F1 GP Sakhir 2020, Analisi Gara: Perez, gioia inattesa. Mercedes pasticciona

L’analisi di un weekend particolare e ricco di emozioni, segnato dalla vittoria del messicano e dalla gran prova di Russell, vanificata dagli errori del box Mercedes

Sul particolarissimo (e per tanti dimenticabile) Outer Circuit, teatro del Gran Premio del Sakhir, penultima prova del Mondiale 2020, abbiamo assistito ad una gara decisamente movimentata, soprattutto nell’ultimo terzo, provocando un risultato totalmente a sorpresa. A vincere, ricompensandolo in un colpo solo di non poche sfortune, è stato un grande Sergio Perez, con la sua (ancora per una settimana) Racing Point a festeggiare un clamoroso doppio podio, con Lance Stroll 3°. In mezzo altra novità, con il primo podio di Esteban Ocon.

Nel bene e nel male, poi, a segnare la seconda domenica di fila in Bahrain è stata la Mercedes. Nel bene con le grandi prestazioni di George Russell, subito a suo agio sulla W11 tanto da rischiare seriamente (e con ampio merito) di battere un sempre più frastornato Valtteri Bottas, prima che un fantozziano box Mercedes non buttasse tutto al vento. Da dimenticare, come da previsioni, la domenica della Ferrari: mentre Charles Leclerc cestina ogni chance con l’incidente del primo giro, in seguito al quale esce anche Max Verstappen, Sebastian Vettel chiude inerme e lontanissimo (12°).

La gioia di Sergio Perez, vincitore a sorpresa del GP del Sakhir (foto da: twitter.com/F1)

RACING POINT, DOMENICA DA SOGNO: PEREZ VINCE, STROLL 3°

La notte del Bahrain, del GP del Sakhir, regala un sogno a Sergio Perez e a tutto il Messico. A 50 anni, 6 mesi e 15 giorni dalla seconda ed ultima vittoria di Pedro Rodriguez nel Gran Premio del Belgio 1970, un messicano è tornato sul gradino più alto del podio, al termine di una gara da montagne russe. Partito molto bene dalla quinta piazzola, Checo approccia a curva 4 in 3° posizione, ma viene centrato da Leclerc; finito in testacoda, Perez deve rientrare ai box, ripartendo in 18° ed ultima posizione (passando subito dalle soft alle medium).

Il momento nel quale Perez taglia da vincitore il traguardo del GP del Sakhir, festeggiato dagli uomini Racing Point, e non solo… (foto da: twitter.com/RacingPointF1)

Mentre davanti i riflettori se li prende tutti Russell, il #11 comincia a costruire la sua rimonta; dopo soli 5 giri dalla ripartenza dalla Safety Car è già ai margini della zona punti (11°), entrandovi al giro 20 dopo aver passato Norris. In seguito alla prima girandola di cambi gomme, Perez risale fino alla 3° posizione, mentre ai -40 dalla fine effettua il secondo pit, montando le hard. Tornato in 9° posizione, Perez ci mette poco a tornare in zona podio, alle spalle delle due Mercedes. E quando nel box del team anglo-tedesco si scatena il caos, il nostro è lì pronto a cogliere l’occasione, passando al comando della gara.

Da lì in poi Perez, ben coadiuvato dalla sua RP20, resta glaciale, anche quando Russell, in rimonta furiosa, torna in 2° posizione. Segno che l’inglese non avrebbe avuto vita facilissima con il messicano, è il fatto che dal giro 73 (quando Russell si porta al 2° posto) al giro 78 (quando rientra ai box per la foratura), il gap tra i due passa da 3.424 a 2.347. Detto ciò, con George fuori dai giochi, Checo ha avuto via libera verso una gioia tanto inattesa quanto speciale e meritata, che lo vede tra l’altro ad un passo da un clamoroso 4° posto nella Classifica Piloti, avendo Ricciardo, unico a poterlo ancora impensierire, staccato di 13 lunghezze (125 a 112).

Giorno di festa in casa Racing Point. Oltre a Perez, vincitore, sul podio è salito anche Lance Stroll (foto da: twitter.com/RacingPointF1)

Merita una menzione anche Lance Stroll, che porta a casa il terzo podio in carriera. Dopo aver sofferto all’inizio tra le due AlphaTauri, il canadese riesce a prolungare tanto il primo stint con le soft, fermandosi al giro 42 e passando alle medium. Dopo esser stato passato dal compagno di box, gli eventi di cui sopra lo issano in 3° posizione; pur vicino ad Ocon, Stroll non riesce mai ad impensierirlo ma, allo stesso tempo, riesce a tener dietro Sainz, difendendo un risultato che, sommato alla vittoria di Perez, proietta la Racing Point verso il 3° posto Costruttori. Ad una gara dal termine, il team di Silverstone vanta 194 punti, +10 sulla McLaren e +22 sulla Renault.

