F1 GP Messico 2016 Anteprima – Previsioni e diretta TV

Ultimo back-to-back della stagione 2016 della Formula 1. Dal Circuit of the Americas di Austin, il Circus sbarca all’Hermanos Rodriguez di Città del Messico, dove questo weekend  i piloti si daranno battaglia (speriamo) per la 18° edizione del Gran Premio del Messico (17° valevole per il Mondiale). Dopo la vittoria di domenica, Hamilton proverà ad andare ancora all’assalto di Rosberg, sperando quantomeno nell’aiuto di qualche avversario (Red Bull soprattutto). Questo perché, come sappiamo, grazie ai 26 punti di vantaggio in classifica, al tedesco può bastare anche arrivare sempre secondo. Ricciardo e Verstappen staranno alla finestra, pronti a sfruttare eventuali occasioni. Più defilata la Ferrari, con Vettel e Raikkonen chiamati all’impresa, anche solo per sperare nel podio.

Lo splendido colpo d'occhio dello stadio al'interno del circuito di Città del Messico (foto da: f1fanatic.co.uk)
Lo splendido colpo d’occhio dello stadio al’interno del circuito di Città del Messico (foto da: f1fanatic.co.uk)

 

 

IL CIRCUITO DI CITTA’ DEL MESSICO 

Situato in un parco nella periferia di Città del Messico, a quota 2.286 m d’altitudine, il circuito Hermanos Rodrìguez (“Magdalena Mixucha” fino al 1972) ha sempre ospitato il GP del Messico, sin dal 1963. Costruito nel 1962, nel corso della sua storia il tracciato ha subito varie modifiche, per un totale di tre disegni abbastanza differenti l’uno dall’altro. Il primo, utilizzato dal 1963 al 1970, misurava esattamente 5 chilometri. Il secondo, approntato per la riapertura del 1986 (e fino al 1992), 4.421 m. Entrambi erano caratterizzati da una parte davvero veloce, seguita da un’altra composta da una serie di curve molto sinuose (“Eses“), terminante in un primo allungo, collegato al lunghissimo rettilineo dei box (1.2 km) dalla famosissima Peraltada, interminabile curvone a destra leggermente sopraelevato, realizzato basandosi sulla Parabolica di Monza. La versione che ha esordito lo scorso anno, se ha mantenuto pressochè invariata la lunghezza della pista (4.304 m, con 17 curve, 10 a destra e 7 a sinistra), ne ha visto il disegno stravolto in più punti, a partire dalle esse veloci, rese molto meno sinuose e più filanti. La modifica che più ha fatto storcere il naso ad appassionati e piloti, ovviamente, è stata quella che ha deturpato la Peraltada, della quale viene utilizzata solo la seconda metà, sostituita da una sezione lenta all’interno dello stadio di baseball presente all’interno e costruito dopo il 1970. Ma andiamo a percorrere un giro del circuito.

L'attuale layout dell'Hermanos Rodriguez (foto da: makformula1.blogspot.com)
L’attuale layout dell’Hermanos Rodriguez (foto da: makformula1.blogspot.com)

 

Al termine del lungo rettilineo di partenza/arrivo, i piloti affrontano la sezione un tempo nota con il nome “Eses Moises Solana“, un destra-sinistra-destra che dovrebbe risultare alquanto impegnativo per piloti e monoposto. Dopo un ulteriore rettilineo, si arriva alle curve 4 e 5 (ex “Ese del Lago“), un sinistra-destra con entrambe le pieghe a 90°; dopo una breve accelerazione, si affronta un secco tornante a destra (curva 6). In uscita, i piloti si lanciano verso un tratto interessante della pista, ovvero le curve 7-8-9-10-11, una serie di esse comunque meno complicate rispetto alle originarie. Dopo un altro tratto in rettilineo, i piloti giungono alla staccata di curva 12 (a destra), superata la quale entrano nello stadio da baseball, dov’è piazzata una sezione lenta, formata dalle curve 13 (a gomito a sinistra) e 14-15 (chicane destra-sinistra). Passati sotto la tribuna, la curva 16, a destra, immette su quel che resta della Peraltada, adesso intitolata a Nigel Mansell, dopo la quale si torna sul rettilineo dei box.

