Lazio, caso tamponi: due mesi di inibizione a Lotito

Oggi la corte d’appello della FIGC si è espressa sulla vicenda che ha coinvolto la Lazio, rea di aver schierato calciatori positivi al Covid in piena violazione dei protocolli vigenti. Il presidente Claudio Lotito riceve due mesi di inibizione dalla sua funzione.

Due mesi di inibizione per Claudio Lotito, cinque per i medici Rodia e Pulcini: questa la pena inflitta dalla corte d’appello della FIGC, nell’ambito della vicenda tamponi che vedeva coinvolta la squadra capitolina, multata contestualmente con ammenda pari a 50.000 euro.

Fonte profilo “Twitter” ufficiale dello stesso Claudio Lotito

La ricostruzione

Tra i vari capi di imputazione ascritti ai sig.ri Lotito, Rodia e Pulcini nella sentenza di primo grado, in seguito che aveva accolto il deferimento del Procuratore Federale a carico dei tre soggetti, vi erano il mancato rispetto del periodo di isolamento pari a 10 giorni, in caso di asintomaticità, così come stabilito da una circolare del Ministero della Salute datata 12 ottobre 2020, per i calciatori Ciro Immobile e Djava Anderson, risultati rispettivamente positivi ai tamponi effettuati in data 26 ottobre (prima della sfida di Champions League contro il Bruges) e 2 novembre.

E per l’aver schierato, conseguentemente, nel corso della sfida Torino-Lazio del primo novembre 2020, l’attaccante Ciro Immobile, nonché aver convocato Djavan Anderson, in occasione della sfida alla Juventus datata 8 novembre

Per questi fatti, Claudio Lotito era stato condannato a sette mesi in primo grado, sentenza inasprita a un anno in sede d’appello. Un verdetto contro il quale il presidente biancoceleste aveva fatto ricorso al Collegio di Garanzia del Coni, ultimo grado della giustizia sportiva.

Il Collegio di Garanzia, dopo un primo rinvio della sentenza dal luglio a settembre scorso, aveva accolto il ricorso, riconoscendo la non responsabilità dell’imprenditore romano riguardo la mancata segnalazione dei casi positivi alle autorità competenti, che sarebbe invece avvenuta mediante comunicazione alla SISP da parte del dottor Pulcini, nè la mancata compartecipazione dei medici della S.S. Lazio alla disposizione di misure preventive che garantissero l’isolamento dei soggetti positivi, e dei loro contatti stretti. Misure la cui determinazione spetta esclusivamente alle ASL competenti.

Il Consiglio Federale aveva dunque rimesso la sentenza definitiva alla corte d’Appello Federale.

La sentenza

Oggi, alla presenza del giudice incaricato della sentenza Marco Lipari, e del procuratore federale Giuseppe Chiné, Lotito è stato condannato a due mesi di inibizione, cinque per i medici sociali Ivo Pulcini e Fabio Rodia, coimputati.

Cosa comportano per Lotito questi due mesi di squalifica? Come sancito dall’articolo 19, comma 3, del Codice di Giustizia Sportiva I dirigenti, i tesserati delle società, i soci e non soci nei cui
confronti siano stati adottati provvedimenti disciplinari a termine, non possono svolgere
alcuna attività sportiva nell’ambito della Federazione fino a quando non sia regolarmente
scontata la sanzione stessa
. Ai medesimi è, in ogni caso, precluso l’accesso all’interno del
recinto di gioco e negli spogliatoi in occasione delle gare. La violazione dei divieti di cui al
presente comma comporta l’aggravamento della sanzio
“.

Lotito, consigliere incaricato della FIGC, ha già espiato la pena, essendo le sentenze di giustizia sportiva immediatamente esecutive.

Scampato pericolo

I due mesi inflitti a Lotito sono, alla fine, un risultato “positivo” rispetto a quanto chiesto dalla Procura Federale alla vigilia della sentenza. La pena richiesta ammontava infatti a dieci mesi e, se confermata, avrebbe significato il decadimento di Claudio Lotito dalla carica di consigliere della FIGC, come previsto dall’articolo 29 dello statuto Federale, che considera inleggibili coloro i quali abbiano accumulato, negli ultimi dieci anni, pene inibitive superiori ad un anno.

Su Lotito pende già un’inibizione di due mesi, comminatagli nell’agosto 2012 per le violazioni in materia del trasferimento di alcuni calciatori, tra cui il caso più celebre quello di Mauro Zarate, avvalendosi dell’operato di alcune società di scouting e dell’agente sportivo Riccardo Petrucchi.

Ne consegue che, se fosse stato condannato ad ulteriori 10 mesi, Lotito avrebbe dovuto rinunciare alla propria carica di consigliere Federale sino al 29 agosto del 2022, data di estinzione della prima condanna. Il presidente della Lazio ha visto dunque “limitare” i danni a suo carico.

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