Emergenza Coronavirus, ripresa Serie A: si va verso porte chiuse e campo neutro. Apertura-Clausura fino al 2023?

E’ possibile che la soluzione per riprendere al più presto il campionato di Serie A sia giocare a porte chiuse e in campo neutro per un periodo di tempo, ma c’è anche chi propone di creare gironi stile calcio sudamericano, quindi con tornei di Apertura e Clausura fino al 2023 per conciliare tutte le esigenze del calendario internazionale

Ogni giorno nuove idee. Ogni giorno nuove proposte. Ma, soprattutto, ogni giorno nuovi problemi, dubbi, pro e contro da valutare e risolvere. Questo è il calcio in questo momento così difficile, in un’emergenza sanitaria che non ha precedenti nella storia. 

Il pericolo del contagio e della diffusione del Coronavirus, al secolo Covid-19, ha costretto alla sospensione di tutte le competizioni calcistiche, che ha portato ad una crisi economica con potenzialità di rischio proprio sulla sopravvivenza di questo sport. 

Per questo, tutte le istituzioni calcistiche, dalla FIFA alla UEFA fino alle Leghe e le Federcalcio nazionali, spingono assolutamente per il ritorno in campo, la ripresa dei tornei, affinché si possano ridurre al minimo le perdite, soprattutto dovute all’assenza degli introiti previsti dai diritti tv, dai botteghini e dal merchandising. 

In Italia, poi, la situazione è anche peggiore, visto che c’è proprio una sorta di scissione in più schieramenti su chi vuole riprendere il campionato di Serie A e chi, invece, preferirebbe chiudere ora la stagione calcistica. 

Nei prossimi giorni la Lega Serie A sarà costretta a vagliare diverse ipotesi e alcuni piani, tra i quali ci sono la possibilità di assegnare lo Scudetto a tavolino e una prossima stagione con l’aumento a ventidue squadre partecipanti, bloccando quindi le retrocessioni. 

Detto questo, l’obiettivo resta quello di chiudere la stagione, senza però inficiare sulla prossima, anche a costo di ricominciare magari prima giocando a porte chiuse e su campi neutrali. 

In tal senso, le squadre delle regioni maggiormente contagiate potrebbero essere trasferite in zone di Italia più sicure, così da poter disputare le rispettive partite, che verrebbero giocate a porte chiuse, evitando quindi il pericolo di diffusione del contagio tra i tifosi e riducendo al minimo quello tra le squadre stesse, che sarebbero più protette e controllate. 

Con tale soluzione, la Serie A potrebbe riprendere nel mese di maggio e chiudersi in due mesi, entro metà luglio. 

Eppure, c’è anche chi propone, invece, una soluzione diversa, grazie alla quale il programma dei campionati nazionali da qui fino all’estate del 2023 prevederebbe il cambiamento dei format degli stessi e una loro omologazione a quelli sudamericani.

In soldoni, ogni lega creerebbe due tornei, uno di Apertura e uno di Clausura, al posto dei gironi d’andata e ritorno, affinché i campionati possano conciliarsi con i calendari internazionali e gli impegni in Champions League, Europa League, Europei 2021, Copa America 2021, Olimpiadi 2021 e Mondiali Qatar 2022

Benito Letizia

Informazioni sull'autore
Direttore di Stadiosport. Giornalista Pubblicista, Laureato in Lettere Moderne e Filologia Moderna presso l’Università Federico II di Napoli. "Il calcio è vita".
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