Gravina: “Non firmerò mai stop definitivo, sarebbe morte del calcio. Lo faccia il Governo”. Spadafora: “Ripresa solo con accordo protocolli”

Siamo ormai giunti all’ennesima evoluzione della barzelletta riguardante la ripresa del campionato: Gravina non vuole assumersi responsabilità, il Governo nemmeno, quindi tutto continua ad essere campato per aria.

La barzelletta “ripresa del campionato” continua. Lo scontro tra Governo e istituzioni sportive è ormai giunto ai massimi livelli. Dopo la voce grossa della Lega Calcio e le dichiarazioni dellAIC, ora parla di nuovo Gravina, presidente della FIGC.

Il comandante in capo della federazione, dopo aver sottolineato, nelle scorse settimane, che non sarebbe stato lui il “becchino del calcio“, ha rincarato la dose, dichiarando:

Io sto tutelando gli interessi di tutti, vi immaginate quanti contenziosi ci saranno in caso di blocco? Tutti lo invocano, lo faccia il Governo, io rispetterò le regole. ll piano B in caso di stop definitivo del calcio? Il mio senso di responsabilità mi porta ad avere un piano B, C, D. Ma se esso deve far rima con ‘è finita’ dico che, finché sarò Presidente della FIGC, non firmerò mai per il blocco dei campionati, perché sarebbe la morte del calcio italiano.

La posizione di Gravina è quindi chiara e precisa, quella del Governo continua invece a vacillare. Il ministro dello sport, Spadafora, continua a non assumersi responsabilità, rimanda sempre tutto e ripone la questione nelle mani di altri (che poi nelle mani di chi se è lui che comanda).

Un continuo rimandare che ovviamente fa infuriare un po’ tutti, e giustamente dobbiamo dire, perché se non c’è chiarezza da parte di chi governa, come si fa? Ad ogni modo la Federazione ha calcolato i danni economici ai quali si andrebbe incontro in caso di stop definitivo: 700-800 milioni in caso di mancata ripresa, 300 milioni in caso di ripresa a porte chiuse.

FIGC
Gabriele Gravina, presidente FIGC

Gravina-Spadafora: è scontro. Il Governo dice sempre le stesse cose

Dal canto suo, come detto sopra, il ministro Spadafora continua a non prendere una posizione e a ripetere sempre le stesse cose. A cosa serve lasciare spiragli se i medici hanno già fatto capire che non ci sono le condizioni necessarie per riprendere?

Questa è una domanda che noi ci poniamo da tempo, ma tant’è. Ad ogni modo, il ministro dello sport, rispondendo alle polemiche sollevate da FIGC, Lega Calcio e AIC ha dichiarato:

Il ministro per le politiche giovanili e lo sport del governo italiano, Vincenzo Spadafora (foto da: youtube.com)

In questi giorni il Comitato tecnico scientifico sta incontrando le varie componenti del mondo del calcio, non solo la FIGC, per avere approfondimenti sul protocollo presentato. Se verrà trovata una sintesi tra il Comitato e la Federcalcio gli allenamenti potranno riprendere e questo avrà una ricaduta positiva anche sulla possibile ripartenza del campionato. Viceversa sarà il governo a decretare, per motivi di evidente emergenza sanitaria, la chiusura del campionato anche creando, nei limiti del possibile, le condizioni affinché il mondo del calcio paghi meno danni possibile. In questo secondo caso ci assumeremmo noi le responsabilità della decisione. Bisogna lanciare un appello anche alla Serie A per finire qui polemiche e scontri, perché il calcio deve essere anche in questo momento un simbolo di leggerezza, passione e gioco.

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Nicola Patrissi

Informazioni sull'autore
Maturità scientifica. Laurea in Lettere e Filosofia (Indirizzo moderno). Appassionato di scrittura, fotografia e calcio.
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