MERCEDES, CHE DISASTRO! MA QUEL RUSSELL CHE UMILIA BOTTAS…

La Mercedes ha rasentato la perfezione negli ultimi sette anni; d’altronde, non si vincono 14 titoli mondiali per caso. Certo è che in Mercedes, quelle rare volte che sbagliano, tendono sempre a farlo in grande stile. Il pasticcio combinato al giro 63 entra di diritto nella galleria dei peggiori pit degli ultimi anni. Eppure, prima di quel momento tutto sembrava apparecchiato per una nuova doppietta, soprattutto con Verstappen subito ko. Il grande protagonista, però, non è stato Valtteri Bottas, che già l’aveva sfangata in qualifica per soli 26 millesimi; al contrario, a prendersi tutte le luci della ribalta era stato proprio George Russell.

Il sostituto di Re Lewis, allettato dal COVID-19 (a proposito, auguri di pronta guarigione al Campione inglese), ci ha messo davvero un nonnulla per prendere confidenza con quel mostro di prestazione che è la W11, mettendo subito in imbarazzo il #77. E in gara per Valtteri è andata anche peggio. Dallo start balbettante ad una ripartenza ‘pisolante’ dopo la prima Safety Car, il finlandese ha da subito patito il confronto con George che, quindi, legittima la prima posizione con un passo gara monstre, ‘alla Hamilton’ potremmo dire, al punto che dopo quella che sarebbe dovuta essere l’unica sosta si ritrova con 8.5 secondi di vantaggio sul compagno di box.

Le monoposto, schierate sulla griglia di partenza del GP del Sakhir. Subito dopo, in curva 1, George Russell avrebbe superato Valtteri Bottas, scattato dalla pole (foto da: youtube.com)

Passati alla hard, e punto nell’orgoglio, Valtteri comincia a recuperare e, grazie anche alla VSC causata dal ritiro di Latifi, rosicchia quasi 4″ al compagno di squadra. E arriviamo al momento incriminato quando, a causa dell’ala anteriore persa dall’altra Williams di Aitken, Masi manda in pista la Safety Car. In Mercedes decidono per un doppio pit stop, contando sui 5″ che in quel momento dividevano i due. Ma il box Campione del Mondo va totalmente nel pallone: a Russell vengono montati gli pneumatici riservati a Bottas, costringendo così l’inglese ad un ritorno ai box immediato per evitare l’ulteriore beffa di una penalità; fantozziano è quello che succede al finlandese, con meccanici ancor più confusi e pneumatici introvabili, al punto che il #77, dopo quasi 30″, viene rimandato in pista con le stesse hard che aveva al momento del pit.

I due si ritrovano in 4° e 5° posizione, ma invertiti; situazione che dura poco, dato che Russell rifila un altro cazzotto a Bottas, con un gran sorpasso in curva 7. Mentre man mano Valtteri crolla, attaccato da tutte le parti, George prova a ricostruire la sua gara; passando anche Stroll ed Ocon risale in 2° posizione, mettendo nel mirino anche il leader Perez. Tornato di forza il favorito per la vittoria, la sfiga purtroppo torna a colpirlo, sotto forma di una foratura lenta alla posteriore sinistra, che lo costringe ancora ai box.

Il momento del disastroso doppio pit della Mercedes, che è costato a Russell una meritata prima vittoria in carriera (foto da: youtube.com)

Pieno di rabbia agonistica ma a testa bassa, Russell va almeno a caccia dei primi punti in carriera, che arrivano con il 9° posto finale e il suo primo giro record in carriera. Ben poca cosa rispetto a quanto si stava profilando, è vero; ma comunque è un qualcosa. Più in generale, e in attesa della controprova ad Abu Dhabi (dato che difficilmente Lewis ci sarà), Russell ha dimostrato di poterci stare a quei livelli, corroborando le voci che lo danno come possibile, futuro Campione del Mondo. Dall’altro lato, invece, ne esce una volta di più con le ossa rotte Bottas che, non ce ne voglia, ma ha dato una dimostrazione di inadeguatezza come peggio non avrebbe potuto.