F1 GP Messico: un giro all’Hermanos Rodriguez con Nico Rosberg

https://youtu.be/liq73xHPMwY

 

ORARI E DIRETTA TV GP MESSICO 

Il Gran Premio del Messico 2016 sarà visibile sia su Sky Sport F1 HD che in chiaro sulle reti Rai. 

PROGRAMMAZIONE SKY SPORT F1 HD GP MESSICO 

Venerdì 28/10/2016 

Prove Libere 1 17:00 – 18:30 

Prove Libere 2 21:00 – 22:30 

Sabato 29/10/2016 

Prove Libere 3 17:00 – 18:00 

Qualifiche 20:00 

Domenica 30/10/2016 

Gara 20:00 

PROGRAMMAZIONE RAI GP MESSICO 

Venerdì 28/10/2016 

Prove Libere 1 17:00 – 18:30 Rai Sport 1 

Prove Libere 2 21:00 – 22:30 Rai Sport 1 

Sabato 29/10/2016 

Prove Libere 3 17:00 – 18:00 Rai Sport 1 

Qualifiche 20:00 Rai 2 

Domenica 30/10/2016 

Gara 20:00 Rai 1 

 

PRONOSTICO GP MESSICO 

La volata verso l’assegnazione del titolo 2016 è ormai entrata nel vivo. Lewis Hamilton, almeno nel weekend di Austin, è tornato quello che meglio conosciamo, aggressivo, super veloce, poco incline all’errore e capace di dominare la gara dall’inizio alla fine, dopo aver ottenuto la pole al sabato, con tanto di record della pista. Tutto diverso rispetto alla copia opaca delle settimane precedenti, capace si di qualche guizzo dei suoi, ma nervosa e pasticciona (oltre che sfigata, come a Sepang), per larghi tratti inferiore a Rosberg. Ne sono certo, Lewis arriva in Messico con tutta l’intenzione di replicare quanto fatto al COTA. E non potrebbe essere altrimenti. Nico, che ha corso quasi al risparmio in Texas, pensando più che altro a non prendere rischi, conta sempre sul fatto che, anche in caso di tre vittorie di Hamilton da Città del Messico ad Abu Dhabi, gli bastano tre 2° posti per fregiarsi dell’alloro iridato. A voler essere pignoli, il tedesco potrebbe chiudere il discorso già domenica, nel caso dovesse vincere e Lewis non fare meglio di 10°; in questo caso, con 50 punti eventuali di margine, Nico potrebbe anche non partecipare alle ultime due gare, vantando in ogni caso più vittorie dell’inglese. Lasciando da parte tutto, comunque, la sensazione è che, di fronte ad un Hamilton senza nulla da perdere, Rosberg debba fare molta attenzione a voler gestire troppo la situazione, convenendogli di più, nei limiti, correre senza fare ragionamenti di classifica.

Hamilton e Rosberg, uno di fianco all'altro, ad Austin (foto da: f1fanatic.co.uk/STUDIO COLOMBO)
Hamilton e Rosberg, uno di fianco all’altro, ad Austin (foto da: f1fanatic.co.uk/STUDIO COLOMBO)

 

Come sempre quest’anno, alle spalle delle W07 ci sono Red Bull e Ferrari. In rigoroso ordine. Il team anglo-austriaco, messo ormai in cassaforte il 2° posto nei Costruttori, cercherà di essere il più vicino possibile alle Mercedes, per sfruttare ogni spiraglio possibile che possa consentire di portare a più di un 3° posto. Ricciardo vorrà di certo dare continuità alla sua ottima seconda fase di stagione, che lo ha visto finire sul podio 5 volte su 7 gare dopo la pausa estiva. Max Verstappen, dal canto suo, farà di tutto per cancellare un GP degli Stati Uniti non memorabile. La Ferrari, invece, dovrà fare di necessità virtù, ovvero cercare di esprimersi al meglio delle (attualmente scarse) possibilità, sperando in qualche colpo di fortuna per raggiungere un podio diventato, ormai, quasi una chimera (uno solo nelle ultime nove). Lo scorso anno, probabilmente, il Gran Premio del Messico fu il peggiore della stagione per il team di Maranello, con Raikkonen buttato fuori da Bottas (che chiuse 3°) e Vettel finito fuori pista. 

