenticare subito, smaltire le scorie post partita e concentrarsi esclusivamente sul campionato, con l’obiettivo e il sogno di una squadra, di una società e di un intero popolo milanista: quello di risentire la musichetta della Coppa dalle grandi orecchie e ritornare grande, ritornare ad essere il vero Milan.

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