Indagine Juventus: ipotesi aggiotaggio per rialzo titolo in Borsa

Dopo il “falso” comunicato sugli stipendi, il titolo fece registrare un +5,2% in borsa.

Sorgono nuovi scenari sull’inchiesta che ha colpito la Juventus, spingendo tutto il Consiglio d’amministrazione del club bianconero ad abbandonare le proprie cariche nella società.

L’accusa di falso in bilancio e l’annessa indagine della UEFA riguardo una violazione del Fair Play Finanziario, ha fatto riemergere alcuni dettagli sulla gestione della società durante il Coronavirus.

La Juventus comunicò che i suoi tesserati avevano deciso di rinunciare a 4 mesi di stipendio per “aiutare” la società in un momento difficile, ma questo patto tra squadra e dirigenza, potrebbe, in realtà, non essere mai stato realmente realizzato con i calciatori bianconeri che avrebbero ottenuto comunque 3 mensilità su 4, ma in modo diverso a quanto comunicato.

La possibile irregolarità, potrebbe aver condizionato anche l’andamento della Borsa, essendo la società bianconera quotata, e se così dovesse essere, la Vecchia Signora rischierebbe di essere indagata anche per falso in Borsa.

Dopo il comunicato della rinuncia a 4 mensilità, la Juventus ottenne un rialzo del 5,28% beneficiando, dunque, di una possibile bugia per modificare l’andamento della Borsa.

Per questi tipi di reati si possono rischiare fino a 12 anni di carcere. I 4 mesi di stipendio, dunque, non dovevano essere classificati come “rinuncia”, ma come pagamento posticipato e inserito negli esercizi successivi.

Ciò che si sa, in questo momento, è che la Procura continua a indagare.