Giro d’Italia 2021: Van der Hoorn vince in fuga la Biella-Canale

Taco Van der Hoorn vince la Biella-Canale, terza tappa del Giro d’Italia 2021. L’olandese dell’Intermarché ha dominato la fuga di giornata sin dall’inizio, resistendo sino alla linea del traguardo. Prima vittoria per la Intermarché in un grande giro.

Taco Van der Horne fa l’impresa: l’olandese della Intermarché vince, in fuga, la Biella-Canale, terza frazione del Giro d’Italia 2021 (190 Km di tappa). Van der Horne si è staccato dal plotone sin dai primi chilometri e ha dato vita alla fuga di giornata insieme ad altri otto corridori, tra cui gli italiani Samuele Zoccarato (Bardiani CSF), Vincenzo Albanese e Samuele Rivi (Eolo-Kometa).

Van der Hoorn ha mostrato grande resistenza. La sua pedalata è stata fluida anche sullo strappetto finale di Occhietti, 300 metri che avreebbero potuto togliergli ossigeno alle gambe. Mentre gli altri suoi compagni di avventura si staccavano mano mano, riassorbiti dal plotone, lui ha proseguito imperterrito la propria azione, affrontando da solo il rettilineo finale che lo ha portato al traguardo in lacrime, con le braccia alzate a liberare tutta la sua gioia.

Non in molti avevano pronosticato il successo della fuga, puntando maggiormente su una volata di gruppo, magari con l’acuto finale di qualche uomo di classifica. Nessuno dei favoriti si è mosso per tempo, invece, facendo sì che il gruppetto di fuggitivi potesse transitare quasi interamente compatto sui tre GPM di giornata.

Dopo l’ascesa di Manera (5,4 Km al 5,4% medio di pendenza), rimangono cinque corridori al comando. Tra questi, il nostro Vincenzo Albanese, capace di conservare la maglia azzurra da scalatore conquistando le due cime precedenti di Piancanelli (7,6 Km al 4,8% di media) e Castino (4,9 Km al 5,2% di media).

Con il passare dei chilometri il gruppetto dei battistrada si è fisiologicamente sfaldato, tanto che sono rimasti soltanto in tre, Zoccarato, Van der Horne e Pellaud a fare l’andatura. Il corridore italiano ha perso contatto sulla salita di Guarene (2,6 Km al 7,1% di pendenza media), lasciando soli al comando l’elvetico e l’olandese.

Zoccarato, riassorbito da Gallopin (AG2R) e Ciccone (UAE), riemersi dal gruppo, si è messo dunque all’inseguimento dei due battistrada. Il vantaggio della fuga, rimasto stabile intorno ai 4 minuti, si è andato assottigliando fino a scendere intorno ai 30 secondi all’inizio della salita che ha portato ad Occhetti, ultimo strappetto di giornata lungo circa mezzo chilometro. Lì Van der Hoorn ha fatto la differenza, staccando Pellaud di circa mezzo minuto.

Lo svizzero è stato ripreso proprio ad Occhetti da Ciccone e Gallopin, mentre Van der Hoorn si involava da solo verso le fatiche finali. L’olandese resiste, si volta ai 500 metri, e vede che nessuno può raggiungerlo. Sono lacrime di gioia quelle che accompagnano il suo arrivo al traguardo, per la prima vittoria in un grande giro.

Dietro di lui, regola la volata di gruppo Davide Cimolai (Israel), con Sagan e Gaviria unici uomini di classifica nella top 10. La maglia rosa, che oggi festeggia i novanta anni dalla sua nascita, rimane sulle spalle di Filippo Ganna, l’altra “locomotiva umana”, degno erede di quel Learco Guerra che per primo indossò l’iconico riconoscimento. Domani tappa da Sestola a Piacenza, prima tappa un po’ più impegnativa che strizza l’occhio agli uomini di classifica.

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