RED BULL, VERSTAPPEN SUBITO FUORI. ALBON DELUDE

Lascia il Bahrain sostanzialmente con le pive nel sacco anche la Red Bull. Tanti rimpianti per Max Verstappen che, da rivale più accreditato delle Mercedes, ha visto la sua gara terminare contro le barriere esterne di curva 4 nel corso del primo giro. Grossa delusione per Alexander Albon. Dopo l’eliminazione in Q2 del sabato, l’anglo-thailandese ha faticato a rimontare, anche a causa di una mancanza di velocità di punta della RB16 in rettilineo, da lui lamentata a più riprese. Fatto sta che non sono bastate nemmeno le soft nuove nello stint finale per andare oltre la 6° posizione. Un risultato che, con Verstappen e Leclerc out e le Mercedes azzoppate, è semplicemente troppo poco. E con un Perez così…

Charles Leclerc e Max Verstappen nella via di fuga di curva 4 (foto da: youtube.com)

RENAULT, GIOIA OCON. MCLAREN, SAINZ SFIORA LA TOP-3

Un altro volto sorridente al Sakhir è quello di Esteban Ocon. Il pilota della Renault, alla partenza #66 in carriera, coglie l’agognato primo podio (terzo stagionale per la Renault), che va a nobilitare una stagione che finora lo aveva visto al meglio con il 5° posto di Spa. Un Ocon giustamente al settimo cielo: “… una sensazione fantastica. È stato incredibile e quando ho tagliato il traguardo ho dato sfogo a tutte le mie emozioni. Ho pianto e sono orgoglioso di dirlo. Ricorderò per tutta la vita il momento in cui ho tagliato il traguardo“.

Tutta la soddisfazione di Esteban Ocon, che domenica ha colto il primo podio in carriera (foto da: twitter.com/OconEsteban)

Si morde le mani, al contrario, Carlos Sainz che, dopo un’ottima partenza, con tanto di attacco a Bottas, lotta, si sbatte ed assapora un podio che, però, sfugge per la miseria di 711 millesimi, dopo aver pressato Stroll per l’ultima dozzina di giri. A punti anche i rispettivi compagni di box. Buon 5° posto per Daniel Ricciardo, anche se pure lui con qualche rimpianto; più complicata la gara di Lando Norris, che alla fine strappa un punticino (10°).

FERRARI, STENDIAMO UN VELO PIETOSO…

Come ampiamente prevedibile, purtroppo, la Ferrari ha patito le pene dell’inferno sull’inedito layout del Sakhir, producendosi in una prestazione totalmente incolore. Se Sebastian Vettel, dalla sua 13° posizione di partenza, sinceramente poco aveva da sperare, e infatti chiude 12° dopo esser stato praticamente inerme con tutti gli avversari che non fossero Alfa Romeo, Haas e Williams, senza contare gli ennesimi pit lenti e/o con problemi, molto di più ci si aspettava da Charles Leclerc, autore di un giro in Q3 da stropicciarsi gli occhi. Una di quelle prestazioni sul giro secco che vengono fuori una volta ogni tanto, dove il pilota riesce ad estrarre il 110% da se stesso e dalla monoposto.

Sebastian Vettel, durante la gara di domenica. Per la Ferrari c’è stato ben poco da salvare dal GP del Sakhir (foto da: twitter.com/ScuderiaFerrari)

Qualificare al 4° posto e a 236 millesimi dalla pole una macchina come la SF1000 su una pista del genere, equivale quasi ad un miracolo sportivo. Peccato per quanto successo in curva 4: Charles prova ad affondare la staccata su Verstappen, ma si accorge tardi di Perez, speronandolo e danneggiando irrimediabilmente la sospensione anteriore sinistra. Gara finita lì, come le speranze della Scuderia di migliorare la 6° posizione nel Costruttori. Ah, come se non bastasse, dopo la gara Charles si è visto appioppare tre posizioni di penalità in griglia ad Abu Dhabi per quanto accaduto al primo giro.

GLI ALTRI: KVYAT TIENE IN ALTO L’ALPHATAURI

Si conferma in zona punti l’AlphaTauri che, dopo il 6° posto di Pierre Gasly nel GP del Bahrain, può sorridere grazie al 7° posto di un buon Daniil Kvyat; il francese, invece, perde la zona punti negli ultimi chilometri, finendo 11°. Chance nulle o quasi, come da attese, per Alfa Romeo, senza punti per la terza gara di fila, con Antonio Giovinazzi e Kimi Raikkonen (in testacoda nel primo giro) rispettivamente 13° e 14°, e per la Haas, a secco per la quinta gara, con Kevin Magnussen 15° e il debuttante Pietro Fittipaldi 17°. Nulla da fare anche per la Williams: out Nicholas Latifi (perdita d’olio), mentre Jack Aitken termina il suo debutto nella massima serie al 16° posto, con tanto di testacoda e toccata contro le barriere in uscita dall’ultima curva, provocando la seconda Safety Car.

Daniil Kvyat, autore di una prestazione positiva nel GP del Sakhir, terminato in 7° posizione (foto da: twitter.com/AlphaTauriF1)

Ora il Circus si sposterà ad Abu Dhabi, per l’ultima gara di questo lungo e tribolato 2020.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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