
TERREMOTO AZZURRO – Il lungo tormentone per la panchina della Nazionale è giunto al capitolo finale, lasciando dietro di sé una scia di colpi di scena, strappi dirigenziali e tensioni istituzionali. Giovanni Malagò ha impresso la svolta definitiva: Roberto Mancini torna alla guida dell’Italia. Ad affiancarlo in questa nuova avventura nel ruolo di Direttore Tecnico sarà Claudio Ranieri.
Ma cosa c’è davvero dietro questo ribaltone che ha stravolto il vertice del Club Italia? Ecco la ricostruzione e i retroscena della giornata che ha ridisegnato il futuro azzurro.
Il retroscena: perché è saltato Andrea Pirlo
Il punto di svolta di tutta la vicenda ruota attorno alla figura di Andrea Pirlo. L’accordo tra la struttura tecnica e l’ex regista azzurro era ormai definito, ma la fumata bianca è stata stoppata in extremis dallo stesso Malagò.
Il motivo? Una questione di opportunità legate ad alcuni accordi commerciali dell’allenatore (la collaborazione con un provider di scommesse esterno). Pur non essendoci controindicazioni legali insormontabili, Malagò ha ritenuto che la situazione non garantisse il profilo di opportunità istituzionale necessario per la panchina della Nazionale, mettendo il veto definitivo sull’operazione.
La rottura con Maldini e Leonardo
La decisione di cancellare la pista Pirlo ha provocato una spaccatura immediata e insanabile. Sulla figura del “Maestro” avevano infatti scommesso in maniera forte Paolo Maldini e Leonardo.
Visto scontentato il piano programmatico condiviso, i due dirigenti hanno preso atto della divergenza di vedute e comunicato le proprie dimissioni irrevocabili. Un addio consumato con stile e diplomazia, ma che ha costretto Malagò a dover rifondare l’intero organigramma dell’area tecnica in pochissime ore.
Perché Mancini e non Conte: la scelta di forza di Malagò
Nelle ultime ore la Lega Serie A e i club del massimo campionato avevano chiaramente espresso la loro preferenza per un ritorno di Antonio Conte. Tuttavia, il presidente federale ha voluto rivendicare la piena paternità e autonomia della scelta:
- I motivi del no a Conte: Malagò ha spiegato di aver voluto evitare strappi o dinamiche che potessero toccare contratti e contesti di club, preferendo virare su un profilo totalmente libero e di comprovata conoscenza della macchina azzurra.
- Il ritorno del Mancio: Roberto Mancini ha fornito le garanzie richieste, compreso il ricucimento strappi dopo il turbolento addio del 2023. “Le scuse fatte da Roberto sono state premesse fondamentali”, ha confermato il numero uno federale.
Il tandem con Ranieri e la nuova governance
Per evitare di lasciare il commissario tecnico isolato e dare solidità alla struttura, Malagò ha calato l’asso Claudio Ranieri. Il tecnico romano ha accettato con entusiasmo l’incarico di Direttore Tecnico e Presidente del Club Italia.
Nelle prossime ore si attende inoltre l’inserimento di una terza figura d’esperienza per il coordinamento delle giovanili (con il nome di Gianfranco Zola in prima fila). Il nuovo corso parte subito: la conferenza di presentazione di Mancini e Ranieri darà il via ufficiale al percorso verso le prossime sfide di qualificazione.