
La Juventus domina il Parma al Tardini con un netto 4-1, confermando il momento di grande brillantezza sotto la guida di Luciano Spalletti. Protagonista inatteso della serata è Gleison Bremer, autore di una doppietta rara per un difensore centrale, accompagnata dalla spettacolare volée di Weston McKennie e dal comodo tap in di Jonathan David. L’unico gol del Parma arriva su un’autorete involontaria di Andrea Cambiaso, mentre il tentativo nel finale di Lois Openda viene annullato per fuorigioco.
Nel post partita, Spalletti ha invitato a non farsi condizionare dalle statistiche, sottolineando come il calcio moderno si decida soprattutto nei momenti di rottura del ritmo, nei duelli e sulle seconde palle. Secondo il tecnico, è in queste situazioni che si entra davvero nella partita e chi riesce a restare più lucido e reattivo ha maggiori possibilità di vincere.
Le parole di elogio di Bremer e McKennie, che hanno definito Spalletti un allenatore unico, non sono passate inosservate. Il tecnico ha spiegato come per lui sia fondamentale il rapporto con una squadra che voglia divertirsi giocando, perché solo così emerge la qualità vista in campo. L’obiettivo è mantenere sempre alta la connessione mentale con la partita, senza mai staccarsi dall’azione successiva. Ogni gara viene vissuta come una tappa di un percorso continuo, mai definitivo, in cui il gruppo cresce anche grazie all’unità e al clima positivo che si respira negli allenamenti e nelle partite.
Uno dei temi tattici più interessanti riguarda il ruolo di Pierre Kalulu, spesso molto avanzato sulla corsia destra, in modo simile a quanto Spalletti aveva fatto in passato con Giovanni Di Lorenzo. Kalulu è stato decisivo anche nell’azione del gol di McKennie. Spalletti ha spiegato che questa posizione è fondamentale per offrire soluzioni alternative e creare disordine nelle marcature avversarie. La capacità di partire al momento giusto e di passare rapidamente da una squadra compatta a una più larga è essenziale per gestire tempi e spazi. Il tecnico ha inoltre voluto mandare un messaggio di incoraggiamento a Di Lorenzo, definendolo un maestro nel muoversi tra le linee e sottolineando come Kalulu stia crescendo fino a raggiungere un livello simile, diventando un vero riferimento nel dettare i tempi ai compagni.
C’è però una nota di preoccupazione legata alle condizioni di Kenan Yildiz. Dopo essere stato risparmiato in Champions League contro il AS Monaco, Yildiz è partito titolare ma è stato sostituito all’intervallo a causa di un problema muscolare. Spalletti ha spiegato che il giocatore aveva avvertito dolore già nel primo tempo, riuscendo comunque ad arrivare fino alla pausa. La situazione verrà valutata nelle prossime ore, ma il tecnico teme che possa essere difficile recuperarlo in vista del prossimo impegno di giovedì.
Sul fronte mercato, con la chiusura imminente della sessione invernale, la Juventus ha già ufficializzato gli arrivi di Jeremie Boga in prestito dal OGC Nice e di Emil Holm dal Bologna, nell’operazione che ha coinvolto Joao Mario. Resta aperta la ricerca di un centravanti, ma prima del match il dirigente Giorgio Chiellini ha escluso trattative per Mauro Icardi, Jean-Philippe Mateta e Randal Kolo Muani.
Spalletti è tornato anche sul tema Icardi, chiarendo la propria posizione. Ha ribadito di stimarlo come attaccante e come persona, ricordando però le difficoltà vissute in passato quando alcune situazioni extra campo finirono per entrare nello spogliatoio. In quel contesto fu costretto a prendere una decisione netta, escludendolo, scelta che generò una reazione inevitabile. Il tecnico ha però chiuso ogni voce di mercato con parole molto chiare: la Juventus non vuole Icardi. Spalletti ha spiegato che parlare bene di un giocatore non significa volerlo acquistare e che il club è alla ricerca di un profilo con caratteristiche precise. In caso contrario, la rosa resterà invariata, anche perché, come ironicamente sottolineato, McKennie si sta dimostrando un finalizzatore affidabile quanto chiunque altro, come confermato ancora una volta sul campo.