PNEUMATICI E METEO GP MESSICO 

Per la decima volta in stagione, la Pirelli ha scelto le mescole Supersoft, Soft e Medium. Vediamo le scelte dei vari team. Opzioni diverse sia in casa Mercedes (per Hamilton 5 SS, 5 S e 3 M; per Rosberg 5 SS, 4 S e 4 M) sia in casa Ferrari (per Vettel 6 SS, 4 S e 3 M (come Red Bull e McLaren); per Raikkonen 6 SS, 5 S e 2 M (idem per le Manor)). Anche le Renault optano per 6 pneumatici Supersoft, anche se vi sono leggere differenze tra Magnussen (2 S e 5 M) e Palmer (3 S e 4 M). Più aggressivi gli altri, a partire da Williams, Force India e Sauber, le quali scelgono la stessa strategia (7 SS, 3 S e 3 M). Anche in Haas scelgono 7 Supersoft, con Grosjean che vi abbina 4 S e 2 M, mentre Gutierrez avrà 5 S e 1 M. Gli unici con ben 8 treni di Supersoft saranno i due Toro Rosso (con 3 S e 2 M).

Le scelte dei piloti per il Gran Premio del Messico (foto da: hub.pirelli.com)
Le scelte dei piloti per il Gran Premio del Messico (foto da: hub.pirelli.com)

 

Il circuito Hermanos Rodriguez presenta la caratteristica, unica nel calendario, di situarsi a ben 2000 metri d’altitudine. Benchè le power unit soffrano meno degli aspirati quest’aspetto, le turbine devono girare comunque ad una velocità maggiore per generare la stessa potenza in condizioni normali. La rarefazione dell’aria, inoltre, spinge ad avere un assetto più carico del normale; ciononostante, questo comporta anche velocità di punta più alte e, dopo aver visto le monoposto toccare, nel 2015, i 366 km/h, è lecito aspettarsi che quest’anno arrivino a quota 370. L’altitudine, infine, comporta anche un maggior stress dell’impianto frenante, che fatica a raffreddarsi; infatti, questa pista è catalogata come “hard”, nonostante vi sia una sola, vera frenata impegnativa, quella di curva 1. Per quanto riguarda gli pneumatici, l’asfalto può considerarsi ancora nuovo, ma sicuramente si presenterà evoluto rispetto al 2015, anche grazie a molte gare che vi si sono svolte durante l’anno. Perciò i parametri di abrasività e grip dello stesso dovrebbero essere diversi rispetto allo scorso anno, pur attestandosi su livelli medio-bassi. Più alti, invece, i valori di stress generale delle coperture e delle sollecitazioni laterali.

La preview Pirelli del Gran Premio del Messico (foto da: hub.pirelli.com)
La preview Pirelli del Gran Premio del Messico (foto da: hub.pirelli.com)

 

Concludiamo con il meteo, che dovrebbe essere variabile per tutto il weekend. Cielo parzialmente nuvoloso o coperto al venerdì, con temperature tra i 14 C° del mattino e i 18 C° del pomeriggio. Situazione molto simile al sabato, sia come copertura nuvolosa che come temperature. Discorso un po’ diverso per la gara, dove le temperature dovrebbero essere un po’ più alte (20 C°), ma il cielo è atteso come coperto, con possibilità di pioggia, in particolare per la seconda metà di gran premio, al momento prevista al 55%.  

ALBO D’ORO GP MESSICO 

1963 – Jim Clark GBR (Lotus-Climax) 

1964 – Dan Gurney USA (Brabham-Climax) 

1965 – Richie Ginther USA (Honda) 

1966 – John Surtees GBR (Cooper-Maserati) 

1967 – Jim Clark GBR (Lotus-Ford Cosworth) 

1968 – Graham Hill GBR (Lotus-Ford Cosworth) 

1969 – Denny Hulme NZL (McLaren-Ford Cosworth) 

1970 – Jacky Ickx BEL (Ferrari) 

1986 – Gerhard Berger AUT (Benetton-BMW) 

1987 – Nigel Mansell GBR (Williams-Honda) 

1988 – Alain Prost FRA (McLaren-Honda) 

1989 – Ayrton Senna BRA (McLaren-Honda) 

1990 – Alain Prost FRA (Ferrari) 

1991 – Riccardo Patrese ITA (Williams-Renault) 

1992 – Nigel Mansell GBR (Williams-Renault) 

2015 – Nico Rosberg GER (Mercedes)

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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