Juventus-Inter 1-0, voti e pagelle: decisivo Mandzukic, Chiellini e Cancelo straripanti, male Asamoah e Gagliardini

Il Derby d’Italia tra Juventus ed Inter finisce nelle mani dei bianconeri che scappano a 43 punti dopo 15 giornate, con un vantaggio aumentato di +14 sui rivali di ieri sera.

L’Inter gioca un primo tempo intenso e propositivo mettendo in difficoltà, a più riprese, gli uomini di Massimiliano Allegri sfiorando il vantaggio in diverse occasioni, una clamorosa con il palo su un tiraccio di Gagliardini.

(Fonte: Profilo Twitter Ufficiale Cristiano Ronaldo)

I nerazzurri non sfigurano e sembrano potere reggere da un punto di vista fisico lo scontro con una delle squadre più imponenti d’Europa, mantenendo per poco più di un’ora il risultato in parità.

Ma spesso, a decidere gare equilibrate e significative come questa, sono gli episodi e su una disattenzione generale, in particolare di Vrsaljko, dopo una punizione fischiata nella metà campo bianconera, si creano i presupposti per l’azione del gol.

Matuidi trova il sempre pronto e vibrante Cancelo, adattato anche ieri sera sulla fascia sinistra, che pennella un cross perfetto che scavalca la difesa nerazzurra e trova il solito monumentale Mandzukic che domina fisicamente sull’ex compagno Asamoah ed insacca in rete.

Un gol estremamente semplice nella sua esecuzione e realizzazione quanto importante ai fini del risultato visto che sarà l’unico dell’intera serata all’Allianz Stadium.

In seguito allo svantaggio e a causa delle numerose energie sprecate nel corso di un primo tempo di alto livello, l’Inter cala vistosamente alla distanza sia per lucida tattica che per singole esecuzioni tecniche non riuscendo mai davvero ad impensierire la retroguardia della Juventus per rimettere in piedi il match.

Così la Juventus continua il suo percorso da record, torna momentaneamente a +11 sul Napoli che insegue e vola sempre più in alto in classifica impressionando, una volta di più, per grinta, solidità e cattiveria agonistica, in questo straripante inizio di stagione. 

VOTI

MIGLIORI

Chiellini e Cancelo 7: nuova prova monumentale di Chiellini che, in questi primi mesi dell’anno, centellinando con più oculatezza le sue presenze, sta letteralmente diventando un muro insuperabile nella difesa bianconera. Contiene il miglior centravanti della Serie A con naturalezza e sicurezza, senza disdegnare alcune progressioni offensive o alcune pressioni alte, brillando dal punto di vista fisico come un vero lottatore. L’esterno portoghese, invece, è probabilmente il rimpianto più grande nella serata nerazzurra, domina anche la fascia opposta a quella destra, di casa sua, mettendo costantemente in apprensione i suoi avversari con giocate, cross e sovrapposizioni sempre precise ed imprevedibili. Qualche svarione ancora da limare difensivamente ma il fatto che ci siano margini di miglioramento su un giocatore già così forte non può che essere un bene per la Juventus.

Mandzukic 7: il primo tempo è un po’ offuscato ma la ripresa, terreno di battaglia per i veri gladiatori, è da plurime ovazioni. Corre dappertutto in ogni zona del campo e non manca l’appuntamento, nella sua reale zona di competenza, quando Cancelo lo trova brillantemente in area. Fa valere, in ogni duello che instaura, la sua fisicità e la sua grinta divenendo cliente scomodo per chiunque.

