Lettera a Montella: “Caro Vincenzo…”

Caro Vincenzo,

sono Angelo e tifo l’altra squadra di Milano, quella che al minuto 93 ti ha “purgato” con il rigore di Icardi che ha sancito l’inizio della tua fine. Sono molte le parole che vorrei dirti e provengono da due parti diverse del mio cuore: da quella tifosa, che ti ringrazia per l’operato e per averci permesso di essere a +16 dopo solo 14 giornate e quella sportiva, che ti riconosce il merito di aver fatto da parafulmine a dinamiche più grandi di te.

Andiamo con ordine.

L’anno scorso hai fatto un’annata miracolosa e sei riuscito a riportare il Milan in Europa nonché a sconfiggere la Juventus a Doha in una finale in cui ti davano per spacciato. Sinceramente il tuo gioco non mi ha mai entusiasmato, ma ti riconosco il merito di avermi stupito e di avermi fatto ricredere sulle tue geometrie, esteticamente poco affascinanti ma sicuramente efficaci.

Dopo il mercato faraonico di quest’estate, le aspettative nei tuoi confronti sono cresciute a dismisura e hai iniziato a perdere qualche colpo e a fare un po’ di confusione. Qual è il motivo che ti ha portato a non schierare mai Andrè Silva in attacco? Il futuro del Milan è lui e avresti dovuto metterlo davanti ogni giornata, perché un talento del genere ha il diritto a farsi le ossa e a crescere giocando.

Fonte immagine: Europacalcio.it

La colpa di questo tracollo naturalmente non è solo tua e col senno di poi bisogna affermare in modo categorico che il mercato del Milan non è stato così faraonico. Conti, forse il più forte in difesa, è fuori per un grave infortunio e non si può giudicare. Biglia e Kessie si stanno esprimendo ampiamente al di sotto delle aspettative, Kalinic vaga per il campo con la sindrome del disperso, Cahlanoglu è il lontano parente di quello visto con il Bayer Leverkusen, Bonucci al momento è uno dei peggiori difensori della Seria A.

Tante forse troppe attenuanti, che però non ti sono bastate per salvare la panchina. Non ti nascondo che un po’ mi mancherai, sia da interista perché ricordo sempre volentieri gli allenatori che ci hanno permesso di primeggiare nella cittadina meneghina ma anche da sportivo, perché hai cercato fino all’ultimo di rianimare una squadra moribonda e di trovare soluzioni senza perdere mai la pazienza. Educazione, rispetto e onestà intellettuale sono state le tue armi per combattere le grandi aspettative, non ce l’hai fatta ma ci hai provato fino in fondo.

Gattuso sarà il tuo erede e ti assicuro fin da subito che lo “odierò” molto più di te, se non altro perché incarna lo spirito rossonero degli anni gloriosi in cui il Milan dominava e l’Inter bazzicava nei bassifondi. Ciao Vincenzo, sono sicuro che tornerai presto sulle panchine che contano…

Angelo

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Angelo Dino Surano

Informazioni sull'autore
Giornalista, editor, ghostwriter, lettore appassionato. Una vita intera dedicata alla parola e alle sue innumerevoli sfaccettature.
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