Juventus Atalanta 3-2 Coppa Italia, Voti e Pagelle: Mandzukic e Dybala illuminano, Petagna ed Hernanes deludenti

La Juventus accede ai quarti di finale di Coppa Italia sconfiggendo l’Atalanta 3-2 agli ottavi: bene la coppia Mandzukic-Dybala, Marchisio e Rugani solidi, Rincon discreto. Deludono, invece, Hernanes da una parte e Petagna dall’altra.

E’ stata una vittoria sofferta quella della Juventus che, allo Stadium, sconfigge l’Atalanta per 3-2 con molti rischi e pericoli.

I bianconeri di Massimiliano Allegri, il quale ha attuato un piccolo turn-over, hanno trovato di fronte una Dea che, nonostante il doppio svantaggio iniziale, ha il pregio di non arrendersi e di non mollare la spina credendoci fino alla fine.

La dimostrazione è il gol di Konko, capolavoro assoluto per quanto abbastanza fortuito; Gasperini, infatti, azzecca i cambi mutando la disposizione in campo, che valorizza un giocatore giovane quanto interessante come Latte Lath (talentuosissimo ivoriano classe ’99 fiore all’occhiello della formazione Primavera) che trova pure la prima rete in maglia nerazzurra.

I bianconeri, invece, dominano in lungo ed in largo per gran parte della gara calando, però, di concentrazione sul più bello: la vittoria arriva comunque, il passaggio del turno pure, ma Allegri certamente non sarà contento.

TABELLINO JUVENTUS ATALANTA 3-2 OTTAVI COPPA ITALIA

JUVENTUS (4-3-2-1): Neto; Lichtsteiner, Barzagli, Rugani, Asamoah; Rincon, Hernanes, Marcisio (1′ st Sturaro); Pjanic (37′ st Bonucci), Dybala (17′ st Pjaca); Mandzukic. Allenatore: Allegri.

ATALANTA (3-4-2-1). Berisha; Toloi, Caldara, Masiello; Conti, Grassi (15′ st Latte Lath), Freuler, Spinazzola; Kurtic (1′ st Knko); Petagna, D’Alessandro (37′ st Gomez). Allenatore: Gasperini.

Marcatori: 22′ pt Dybala (J), 34′ pt Mandzukic (J), 26′ st Konko (A), 30′ st rig. Pjanic (J), 36′ st Latte Lath (A)

I MIGLIORI

Dybala 7: E’ tornata la Joya. L’argentino, schierato sulla trequarti insieme a Pjanic, regala giocate fenomenali per i compagni ma allo stesso tempo si sacrifica in fase di copertura. La delusione e le critiche post-Supercoppa sembrano ormai un lontano ricordo: il ragazzo c’è e lo dimostra con un gol di pregevole e fattura ed un assist che vale oro. Il rinnovo è ufficializzato, lo stipendio è in crescendo: 5 milioni all’anno per un giocatore del genere sono ben spesi, con buona pace del Real.

Mandzukic 7: Ormai è diventata quasi un’abitudine. L’attaccante croato, soprattutto se al suo fianco non c’è un’altra prima punta come Gonzalo Higuain, dimostra tutta la sua caparbietà, quella propensione al sacrificio che tanto piace ad ogni allenatore. Anche per lui come per Dybala un gol ed un assist che sanciscono quanto l’ex Bayern Monaco debba necessariamente essere considerato come qualcosa più di una semplice riserva del Pipita.

Rugani 6.5: Prova compatta, ordinata e senza alcun rischio corso o sbavature. L’ex difensore centrale dell’Empoli prosegue senza sosta alcuna il suo percorso di crescita e maturazione in bianconero. Questa era forse la prova decisiva, una delle tante, e l’azzurro l’ha superata a pieni voti. Incolpevole su entrambe le reti atalantine.

I PEGGIORI

Toloi 4: Prova assolutamente da dimenticare per l’ex centrale di Roma e San Paolo: al di là degli errori in fase di impostazione e disimpegno, il brasiliano non convince soprattutto dal punto di vista dell’atteggiamento in campo. Complice anche un Caldara che aiuta poco il compagno di reparto, non riesce ad imporsi mai sugli avversari, regalando spazio ad un giocatore come Dybala che in campo aperto va a nozze.

Petagna 4.5: Prosegue la crisi realizzativa, alla quale si aggiunge anche una prestazione un po’ indolente, dell’attaccante scuola Milan. Il gol manca ormai da ottobre per la punta classe ’95 che, tuttavia, aveva abituato a ben altre prove sotto il piano del rendimento. Certo, i palloni giocabili dalle sue parti non sono moltissimi, ma almeno 2/3 chance sono state da lui sprecate. Un passo indietro per lui.

Hernanes 5: Sempre più lontano dal progetto bianconero. Il regista brasiliano è senz’ombra di dubbio il peggiore dei suoi: lento in fase di impostazione, con troppi tocchi in zone del campo nevralgiche, è la causa di almeno 5 palle perse della Vecchia Signora che sono valse occasioni d’oro per la Dea. A gennaio un trasferimento non potrà fargli altro che bene.

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