Milan 2013/14, l’ultimo di Massimiliano Allegri

In quella stagione i rossoneri disputarono la loro ultima Champions League (prima di ritornarci nella stagione 2021/22, dopo 7 anni di assenza). Fu una stagione molto travagliata e ricca di errori sul mercato, in campo e in società.

Il tifoso milanista è ansioso e curioso di vedere quale sarà il suo girone nella Champions League 2021/22. C’è la voglia di tornare ad ascoltare quella musichetta, quella delle grandi notti Europee. Il Milan dopo 7 stagioni difficili è riuscito a tornare nella Coppa dalle grandi orecchie.

L’ultima volta che i rossoneri disputarono la Champions League fu nella stagione 2013/14, con Massimiliano Allegri in panchina, almeno inizialmente. I rossoneri avevano conquistato nell’ultima giornata del campionato 2012/13 il pass per i preliminari di Champions League, che li vedeva opposti al PSV.

Il Calciomercato non era stato certo dei migliori, il Milan viveva già con la spada di damocle del FFP, del Lodo Mondadori e forse dal disimpegno sempre più forte di una dirigenza che per tanti anni aveva regalato successi e soddisfazioni. Il budget è praticamente misero, non adatto ad una squadra che deve competere ai massimi livelli in Italia e in Europa.

Poli dalla Sampdoria, Birsa dal Genoa, Matri dalla Juventus, Kakà dal Real Madrid e Silvestre in prestito dall’Inter furono gli acquisti estivi.

Massimiliano Allegri, all’epoca tecnico dei rossoneri

In questo scenario lo stesso Allegri si apprestava a disputare la sua ultima stagione da allenatore del Milan (il contratto era in scadenza e non c’era l’intenzione di nessuna delle due parti di rinnovarlo). La gara di andata con il PSV finisce per 1-1 in Olanda, ma al ritorno un secco 3-0 con le firme di Boateng (doppietta) e Balotelli lanciano i rossoneri ai gironi.

Proprio il giorno dopo Boateng viene ceduto allo Schalke e viene acquistato Matri, acquisto che fa storcere il naso ai tifosi rossoneri. Il Milan riesce a passare il girone, arriva secondo dietro al Barcellona allenato dal Tata Martino, davanti all’Ajax e al Celtic.

Se in Champions le cose vanno bene con i rossoneri che battono 2 volte gli scozzesi, pareggiano due volte con i lanceri e addirittura a San Siro impongono l’1-1 ai catalani, in campionato il percorso è drammatico. Dopo 19 giornate la squadra colleziona 22 punti in 19 giornate e dopo la sconfitta per 4-3 contro il Sassuolo, Allegri viene sollevato dall’incarico e arriva Clarence Seedorf, voluto direttamente da Silvio Berlusconi.

Con l’olandese e grazie agli innesti di Rami, Honda e Taarabt le cose vanno un pò meglio e infatti i rossoneri mettono insieme 35 punti in 19 giornate e arrivano a pochi punti a ridosso della 6° in classifica, il Parma di Donadoni. In Champions c’è la doppia sconfitta contro l’Atletico Madrid (0-1 e 4-1) e proprio contro gli spagnoli Kakà realizza l’ultimo gol del Milan in Champions League, targato 11 Marzo 2014.

Dopo quella sfida Atletico Madrid Milan 4-1 sono passati ben 7 anni, anni difficili, travagliati, caratterizzati da 3 cambi societari e una stabilità tecnica e dirigenziale che per molto tempo ha latitato. La qualificazione in Champions non è più arrivata, solo nel 2020/21 i rossoneri grazie al secondo posto appena conquistato sono ritornati finalmente su buoni livelli.

Con Paolo Maldini, Ivan Gazidis e Frederic Massara sembra che il Milan abbia trovato unità d’intenti (proprio nel 2013/14 c’era stato il problema del doppio AD tra Adriano Galliani e Barbara Berlusconi). I rossoneri dovranno disputare la stagione 2020/21 al meglio delle loro possibilità, servirà un mercato di potenziamo per rimanere nei primi 4 posto e fare bella figura in Champions League. La società ha i mezzi per poterlo fare, ma nel frattempo meglio dare un’occhiata a quel 2013/14 per non ripetere più quegli errori, per non rischiare di passare nuovamente dal tutto al niente.

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Luca Meringolo

Informazioni sull'autore
Laureato in Comunicazione e Dams, collaboratore di Klichè e StadioSport. Tifoso del Milan, ma sa riconoscere gli errori della sua squadra e loda anche gli avversari per i loro meriti. Obiettivo: giornalismo imparziale!
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