Eslusiva – Tiziano Crudeli:”Commessi errori anche dagli ex del Milan, Arnault sarebbe un rilancio importante. Sì a continuare il campionato”

Stadiosport.it ha intervistato in esclusiva Tiziano Crudeli, giornalista ed opinionista della trasmissione televisa Diretta Stadio sull’emittente 7Gold.

Conosciamo bene le sue telecronache, parecchio esagitate, che danno colore e divertimento ad una trasmissione sportiva. E’ un tifoso accesso del Milan, non lo nasconde e proprio in questo momento abbiamo voluto rivolgergli alcune domande sulla situazione del club rossonero.

Dopo una breve esperienza come impiegato all’Alfa Romeo, inizia ad entrare nel mondo del giornalismo come capo ufficio stampa e responsabile delle sponsorizzazioni della Federazione Italiana Tennis.

Ma è alla fine degli anni 80 che inizia la sua parabola nel mondo del calcio. Eredita il posto di radiocronista a Pellegatti nell’emitettente Radio Peter Flowers. Da lì un crescendo di ruoli, tra cui le collaborazioni per i quotidiani La Notte e Tuttosport. Quindi il suo ruolo di accentratore e fervento tifoso rossonero a Diretta Stadio sull’emittente 7Gold.

Tiziano Crudeli . Fonte: Wikipedia Crudeli

Ecco le sue parole concesse per il nostro quotidiano:

Signor Crudeli, sappiamo come la situazione in casa Milan non sia delle più brillanti. Come pensa possa risollevarsi, ambire alle posizioni di vertice in Italia ed in Europa?

«Non ho soluzioni al momento e penso solo a quello che è stato fatto fino ad ora. Parlando del gruppo nuovo sono stati commessi parecchi errori, soprattutto da addetti ai lavori che sembravano promettere bene., come Boban e Maldini. Hanno sbagliato la scelta dell’allenatore, si è scelto un’altro elemento che ha rimediato solo in parte agli errori commessi in precedenza. Gli investimenti fatti non sono stati centrali (Theo Hernandez a parte), sono stati spesi dei soldi che non hanno fruttato a dovere. Il Milan ha 12 punti in meno rispetto allo scorso anno, una squadra deludente, soprattutto di coloro che hanno gestito la società oltre all’aspetto tecnico. Una sorta di semifallimento, fatto da grandi giocatori che non si sono rivelati all’altezza di un ruolo da manager».

Lei confermerebbe Pioli alla guida tecnica del Milan anche il prossimo anno? Cosa pensa di Rangnick, l’uomo ultimamente accostato ai rossoneri?

«Pioli è un buon allenatore, a mio avviso, lo ha dimostrato nel corso della sua carriera. Solo che bisogna metterlo in condizione di aver a disposizione un organico competitivo. Ecco dove diventa importante avere una società alle spalle che sappia fare investimenti adeguati. Non acquistare giocatori a caro prezzo che poi non si rivelano all’altezza della situazione. Rangnick è un tecnico-dirigente sportivo 61enne, che ora coordina le attività sportive della Red Bull, ha saputo valorizzare molti uomini. Ma c’è un grosso però su quest’uomo, perché lui è vissuto in una realtà completamente diversa. Un conto è essere bravo in Germania, in una situazione già brillante, un altro è invece è quello di essere catapultati in un nuovo ambient da ricostruire. Una squadra dalle grandi tradizioni come il Milan deve avere poco tempo per poter tornare ai vertici. Non può aspettare la crescita di altri giovani, ha bisogno di giocatori che abbiano la giusta esperienza e sappiano rilanciarle la società nell’immediato».

Si è parlato anche negli ultimi giorni di una possibile cessione di Elliot ad Arnault. Pensa possa essere un occasione per rilanciare la società visto l’ingente patrimonio di un gruppo che supera i 113 miliardi di dollari?

«Potrebbe essere un’occasione per rilanciare la società, soprattutto da un punto di vista tecnico. Si parla per esempio di un ritorno di Arriedo Braida come direttore sportivo e di Allegri alla guida tecnica. Io comunque sarei favorevole a tutte le opzioni che si presentano, basta che i nuovi dirigenti o tecnici sappiamo ottimizzare l’organico a disposizione. Finora l’unica certezza è l’esterno sinistro Theo Hernandez, pagato 20 milioni al Real Madrid. Un ottimo giocatore che ha propensioni offensive, oltre ad essere bravo nelle conclusioni a rete. Altro elemento è Rebic, ricordiamo che è in prestito biennale e per riscattarlo bisognerà pagare una cifra intorno ai 40 milioni. Sta comunque dimostrando di avere del valore e nonostante sia oneroso l’investimento è stato fatto a ragion veduta. E’ un playmaker valido ed interessante, quindi qualche elemento buono c’è in questa squadra. Per fare il salto di qualità ci vogliono elementi di valore e non sono facilmente reperibili. Bisogna avere maggiore liquidità ed è molto difficile al momento».

Ancora una domanda che riguarda l’immediato. In questa situazione, con il coronavirus che sta rallentando l’economia mondiale, lei è d’accordo con la decisione di terminare il campionato oppure è bene che si riprenda una volta terminata l’emergenza?

«Bisogna vedere gli sviluppi prima di tutto. Se ci saranno i presupposti per riprendere tra un mese o mese e mezzo io sarei favorevole alla conclusione del campionato. Capisco che la prossima stagione sarà molto impegnativa, con gli europei rimandati di un anno. Ma è anche giusto che possa riprendere, anche se questo debba comportare l’dea di giocare a giugno e la prima metà di luglio».

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Lorenzo Carrega

Informazioni sull'autore
Giornalista Pubblicista. Esperienze in ambito giornalistico locale, non solo di sport, ma anche di cultura e tempo libero. La scrittura è la mia passione
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