F1 GP Spagna 2020, le pagelle: Hamilton dominatore incontrastato, Verstappen c’è. Ferrari sempre più giù

I promossi e i bocciati del weekend del Montmelò, che ha visto la vittoria in carrozza di Hamilton, su Verstappen e Bottas, e una Ferrari sempre più in crisi

Un’altra domenica di noioso e ‘quasi’ incontrastato dominio delle Frecce Nere (ex d’Argento). Questo è stato il Gran Premio di Spagna 2020, con un Lewis Hamilton ancora una volta in versione cannibale, imprendibile per un Max Verstappen che comunque ci prova sempre e per un Valtteri Bottas piccolo piccolo. Il tutto mentre la Racing Point si conferma terza forza e la Ferrari continua ad arrancare come peggio non si potrebbe. Passiamo adesso a dare i voti del Montmelò.

Mercedes Voto 10 – Altro giro, altra gara, altro dominio. Non ce n’è per nessuno stavolta, non c’è caldo che tenga. A Brackley dimostrano di aver già ampiamente assimilato la lezione di Silverstone e a Barcellona la W11 torna, almeno in mano a Lewis Hamilton (Voto 10), uno schiacciasassi inesorabile. Il britannico, che al sabato regala la pole #100 dell’era ibrida alla Mercedes (su 127 GP), comanda dall’inizio alla fine, fiaccando già nel primo stint le velleità di Max Verstappen, e portando a casa la vittoria #88 (-3 dal record di Michael Schmacher).

Il podio del Gran Premio di Spagna 2020 (foto da: twitter.com/pirellisport)

Valtteri Bottas (Voto 5) riesce soltanto ad evitare il Grand Chelem al compagno di box, realizzando il giro record; ma è una consolazione davvero di poco conto. Partito malissimo, il finlandese non è poi mai riuscito nemmeno lontanamente ad impensierire la Red Bull #33, finendo per accontentarsi di un 3° posto che è davvero troppo poco per sperare di mettere pressione a Lewis.

Red Bull Voto 6.5 – Dopo la vittoria a sorpresa nel GP del 70° Anniversario a Silverstone, a Milton Keynes si aspettavano di essere più vicini alla Mercedes, quantomeno di poter sfruttare a proprio vantaggio, come una settimana fa, la miglior resa degli pneumatici sulla RB16. Tutto ciò, però, è rimasto soltanto sulla carta. Max Verstappen (Voto 8.5), dopo aver di nuovo beccato suo malgrado un pesante distacco in qualifica (7 decimi a questo giro), in gara fa ancora una volta il massimo, partendo benissimo ed installandosi subito in 2° posizione.

Vero, con Hamilton non c’è stata la benché minima chance di metterlo in difficoltà; ma almeno è arrivata la soddisfazione di impedire ancora una volta la doppietta alla Mercedes, precedendo senza particolari affanni Bottas e conquistando il quinto podio di fila. Gara molto più complicata per Alexander Albon (Voto 5), che non concretizza una buona qualifica chiudendo la gara solo all’8° posto e, al solito, ad un’eternità da Verstappen. C’è anche da dire, però, che la strategia ad una sosta, montando la hard dopo quello che sarebbe dovuto essere l’unico pit, non ha per nulla funzionato con lui.

Ferrari Voto 2 – Ormai parlare di Ferrari è come sparare sulla Croce Rossa. Una gara lineare come quella vissuta ieri a Barcellona ha messo a nudo tutte le criticità del progetto SF1000, deficitario sotto ogni aspetto, anche telaistico-aerodinamico, oltre che di propulsore. Sebastian Vettel (Voto 8) ottiene un 7° posto che, vista la situazione attuale, vale quasi come un podio; ed è tutto dire, visto il gap pagato dal vincitore (doppiato, praticamente 2 minuti) e la sfiga delle Qualifiche. Seb gestisce davvero bene una strategia ad una sola sosta complicata da portare fino in fondo, soprattutto se ci si mette anche (e come al solito) un muretto che sembra dormire e quasi abbandonarlo a se stesso.

