F1 Malesia 2017, la gioia di Verstappen: “Che soddisfazione dopo una stagione difficile”

Finora, Max Verstappen aveva vissuto un’annata sicuramente difficile, sotto le attese della vigilia, costellata di errori e ritiri, tanti, ben 7 in 14 gare. A Sepang, però, il giorno dopo aver compiuto 20 anni, l’olandese raddrizza la sua stagione, centrando una bellissima vittoria, la seconda della sua triennale carriera, superando Hamilton in avvio e controllando bene nel prosieguo. Un risultato che esalta Verstappen, tessendo le lodi di una RB13 che stavolta non l’ha tradito.

Max Verstappen, vincitore del Gran Premio di Malesia 2017, subito dopo il sorpasso decisivo ai danni di Lewis Hamilton (foto da: bluewin.ch)

La mia monoposto si è dimostrata forte sin dal via e ho notato subito che in trazione Hamilton aveva difficoltà. Ho preparato il sorpasso in curva 1 con grande attenzione, accelerando bene in uscita dall’ultima curva” – ha commentato a caldo il pilota Red Bull – “Da lì in poi il passo è stato fantastico. Una gara praticamente perfetta. Viste le difficoltà avute in questa stagione, questo successo è molto emozionante ed importante. Essendo fuori dalla lotta per il titolo, non avevo nulla da perdere e ho sfruttato l’occasione. Il team mi diceva via radio che potevo spingere quanto volevo e l’ho fatto. Tutto è andato molto bene“.

Fisicamente questo è un appuntamento molto impegnativo, ma ammetto che non mi sono preoccupato più di tanto. Inizialmente temevo che Hamilton mi ripassasse utilizzando il DRS e la sua maggior velocità di punta. Fortunatamente sono riuscito ad allungare ed è stata una vittoria anche semplice da conquistare” – continua Verstappen – “E’ una vittoria speciale, che dedico alla mia famiglia e a mio padre in particolare. Quando ha smesso di correre ha concentrato tutti i suoi sforzi su di me per farmi crescere e se oggi sono diventato così forte è per merito suo“.

Verstappen, infine, non si risparmia nelle ormai consuete frecciate a Sebastian Vettel, preso di mira prima per il contatto con Stroll a gara finita (“Non avevo mai visto nulla di simile, certamente nel giro di rientro ai box bisogna rallentare e fare attenzione a non rovinare l’auto. Evidentemente qualcuno si è dimenticato tutto ciò“), poi per il fatto di mettere nomi femminili alle sue monoposto (“Considero la mia macchina un Principe, un vero e proprio maschio, non come altri che le danno i soprannomi di Principessa o altre donne. Il mio Principe ora può lottare con Mercedes e Ferrari“).

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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