Inter, caso Lukaku: ecco le scuse dopo l’accusa sull’emergenza Coronavirus

Smentita, richiamo, scuse, ma niente multa per Romelu Lukaku. Le dichiarazioni in merito all’emergenza coronavirus, purché errate, sono state valutate innocue e senza malizia da parte dell’Inter.

“Abbiamo avuto una settimana libera a dicembre. Siamo tornati e giuro che 23 giocatori su 25 erano malati. Abbiamo giocato in casa contro il Cagliari e dopo 25 minuti Skriniar ha dovuto lasciare il campo, perché quasi sveniva”.

Tutti tossivano e avevano la febbre. Quando mi sono riscaldato, sono diventato molto più caldo del solito. Non siamo mai stati testati per il virus in quel momento, quindi non sapremo mai con certezza cos’erano quei sintomi”.

Così, qualche giorno fa, in diretta Instagram Romelu Lukaku ha smosso smosso tutto il mondo interista. Parole dure, nette, che non hanno lasciato spazio ad opinioni.

L’Inter sin da subito ha provveduto alla rimozione del video da YouTube, alla smentita ufficiale e a richiamare il calciatore, il quale, secondo il parere della società si è lasciato andare ad una leggerezza più che evitabile.

L’attaccante, dopo aver ascoltato le critiche da parte della dirigenza, si è immediatamente scusato, precisando che il suo era una sfogo di rabbia legato a tutto quello che è successo (e sta succedendo) a causa del COVID-19.

Qualità umane, quelle del bomber belga, che hanno portato la società nerazzurra a desistere anche dal fargli una multa. Intanto tutta la squadra si è già discostata dalle dichiarazioni rilasciate da Lukaku.

Orazio Redi

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Giornalista pubblicista, laureato in Scienze della comunicazione. Amante, sin da piccolo, di calcio e analisi dei linguaggi giornalistici. La citazione, che definisce perfettamente la mia ambizione, è questa qui di Steve Jobs: "L'unico modo per poter fare un ottimo lavoro sta nell'amare ciò che si fa. Il segreto è non accontentarsi mai e inseguire fino alla fine i propri sogni".
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