Juventus-Manchester United 1-2, cinque minuti di blackout rovinano più di un’ora di grande gioco.

Se c’è un appunto da fare per la partita di mercoledì sera giocata allo Stadium contro il Manchester United, questo è sicuramente l’incapacità di chiudere le partite. 
Pjanic, autore di una grande prestazione contro il Manchester United.
Fonte: Twitter Juventus FC

Sei riuscita ad avere un vantaggio di una rete, grazie ad una prodezza balistica del tuo giocatore migliore. Cristiano Ronaldo, però, non è bastato. Cinque minuti finali, fatali per le sorti dell’incontro, due calci piazzati concessi agli avversari e due reti.

Josè Mourinho ha subito capito che per avere qualche possibilità di strappare almeno un pareggio, sarebbe stato necessario sfruttare le palle alte. Così ha inserito per il finale un calciatore come Fellaini e puntualmente si è rivelato importante. Soprattutto il suo inserimento in occasione della seconda marcatura dei Red Devils.

Eppure l’inizio della sfida faceva presagire tutt’altro. Manchester United alle corde, incapace di uscire fuori dalla propria area, con difficoltà di costruzione della manovra dal basso.

Una Juventus, senza il croato Mandzukic, ma con un Cuadrado che ha svolto la funzione di terzo attaccante esterno. Proprio dalla sua zona di competenza sono arrivate numerose occasioni. La sua abilità negli uno contro uno e di saltare nettamente il proprio avversario hanno fatto la differenza.

Sulle fasce la squadra bianconera ha costruito gran parte delle sue occasioni, nella zona di sinistra di Alex Sandro. Sull’altro versante, in cui stazionava De Sciglio,c’è stata più attenzione alla copertura che alla proposizione offensiva. 

A centrocampo la solita impeccabile regia di Pjanic, più ispirato che mai, con passaggi millimetrici e costruzione della manovra dal basso. Sorpresa Bentancur, il giovane uruguayano si è reso protagonista di una prestazione tutta polmoni e corsa. 

In difesa ci sono alcuni appunti da fare. Infatti Bonucci, se fino all’80esimo minuto era stato impeccabile, ecco che negli ultimi minuti ha commesso una distrazione assurda. Lo stesso dicasi per Szczesny, prima non proprio attento sul calcio di punizione di Mata per il pareggio, ma poi disastroso su quello successivo proveniente da una zona defilata del campo. 

Due errori che vanificano più di un’ora in cui ha dominato e costruito palle gol. Questo aspetto va rivisto, occorre più attenzione sui calci piazzati, ma soprattutto evitare i momenti di distrazione così importanti.

Domenica c’è la sfida con il Milan, in cui bisognerà far tesoro di questi errori e non ripeterli più. Allegri ha già messo in riga i suoi e vuole una prestazione diversa. I giocatori saranno pronti a seguirlo?

 

Lorenzo Carrega

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Giornalista Pubblicista. Esperienze in ambito giornalistico locale, non solo di sport, ma anche di cultura e tempo libero. La scrittura è la mia passione
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