Inter – Shakhtar Donetsk 0-0, voti e pagelle: nerazzurri senz’anima e gioco, falliscono tutti, si salva solo Lukaku

L’Inter pareggia 0-0 contro lo Shakhtar Donetsk a San Siro nell’ultima giornata della fase a gironi di Champions League ed è eliminata dalla competizione. Prestazione orribile dei nerazzurri che chiudono all’ultimo posto nel girone e non guadagano nemmeno l’accesso all’Europa League. Terza eliminazione consecutiva ai gironi per l’Inter.

Si pensava al famigerato “biscotto”, al giochetto di favori tra Real Madrid e Borussia Monchengladbach, ma mentre in Spagna il Real ha fugato ogni dubbio con un 2-0 ai tedeschi, a Milano è andato in scena l’ennesimo psicodramma nerazzurro, un pari senza nessun alibi per l’Inter che ironia del destino va a favorire proprio il Gladbach.

Inter eliminata dalla Champions League alla fase a gironi per il terzo anno di fila senza lottare e senza provarci, con un mesto 0-0 contro un modesto Shakhtar Donetsk a cui i nerazzurri non sono riusciti a segnare in 180 minuti tra Kiev e Milano.

Un fallimento di una squadra che non può essere considerata una big, ma probabilmente una decaduta del calcio europeo che ancora deve ricostruire e ripensarsi dopo un passato di vittorie (ma che sta diventando sempre più passato). Ci sarebbe poco da dire sulla partita. L’Inter controllerà il gioco per gran parte del match ma sarà un dominio sterile e anonimo e che produrrà in 90 minuti solo la traversa di Lautaro al 7° minuto di gioco.

Poco da dire sugli avversari, che hanno fatto la loro onesta partita di difesa e contropiede riuscendoci parzialmente, ma non ci sono alibi per i nerazzurri. L’Inter sbaglia totalmente approccio nella gara più importante della stagione, apparendo poco tranquilla e spaventata. Con una manovra fondata sulla paura e su una mentalità di farcela pari allo 0, che dimostra la mancata crescita della squadra dalle due uscite precedenti.

Una squadra senza spirito, nuovamente ricaduta vittima di uno schematismo e dogmatismo di gioco (ossessiva giocata sugli esterni, totale assenza della giocata centrale) che era stato il principale male della scorsa stagione e che in parte l’Inter stava abbandonando. E qui arriviamo a uno dei principali colpevoli. Conte ha nei fatti mortificato la squadra, togliendole voglia di giocare con serenità e non guadagnando in mentalità.

Sfiduciando i giocatori attraverso un integralismo tattico che ha fatto solo danni e ingabbiato una squadra che nella rosa, poteva e doveva fare di più. Ma l’ego di un tecnico che cambia troppo tardi e non sfrutta le armi a sua disposizione e non sa prendersi responsabilità, è solo l’aggravante peggiore di un fallimento amarissimo ma meritato.

VOTI E PAGELLE INTER – SHAKHTAR DONETSK

TOP INTER

LUKAKU, 6: Serata no anche per il belga, ma è l’unico che ci prova e non molla. Serve l’assist a Lautaro per l’occasione migliore della serata e sfiora lui stesso la rete di testa. Tanta lotta, sacrificio ma anche molta imprecisione, ma dà l’idea di giocare da solo. Sfortunato sulla deviazione sul colpo di testa di Sanchez.

FLOP INTER

LAUTARO MARTINEZ, 4: traversa colpita a parte, poi si eclissa e dimostra ancora che scompare quando le partite contano. Lascia da solo Lukaku, non si muove, non dribbla e vaga per il campo. Troppo incostante per considerarlo un campione.

GAGLIARDINI, 4: la domanda è sempre quella: come fa un giocatore così limitato tatticamente e tecnicamente a essere titolare in Champions? come si fa a preferirlo a Eriksen? solita partita in cui è inutile e dimostra la sua inadeguatezza.

YOUNG, 4: in difesa non subisce solo perché il Donetsk rinuncia al gioco offensivo, ma lui non spinge e sbaglia quasi tutto. Mai una sovrapposizione, mai sopra ritmo o un azione degna di nota o un cross. Perisic titolare era troppo da chiedere?

CONTE, 0: dopo una serata simile un uomo prima che un allenatore si sarebbe dimesso. Ma il lauto stipendio è una gabbia dorata per lui e nera per la società. Ha mortificato la squadra, togliendole spirito e mentalità e imponendo in un anno e mezzo un gioco dogmatico e integralista che ha sfiduciato e stancato la rosa. Un allenatore che non sa usare la panchina a sua disposizione per ego personale, dice tutto di lui.

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Riccardo Tanco

Informazioni sull'autore
Classe 1993, abito nella provincia di Milano. Tifoso dell'Inter. Giocatore preferito: Adriano
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