Liga 2019-2020: Real Madrid campione di Spagna per la 34° volta

Il Real Madrid si laurea campione di Spagna per la trentaquattresima volta nella sua storia. Battuto in volata il Barcellona dopo una stagione che ha vissuto momenti topici e altrettanti difficili. Andiamo a riviverla insieme.

Chi l’ha dura la vince: si può sintetizzare così il trionfo del Real Madrid che, grazie al successo per 2-1 sul Villareal, si laurea campione di Spagna sovvertendo un po’ quelli che erano i pronostici della vigilia, i quali vedevano forse nel Barcellona la principale candidata al titolo. La “rifundaciòn” portata da Zidane ha fatto sì che il titolo di Spagna tornasse nella bacheca delle merengues dopo tre anni di assenza. Quello di stasera è il primo trofeo importante dell’era post Cristiano Ronaldo, a dimostrazione di come questo club leggendario sappia rigenerarsi continuamente a dispetto delle stelle che lo fanno brillare.

fonte: twitter.com/realmadrid

Real Madrid campione di Spagna: il primo titolo di una nuova era

Tutto nasce il 5 marzo dello scorso anno quando una rovinosa caduta in casa contro l’Ajax, (1-4 il risultato), costringe il Real Madrid a una cocente eliminazione agli ottavi di Champions League dopo tre anni di dominio incontrastato. Sembra il canto del cigno di una squadra che, l’estate precedente, ha dovuto rinunciare a Cristiano Ronaldo, la sua gemma più preziosa, e ora sembra quasi logorata dai troppi anni di successo. Ci vorrebbe una rivoluzione e invece Don Florentino Perez mette in atto una vera e propria restaurazione richiamando Zinedine Zidane al timone della squadra. Ora il francese dovrà dimostrare tutte le proprie qualità, ricompattando uno spogliatoio con il morale a pezzi e dovendo rinunciare all’uomo che tante volte gli ha risolto situazioni anche piuttosto complicate.

Per dargli una mano, Perez, nella sessione di mercato estiva, gli regala un altro fuoriclasse di talento assoluto: Eden Hazard. L’estate sembra riportare il baricentro del calcio mondiale proprio in terra iberica con le due “big” che si assicurano, a suon di milioni, due tra le migliori ali presenti sulla piazza: il Barcellona strappa all’Ateltico la sua anima, Antoine Griezmann, per 120 milioni, 20 in più di quanti non ne sborsi il Real per assicurarsi il genio belga pronto alla definitiva consacrazione dopo anni da protagonista al Chelsea. Lo seguono il francese Mendy e alcuni giovani di talento come Militao, Rodrygo e il serbo Luka Jovic che si rivelerà, con il senno di poi, una meteora.

Proprio Hazard sbarca nella galassia “blancos” il 19 giugno del 2019, ma l’impatto con la nuova realtà è tutt’altro che positivo. L’eredità è di quelle pesanti: la maglia numero 7 che da queste parti è più di una semplice investitura. In più, una forma fisica non proprio invidiabile (colpa i qualche cheeseburger di troppo?), fa storcere il naso alla platea del “Bernabeu” da sempre molto esigente.

L’inizio è complicato, complici alcuni infortuni che lo tengono fuori ad inizio stagione e da novembre a febbraio. Anche il Real Madrid ha un avvio un po’ claudicante: nonostante il primo posto in classifica, dopo otto giornate sono già tre i pareggi. Una crisi “latente” che viene certificata dal cammino disastroso in Champions League (appena un punto nelle prime due giornate del girone), e dalla sconfitta contro il Maiorca della nona giornata che consente al Barcellona di sopravanzare i diretti rivali in classifica.

Da quel momento, però, qualcosa scatta nella mente dei “galattici” che, nelle successive 10 gare, mettono in fila sei vittorie e quattro pareggi arrivando in testa, appaiati a quota 40 con il Barcellona, a fine girone di andata. Una lotta entusiasmante e giocata sul filo del punto a punto quella tra il Real Madrid e i blaugrana che subisce un primo scossone nello scontro diretto del primo marzo, quando il Real Madrid, uscito sconfitto dalla gara precedente contro il Levante, effettua il controsorpasso sui rivali battendoli 2-0. Sembra un fuoco di paglia però, perché la sconfitta contro il Betis, e la concomitante vittoria del Barça sulla Real Sociedad. ridà la vetta della classifica agli uomini di Setièn che sembrano poter reggere l’urto nonostante i problemi interni allo spogliatoio.

