Gasperini, Gattuso e la polemica contro gli arbitri: errori contro le italiane in Champions e Europa League

Bilancio totalmente negativo per le italiane impegnate nei match in Champions ed Europa League e non solo per gli scarsi risultati. Gli allenatori recriminano per vari episodi a sfavore e si sfogano in conferenza.

Settimana europea totalmente indigesta per le squadre italiane impegnate nelle due competizioni ufficiali della UEFA.

Il bilancio delle vittorie è disastroso con solo la Roma che è riuscita ad uscire vincente in entrambi i confronti contro lo Sporting Braga ed è l’unica squadra che è riuscita realmente a convincere in campo internazionale.

L’Europa League ha portato alle italiane il magro bottino di 3 vittorie che si impoverisce se consideriamo la vittoria del Napoli contro il Granada che è risultata inutile ai fini della qualificazione dei partenopei. Il Milan passa il turno pareggiando entrambi gli scontri e appellandosi al fattore “gol fuori casa” e a tanta fortuna, mentre in Champions il bilancio è ben peggiore.

3 sconfitte su 3 per le nostre rappresentanti nel torneo più ambito d’Europa e il grande timore di vedere Juve, Lazio e Atalanta uscire contemporaneamente nella prematura fase degli ottavi di finale.

Eppure, la colpa non è solo da imputare nelle scarse prestazioni dei club, ma anche ad episodi molto dubbi che hanno penalizzato le squadre di Serie A, tanto da scatenare l’ira degli allenatori. Ma andiamo ad analizzare quali sono gli episodi incriminati.

Durante il primo match, in ordine cronologico, di una squadra italiana nelle fasi eliminatorie di UEFA Champions League, la Juventus ha sfidato il Porto all’Estadio do Dragao, perdendo 2-1. I bianconeri sono stati autori di una prestazione pessima e inspiegabile ma, al tempo stesso, hanno recriminato per un contatto in area di rigore che ha visto coinvolto Cristiano Ronaldo. L’arbitro, però, ha preferito fischiare la fine della partita senza intervenire.

Cristiano sembra già scivolare prima del contatto, ma l’episodio è quantomeno da rivedere al VAR e con più angolazioni per capire meglio. Andrea Pirlo tuona in conferenza dicendo che l’arbitro ha spiegato di non aver voluto andare a vedere il contatto perché la partita era a pochi secondi dalla fine e ha preferito fischiare la fine.

Se questa è l’interpretazione del direttore di gara ci ritroveremmo in una situazione paradossale e di sicuro non favorevole ai bianconeri.

Una settimana dopo, il Bayern Monaco vince, con pieno merito, in casa della Lazio per 4-1, ma, durate l’1-0, Milinkovic Savic viene atterrato in maniera plateale in area di rigore. Inutile fare altri discorsi: rigore solare… meno che per l’arbitro.

Simone Inzaghi in conferenza non parla troppo del torto subito, ma resta l’enorme sorpresa di come quest’episodio sia passato inosservato in sala VAR.

Il giorno dopo ecco l’episodio più penalizzante e clamoroso. L’Atalanta gioca un match di tutto rispetto contro un Real Madrid abbastanza sbiadito che però vince, fuoricasa, grazie al gol di Mendy. Al 17′ Freuler stende Mendy in maniera certamente scomposta e sanzionabile da punizione e cartellino. Il problema è il colore del cartellino che estrae l’arbitro, ovvero il rosso. Il giudizio è fin troppo eccessivo considerando la posizione di cambio e il fatto che non vigeva la regola dell’ultimo uomo.

L’episodio, avvenuto ad inizio partita, penalizza enormemente l’Atalanta e il VAR non interviene nel cambiare la decisione.

Gasperini, in conferenza, è una furia. Il mister atalantino parla di suicidio per il calcio, partita condizionata e arbitri inadatti. Avrebbe molte più cose da dire ma si ferma “perché la UEFA mi squalificherebbe”. Il succo, condivisibile, del discorso è: come fanno ad esserci errori così grossolani con il VAR? Episodi così non fanno pensare solo alla malasorte, ma anche a un premeditato favoritismo e gli arbitri, per il loro bene, dovrebbero evitare di inculcare questo pensiero agli appassionati.

L’ultimo episodio riguarda la partita di Europa League tra Napoli e Granada. Gli azzurri vincono 2-1, ma non basta, eppure Gattuso non si capacita della gestione dei cartellini e della partita dei direttori di gara.

Manca un giallo a Montoro nel primo tempo, successivamente sarà ammonito in un fallo che avrebbe potuto sancire il doppio cartellino e dunque il rosso. La partita si gioca a spezzoni e con enormi perdite di tempo, mai sanzionate, se non alla fine, dall’arbitro.

Gattuso è chiarissimo: manca rispetto per le italiane e ciò che il Granada ha fatto in campo non è stato minimamente giusto.

4 episodi che hanno sancito 3 sconfitte e una eliminazione. Gli episodi non rappresentano un’alibi sufficiente, specie nel caso di Juventus e Napoli, ma queste ripetute scelte sbagliate, nei confronti del calcio italiano, fanno male allo sport.

Il VAR è uno strumento di grande potenza, ma finché la linea generale darà ancora massimo potere all’arbitro designato che, essendo umano, può sbagliare, le polemiche non finiranno mai.

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