Brozovic ed Icardi 6,5: il croato è spesso tra i migliori nerazzurri in questo primo spezzone di stagione e, soprattutto i primi 45 minuti, sono di assoluto livello anche nella serata di gala dell’Allianz Stadium. Splende più in fase di contenimento e di recupero di palloni nella bagarre fisica a centrocampo, contenendo spesso bene l’avanzata bianconera, prima di calare nella ripresa. L’argentino, invece, che ha nella Juventus una delle sue vittime preferite fin dai tempi della Sampdoria, manca per il secondo anno consecutivo a Torino l’appuntamento con il gol sbattendo spesso sul muro Chiellini. Nel suo match, però, non mancano giocate coinvolgenti per i suoi compagni che ne elevano la prestazione, come l’intelligente e precisa palla servita a Gagliardini e sprecata maldestramente sul palo. 

Bonucci e Bentacur 6,5: probabilmente la miglior partita, per i compiti prettamente difensivi che gli vengono richiesti, per il 19 bianconero in questo suo secondo mandato con la Juventus. Bonucci è solido e preciso duettando alla perfezione con il compagno di reparto Chiellini e riuscendo a contenere in linea di massima tutte le potenziali occasioni create da un attacco dinamico e pericoloso da più lati come quello nerazzurro. Il centrocampista uruguaiano, in forse per un problema alla schiena, appare annebbiato e ancora acciaccato nei primi 45 minuti ma emerge in tutto il suo neonato strapotere tecnico e fisico nella ripresa quando prende lo scettro del centrocampo e domina la sua area con classe e personalità. 

Skriniar e Miranda 6: contenere il miglior attacco della Serie A non è, per definizione, facile, eppure la coppia di centrali, con la sorpresa Miranda, svolge tutto con diligenza ed attenzione ribattendo colpo su colpo alle sfuriate offensive dei bianconeri.

PEGGIORI

Pjanic 5,5: pronti via prende dopo nemmeno 5 minuti il giallo che Orsato gli aveva abbuonato pochi mesi fa nella discussa partita di San Siro. Da lì la sua gara è altalenante tra alcune belle giocate, suo marchio di fabbrica, e alcuni interventi mancati per l’ombra del cartellino giallo sulla schiena che non gli permettono il totale controllo della sua zona. 

Borja Valero e Keita 5,5: i cambi non aiutano Spalletti, anzi, il metronomo spagnolo fa il fallo in seguito al quale, complice una totale distrazione nerazzurra, nasce l’azione del gol. Anche Keita non riesce ad incidere e, paradossalmente, la linfa vitale sperata con forze fresche in campo si trasforma in un boomerang e l’Inter, dopo lo svantaggio, non crea più nulla.

Gagliardini 5: mastica il pallone e manda in fumo la grande, colossale occasione di mettere la partita su binari incredibilmente favorevoli. Poco freddo, poco lucido, l’errore pesa anche nel resto della sua gara, indelebile nella sua testa. 

Perisic e Joao Mario 5: il croato non è quello della scorsa stagione né, tanto meno, quello del Mondiale in Russia e ormai, le ultime prestazioni, ne sono una statuaria conferma. Poco abbrivio nelle sue giocate, poca intraprendenza nelle sue scelte e tanta tanta prevedibilità, inutile per disinnescare una delle difese più solide d’Europa. Il portoghese spazia un po’ ovunque senza logica e senza idee, trotterella da una zona all’altra incapace di trovare una scintilla nel suo fumo. 

Asamoah e Vrsaljko 5: l’ex bianconero si fa mangiare in testa da Mandzukic in occasione del gol dimostrando che, per la Juventus, non è stata poi una grande perdita visto che, nella sua zona di competenza, c’è l’illuminante (anche se adattato) Cancelo. Il croato, invece, si fa sorprendere proprio dal talentoso portoghese e, come il compagno ghanese, non riesce quasi mai a spingersi con aggressività e spirito d’iniziativa nella metà campo avversaria.  

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Marco Pardini

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Appassionato di sport e delle storie dello sport, mi emoziono con il calcio e con il tennis ma, seppur tifoso, provo sempre a non eccedere talvolta mordendomi la lingua. Bianconero dalla nascita, per alcuni un pregio, per altri no.
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