Il team radio con Adami intorno al giro 48, con il tedesco che sfancula la squadra per averlo prima indotto a spingere a fondo, per poi chiedergli se andare fino alla fine con delle soft che alla fine assommeranno la bellezza di 36 giri, entra dritto in una galleria degli orrori che purtroppo promette di rimpinguarsi nel prossimo futuro. Unica, piccola consolazione per Seb l’esser diventato il secondo pilota di sempre a sfondare quota 3.000 punti (3.001). Poco da dire per Charles Leclerc (Voto 6 di stima). Il monegasco, al solito, lotta e si danna l’anima, prima che un problema elettrico lo costringesse ad un testacoda e al ritiro. Di fronte ad una SF1000 così pietosa, però, anche Charles non può che lasciarsi andare allo sconforto: “Non funziona nulla”, l’emblematica dichiarazione di Leclerc.

Racing Point Voto 7 – Torna a ben figurare il team con sede a Silverstone, occupando come in Qualifica le ultime due posizioni nella top5. Un risultato che ha riportato la ‘pantera rosa’ al 3° posto nel Costruttori. Buon 4° posto per Lance Stroll (Voto 7.5), che replica il suo miglior risultato stagionale, ottenuto in Ungheria. Il canadese è stato autore di una gran partenza, passando in 3° posizione; la sua gara è pulita e senza errori, pur subendo il sorpasso da Sergio Perez (Voto 7) nella seconda parte di gara. Sorpasso restituito dalla penalità, molto discutibile, di 5″ inflitta al messicano per aver ignorato le bandiere blu. In definitiva, però, un buon rientro il suo dopo la pausa forzata causa COVID-19.

McLaren Voto 7- – Terzo doppio arrivo a punti per il team di Woking, che rialza la testa dopo una trasferta di Silverstone al di sotto delle aspettative. Massimizza il risultato Carlos Sainz (Voto 7), che parte 7° ed arriva 6° dopo un GP molto consistente, tra l’altro arrivando a ridosso delle due Racing Point. Più complicata la domenica di Lando Norris (Voto 6), che artiglia un punticino dopo una gara passata a districarsi (o almeno a provare a farlo) nel traffico.

AlphaTauri Voto 6.5 – Prosegue il buon avvio di stagione della scuderia faentina, che chiude nei punti per la terza gara di fila, quinta in totale su sei gare. Buona prestazione di Pierre Gasly (Voto 7), sempre consistente per tutto l’arco del weekend, bravo in partenza nel superare Norris e Leclerc, solido in gara, portando a casa un prezioso 9° tempo. Non è andata così a Daniil Kvyat (Voto 5.5), 12° al termine di una domenica che lo ha visto costantemente in coda al gruppone in lotta per la zona punti.

Renault Voto 4.5 – Gara molto al di sotto delle attese per la Casa della Losanga, trovatasi a faticare tutto il tempo con un passo inesistente e con gli pneumatici. Il team prova la carta dell’unica sosta con entrambi i piloti, allungando molto il primo stint; alla fine, però, la strategia paga ben poco. Daniel Ricciardo (Voto 5.5) finisce ai margini della zona punti; Esteban Ocon (Voto 5.5) conclude poco più indietro (13°), ma almeno anima la sua gara con qualche battaglia.

Alfa Romeo Voto 5.5 – Qualche timidissimo spiraglio di luce per il team di Hinwil, portato soprattutto dal veterano Kimi Raikkonen (Voto 7). Il finlandese, con quel calesse che è la C39, riesce nell’impresa di portarla in Q2, per poi concludere una gara tenace e gagliarda con un 14° posto che non porta punti, ma vale anche solo per il fatto che ci sia stato un solo ritirato. Gara in ombra per Antonio Giovinazzi (Voto 5), che parte 20° e finisce 16°.

Haas e Williams Voto 5 – Weekend da incubo in casa Haas. Partiti molto bene al venerdì, nel team statunitense si sono persi man mano, crollando pesantemente la domenica. Brutta gara per Romain Grosjean (Voto 3), che prima si ripete in una manovra molto pericolosa in difesa, stavolta su Kimi Raikkonen, poi si gira da solo, finendo ultimo. Kevin Magnussen (voto 5.5) è autore di una gara più ordinata, provando la strada dell’unica sosta, con esiti però rivedibili (15°).

Continua a restare a zero punti la Williams. George Russell (Voto 5.5) vive una gara nelle retrovie, provando a lottare con gli altri ma finendo 17°, davanti soltanto al compagno di box e a Grosjean. Nicholas Latifi (Voto 5), a sua volta, termina penultimo, dietro il compagno e a due giri dal vincitore.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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