Dopo il calcio si ferma per tre lunghi mesi, a causa della tristemente nota pandemia che non ha risparmiato neanche il mondo dello sport. Al ritorno in campo, l’11 giugno, il testa a testa si rinnova e vede le due squadre incollate una all’altra sino allo snodo decisivo tra la 32° e 33° giornata: il Real batte Espanyol e Getafe di misura, mentre il Barcellona incappa in due pareggi consecutivi contro Celta e Atletico. I blancos mantengono quattro lunghezze di vantaggio fino alla fine, e si laureano campioni di Spagna dimostrando di aver saputo meglio reggere la pressione in questo finale di stagione anomalo per tutti.

Real Madrid campione di Spagna 2020: la top tre della stagione

Karim Benzema: voto 8

Stasera ha chiuso il cerchio con la splendida doppietta al Villareal che ha consegnato lo scudetto ai suoi. Ma oltre a rivelarsi decisivo con i suoi 21 gol, (capocannoniere della squadra), Karim è stato decisivo anche per l’esplosione di Hazard in questa seconda parte di stagione. I due hanno progressivamente affinato l’intesa e hanno dimostrato di poter essere un fattore importante soprattutto per il prossimo anno quando, magari, il belga starà meglio: prezioso.

Toni Kroos: voto 7,5

Un insostituibile del centrocampo. Per far comprendere l’importanza del tedesco negli schemi di Zidane basta citare un dato esemplificativo: nel clasico di ritorno, vinto dal Real, Kroos ha avuto una precisione nei passaggi rasente il 100%, (98,5 per la precisione), avendo sbagliato un solo tocco sui 65 effettuati. Le voci di mercato lo spingono verso l’Italia. Fosse vero, avremmo un giocatore efficacie ed elegante da ammirare, forse la migliore mezzala in Europa: la bellezza

Federico Valverde: voto 7

Avremmo potuto scegliere lui o Mendy come terzo giocatore da premiare. Per el pajarito questa è stata un po’ la stagione della definitiva consacrazione. Zidane si compiace della sua grande duttilità tattica e ne fa ormai un’arma imprescindibile del proprio scacchiere tattico, sia che lo si schieri esterno sia che venga posizionato mezzala. I due gol messi a segno finora impreziosiscono poi la sua annata: in costante ascesa.

Real Madrid campione di Spagna: la flop tre della stagione

Luka Jovic: voto 4

Era arrivato per dare a Zidane un’alternativa di lusso a Benzema e, magari, provare a giocarsela col francese. I 65 milioni spesi per il suo cartellino non vengono però affatto giustificati: inserimento difficile, parecchie panchine e un magro bottino di due gol che non può bastare a ricompensare lo sforzo fatto per acquistarlo: da ritrovare.

Eder Militao: voto 4,5

Un altro dei tanti giovani scelto dal Real nella sua campagna di rinnovamento. Il brasiliano ha l’attenuante di trovarsi in un reparto che conta autentici “mostri” di bravura come Ramos e Varane, ma i 50 milioni sborsati per il suo acquisto chiedevano di più delle misere 18 presenze fatte registrare quest’anno tra campionato e coppe. Gli concediamo altro tempo per dimostrare le proprie qualità: rimandato al futuro.

Thibaut Courtois: voto 5,5

Una stagione a due facce la sua: malissimo nella prima parte, bene nella seconda. Il portiere belga inizia tra tante incertezze, commettendo due errori grossolani contro il Club Brugge, che lo fanno finire sul banco degli imputati. Nel primo parziale di stagione il belga fa registrare una media di quasi un gol e mezzo preso a partita, tanto da far rimpiangere Navas, volato al PSG. Zidane continua però a dargli fiducia e, alla fine, lui riesce a riacquistare la sicurezza che pareva smarrita: anche i migliori tremano.

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